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Un’ottantina amministratori e aderenti a Coraggio Italia vogliono Santacroce in Giunta Regionale

A scapito del possibile ingresso di Sergio Abramo. Lettera pronta per essere inviata dalla circoscrizione centro a Luigi Brugnaro

“Quoque tu, Frank Mario”. Questo, con originale abbrivio anglo-latino, potrebbe mormorare Sergio Abramo qualora fosse sul punto di soccombere sotto i colpi del tradimento. Ma come, il sindaco di Catanzaro, principale corrispondente in terra di Calabria del fondatore di Coraggio Italia, non ha ancora finito di spendersi come main sponsor dell’ex sindaco di Albi Frank Mario Santacroce per qualche giorno consigliere regionale in surroga nella passata legislatura, che già deve guardarsi le spalle per non avere riconosciuto quanto era stato pattuito poco prima della presentazione delle liste per la tornata del 3 e 4 ottobre: il nostro candidato per la circoscrizione centro sarà Frank Mario, ma l’eventuale posto in giunta, se Roberto vorrà, sarà di Sergio. E invece, ecco messo nero su bianco quanto già si mormorava a urne ancora scosse per recuperare l’ultima scheda utile: Santacroce quel posto lo reclama per sé. Per dire il vero, lo reclamano per lui un centinaio di attivisti e amministratori che si richiamano alla formazione fucsia, al suo lusinghiero esordio alle regionali avvenuto proprio in terra di Calabria, con due eletti, uno proprio nella Circoscrizione centro. Che, però, non è risultato l’avvocato catanzarese Santacroce bensì l’ingegnere vibonese De Nisi, dando la stura ai consueti mal di pancia post elettorale che pochi però pensavano si sarebbero subito trasformati in lamentele trasferite in alto loco.

Dopo una veloce disamina dei risultati elettorali così si esprimono i firmatari nella lettera pronta per essere inviata al presidente e fondatore di Coraggio, Luigi Brugnaro: “Appare corretto che anche questo territorio (determinante per il raggiungimento del quorum del 4%) venga premiato e l’unico modo per farlo è scegliere qui il rappresentante del partito in seno alla giunta regionale. E siamo allo stesso tempo consapevoli che Ella sicuramente farà una scelta di qualità, lontana da logiche spartitorie e di mero interesse di parte, forse anche facendo comprendere ai soliti protagonisti della politica che è necessario un ricambio generazionale ma soprattutto un ricambio nei modi di fare politica. E questo è un sicuro segnale di cambiamento e rinnovamento. Ma è con altrettanto coraggio e forza che Lei deve valorizzare e ricercare sul territorio le nuove e brillanti menti del palcoscenico politico-amministrativo che hanno contribuito al centro destra di vincere le elezioni ed a Coraggio Italia di avere questa importante affermazione. Valorizzare e ricercare quelle personalità pulite, presentabili, trasparenti e senza scheletri nell’armadio che rappresentano il futuro ma soprattutto il presente della politica calabrese.

E noi, convinti sostenitori del centrodestra, senza alcuna titubanza non abbiamo difficoltà a sottoporle la candidatura al ruolo di assessore regionale di Frank Mario Santacroce, avvocato catanzarese, candidato nel collegio Calabria Centro nella lista di Coraggio Italia che solo per colpa di questa scelta di cuore, di coerenza e lealtà oggi non siede nei banchi del consiglio regionale considerato che i 7 mila consensi ottenuti (il 16,18% dei voti totali di Coraggio Italia i Calabria) l’avrebbero fatto eleggere in qualsiasi altra lista si fosse candidato avendo avuto un risultato elettorale superiore a più della metà dei consiglieri eletti”.

Tra i sottoscrittori della lettera, elencati con cipiglio burocratico con prima il cognome e poi il nome a chiusura di uno scritto formulato quasi come arringa d’aula, figurano nomi di un certo interesse: c’è, abbastanza de planu, il sindaco di Albi e successore di Santacroce, Ricca Salvatore, Tozzo Fiore sindaco di Magisano, Emanuele Domenico sindaco di Palermiti, Rizzello Giuseppe sindaco di Maierato, Lorella Celia coordinatrice di Cambiamo per Catanzaro, Mancini Raffaele ex sindaco di Soverato e coordinatore di Cambiamo per la provincia di Catanzaro, oltre a diversi amministratori di Albi, Belcastro, Borgia, Botricello, Carlopoli, Chiaravalle, Cortale, Cropani, Curinga, Falerna, Feroleto Antico, Fossato Serralta, Gimigliano, Gizzeria, Guardavalle, Iacurso, Magisano, Martirano Lombardo, Palermiti, Pentone, Petronà, San Floro, San Mango d’Aquino, San Vito Ionio, Sellia, Settingiano, Sorbo San Basile, Soveria Mannelli, Squillace, Stalettì, Taverna, Tirolo, Zagarise, Castelsilano, Crotone, Zagarise, Isola Capo Rizzuto, Francica, Rocca di Neto, Maierato.

Insomma, una prova muscolare da parte dei sostenitori di Santacroce che così chiudono la loro perorazione a Brugnaro, dopo le laudi per il giovane amministratore e professionista: “lo stesso storicamente rappresenta e tutela le esigenze dei cittadini della Calabria, della provincia e della presila catanzarese con battaglie ormai decennali, non da ultimo con la predisposizione della legge regionale sul contrasto ai fenomeni del bullismo e cyberbullismo. La crescita di Coraggio Italia passa anche da queste scelte. Se si vuole crescere ancora e arrivare ai prossimi appuntamenti elettorali forti e competitivi non ci sono altre scelte. E Noi tutti siamo pronti a fare lo stesso. A questo punto Lei saprà sicuramente e con tutto il gruppo parlamentare che rappresenta, valorizzare questa figura nella quale noi fermamente crediamo e sosteniamo. Siamo sicuri che Lei saprà dare respiro e non tradirà il nostro territorio e auspichiamo che risolleverà le sorti della nostra terra anche con queste scelte libere e forti”.

Non si conosce se ci sia stato riscontro alla lettera da parte del sindaco di Venezia, il quale già di suo ha le sue gatte da pelare in seno al partito di cui condivide la leadership con Giovanni Toti e Gaetano Quagliariello, se è vero quanto scrive Repubblica secondo la quale è stato messo in minoranza sulla scelta, da lui proposta, di una piattaforma comune con Renzi e Calenda. Di sicuro la presa di posizione dei “cavalieri di Santacroce” non collima con quanto da lui stesso affermato più volte nella campagna elettorale svolta in Calabria, di un totale disinteresse di Coraggio nei confronti di eventuali incarichi in giunta regionale, in nome del superiore bene della Regione (e della coalizione di centrodestra). Né si hanno ancora reazioni da parte del sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo. IL quale, si immagina, avrà intanto masticato amaro.