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L’importanza del voto libero e informato secondo i senatori Vono (IV) e Nencini (Psi) foto

Iniziativa di educazione politica offerta in piazza Matteotti dalla scuola di formazione politica “Calabria Futura”

Riccardo Nencini con l’accordo sottoscritto con Matteo Renzi nel 2019 ha consentito a Italia Viva di formare un suo gruppo al Senato, pur in coabitazione con il Partito socialista italiano. Sull’onda lunga dell’accordo, anche in Calabria si vanno infittendo le iniziative che tengono insieme le due componenti. L’ultima si è svolta stamattina in Piazza Matteotti a Catanzaro, con l’intervento politico della senatrice Silvia Gelsomina Vono di Italia Viva e del senatore Riccardo Nencini, presidente del Consiglio nazionale del partito socialista italiano. Strano a dirsi, il tema del convegno on the square non è sembrato direttamente connesso alle imminenti elezioni regionali, essendo dedicato a un tema più generale che pure c’entra per forza e di sghimbescio: “Sì, voto”, organizzato dalla scuola di formazione politica “Futura Calabria” e sposato in pieno da socialisti e renziani, con la partecipazione in funzione di esperti di Pasquale Barbieri, direttore della scuola, Domenico Bilotti, docente a Giurisprudenza del’Umg e della mediatrice culturale Francesca D’Ambra con la parte introduttiva affidata a Domenico Gareri.

Generico settembre 2021

“Per quanto la politica ci possa sembrare distante – ha detto ai nostri microfoni il professor Bilotti -, il voto è qualcosa per cui si è combattuto ed è l’unico strumento che ci dà in mano la forza di poter cambiare. Esprime il nostro diritto di scelta. L’astensionismo non dà problemi quando risponde a una scelta intenzionale, tant’è vero che nel nostro diritto sono state eliminate tutte le sanzioni per i cittadini che non votano. Mi sembra molto più grave e da porre all’attenzione di tutti quando l’astensionismo proviene dall’indifferenza e dalla disattenzione. Con la formazione e con l’istruzione vogliamo combattere questo tipo di astensionismo. È un lavoro che non devono fare i politici ai quali spetta di dare un’immagine quanto più possibile decorosa della loro attività, più di quanto si sia visto negli ultimi anni, e che devono svolgere per esempio i docenti che hanno una funzione educativa nella società”.

“Considerato l’astensionismo vigente in Calabria – ha sostenuto da parte sua Gelsomina Vono – dobbiamo far capire ai cittadini l’importanza di votare, perché il voto è un diritto e un dovere ma anche il potere che abbiamo noi cittadini. La sovranità appartiene al popolo e deve essere esercitata attraverso il voto. È necessario votare, qualunque sia il voto che esprimiamo, esercitando la cittadinanza attiva di condivisione della politica che è impegno quotidiano sul territorio, e per farlo non c’è bisogno di avere ruoli istituzionali. I social hanno modificato il modo di fare politica, e diminuito il contatto tra le istituzioni e i cittadini, e la possibilità per i giovani di formarsi e di svolgere la cosiddetta gavetta. Da parte nostra stiamo cercando di portare avanti le scuole di cultura politica. Però è necessario che il messaggio parta dalla scuola per creare la giusta coscienza. Penso che anche nelle scuole primarie la disciplina trasversale di Cittadinanza e Costituzione dovrebbe essere gestita e approfondita. Si potrebbe prevedere in tal senso un intervento legislativo affinché venga insegnata, certamente da chi possiede la giusta competenza”.
Da Riccardo Nencini, ovviamente, una visione più generale del problema.

Iniziando dalla riduzione del numero dei parlamentari conseguente al referendum confermativo del settembre 2020, in piena pandemia. Un aspetto della montante antipolitica: “Giudico l’antipolitica – ha detto in tal senso sollecitato – come un rischio letale, anche perché altrove in Europa c’è una società di mezzo diversa, nella tradizione anglosassone per esempio c’è una forma di società non partitica, che partecipa però alla vita politica. In Italia, se finiscono i partiti, buonanotte, non ci sono stati soggetti che hanno formato ragazzi e ragazze ed è una delle ragioni per cui il populismo deborda. Se poi ai calabresi piacciono i Salvini e le Meloni con il loro sguardo strabico verso il Nord, bene, che li votino, però dopo nessuna lamentazione. C’è una costante nella storia. Nei momenti di grave crisi sociale ed economica c’è la tendenza di individuare nell’uomo solo al comando la soluzione di tutti i problemi. Salvo accorgersi che l’uomo solo al comando i problemi li moltiplica perché in una società complessa i problemi non si risolvono con singole individualità sulle quali si scommette”.

L’uomo solo al comando, l’immagine evocata dal presidente dei socialisti italiani, fa parte del suo imprinting di appassionato di ciclismo e nipote del mitico Gastone Nencini vincitore di Giro d’Italia e Tour de France e arrivato secondo, ci ha confidato a margine, nell’ultima sua gara a metà degli anni sessanta, che guarda caso fu un Giro di Calabria. Nencini, il Riccardo, ha tra l’altro visibilmente apprezzato l’intrattenimento musicale offerto dai suoi amici e compagni calabresi che hanno voluto iniziare la manifestazione, affrontata con coraggio in una piazza Matteotti distratta dalle vicende quotidiane, con l’omaggio canoro offerto dal tenore pentonese Amerigo Marino: “Nel blu dipinto di blu” per “Volare” quantomeno nelle buone intenzioni (di voto).