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In gestazione la nuova giunta comunale. Ma non sarà un parto facile

Nuova geografia d’aula e prospettive aperte sulle amministrative di primavera complicano il rimpasto dell’ultimo esecutivo Abramo, ormai dato per certo

Il tema del rimpasto, o come preferisce qualcuno, della rimodulazione della giunta Abramo è ormai sul tavolo delle trattative, ufficializzato dallo svolgersi dell’ultimo Consiglio comunale di Catanzaro in gran parte dedicato all’analisi “interna“ del voto regionale, ai suoi riflessi sugli ultimi mesi della consiliatura iniziata nel 2017 e a termine nella prossima primavera.

Ne hanno fatto esplicito riferimento nei loro interventi Giovanni Merante che siede in Consiglio ma che assume in sé la funzione di segretario provinciale dell’Udc, e Giuseppe Pisano, capogruppo di “Catanzaro con Sergio Abramo”, quantomeno di quel che ne rimane. Perché è dato incontestabile che la geografia d’Aula è terremotata rispetto a quanto uscito dalle urne nel giugno 2017, con la sostituzione e il riposizionamento degli eletti, con un volume di traffico tale che si fa fatica a regolamentare, tanto che il presidente Marco Polimeni ha preso sul serio l’eventualità di istituire un senso unico obbligatorio sinistra-destra.

Questo è l’andamento generale, che ha portato per esempio alla scomparsa del gruppo Pd e alla riduzione al minimo comune denominatore dell’opposizione, ormai ridotta a tre effettivi, i due consiglieri di “Cambiavento” e il consigliere di Socialisti e Democratici, e tre in bilico, i due rappresentanti di “Fare per Catanzaro” entrati sia pure con molti distinguo nell’orbita di attrazione del pianeta maggioranza, per la dichiarata partecipazione attiva anche se non diretta del leader Sergio Costanzo alle regionali in quota centrodestra (ha rinunciato in extremis  alla candidatura nella lista Udc e ha sostenuto un candidato di Forza Azzurri) e la voce costantemente critica del Misto, il consigliere Corsi, anch’egli entrato in campagna elettorale sostenendo un consigliere eletto di Coraggio, e non quello di casa.

La “rivoluzione” se non è copernicana di certo rimescola certezze e allenta alleanze considerate storiche e altre ne prepara, in vista di due tappe a loro modo determinati per la successiva evoluzione: la composizione della costruenda giunta regionale firmata Occhiuto e le elezioni per il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio comunale della città capoluogo del 2022.

Anche la rimodulazione della giunta municipale, che senz’ombra di dubbio si farà, risente di ambedue gli step futuri. C’è infatti da sapere, e per questo a quanto pare occorre attendere perlomeno un paio di settimane, se Sergio Abramo entrerà a far parte della squadra di governo di Roberto Occhiuto, argomento spinoso nonostante il ripetuto tentativo del sindaco uscente di mantenere in proposito un neutro understement. Un conto infatti è ragionare su un nuovo esecutivo comunale con Abramo al suo posto, un altro a guida di un facente funzione allo scopo designato dallo stesso sindaco.

In questa ultima evenienza non è detto si debba per forza trattare dell’attuale vicesindaco Gabriella Celestino che, se da un lato garantisce una neutralità di tipo tecnico, dall’altro tradisce la necessità opposta e in via di generale rivalutazione: l’assunzione a pieno di una responsabilità di tipo politico. In ogni modo, pur tralasciando al momento la permanenza Abramo, di sua natura transitoria, è proprio la preponderanza numerica della maggioranza di centrodestra a complicare le prospettive di composizione dell’esecutivo. In condizioni normali, con una dialettica equilibrata tra maggioranza e minoranza, la cosa più semplice sarebbe l’applicazione sic et simpliciter del sempiterno manuale Cencelli: fatta la proporzione consiglieri/assessori nella ragione grosso modo di 2 virgola qualcosa a 1, basta risolverla e si arriva alla spartizione dei posti in giunta. Ma in presenza di una maggioranza stratosferica il calcolo non regge più, considerando che i posti in giunta sono solo 8, pur aggiungendo nel novero la presidenza del Consiglio.

La situazione si complica ancora di più nello specifico per le dimensioni monstre raggiunte dal gruppo Misto, che arriva a contare quasi 10 componenti per la sua caratteristica di zona di sosta o di transito più o meno temporaneo. Attualmente ne fanno parte consiglieri che esplicitamente hanno preso parte alle sponsorizzazioni politiche regionali, sostenendo candidati per lo più della Lega o di Fratelli d’Italia, tanto che a loro sarebbe da richiedere un atto di trasparenza politica nel costituire i relativi gruppi uscendo dall’ambiguità e dalla penombra. Ricordiamo che per costituire un gruppo occorrono 3 consiglieri: a conti fatti sia Lega che FdI ne hanno la capacità, senza contare che esiste in Consiglio la rappresentanza della “Federazione popolare per Catanzaro” (la new entry Anna Altomare) che è già in grado di per sé di assorbire i corifei del consigliere regionale Filippo Mancuso (i consiglieri Riccio, Critelli, Rosario Mancuso). Fratelli d’Italia da parte sua potrebbe già da ora costituire il gruppo più numeroso, qualora l’appoggio assicurato al consigliere regionale eletto Montuoro si traferisse in presenza d’aula (consiglieri Levato, Gallo, Celi, Sestito, Angotti, Ciciarello, Renda). C’è, ancora, da mettere sotto i riflettori i rapporti stabiliti in corsa elettorale tra Udc (tre consiglieri: Merante, Triffiletti e Consolante, con i due consiglieri di “Fare” alla finestra, come detto) e Catanzaro da Vivere (quattro consiglieri: Polimeni, Praticò, Ursino e Mirarchi) per la partecipazione, sfortunata del leader Baldo Esposito nella lista dello scudo crociato. Sarebbero in atto colloqui serrati tra le due componenti per addivenire a un patto federativo, ma non trapela niente di conclusivo.  Completano il panorama di maggioranza, e fa quasi specie considerando le dimensioni iniziali, i due consiglieri di Catanzaro con Abramo (Talarico e Pisano) e i quattro della galassia Forza Italia (l’azzurra Procopi, Amendola e Manuela Costanzo di Obiettivo Comune e Costa di Officine del Sud).

Sulla base di quanto detto, si può tentare una ipotetica spartizione dei posti in giunta, al momento molto aleatoria in quanto dipendente da molteplici variabili: 1 assessorato a CZ da Vivere più la presidenza del Consiglio, 1 all’Udc, 2 a Forza Italia, 2 a Fratelli d’Italia, 1 alla Lega, 1 a CZ con Sergio Abramo. Non è detto sarà così, naturalmente. Anche perché quanto verrà stabilito in merito alla composizione di giunta non è neutro rispetto alla campagna elettorale per le amministrative: è lecito attendere premi e pegni rispetto a quanto si va prospettando in chiave candidatura a sindaco e composizione delle liste. Insomma, c’è molta carne al fuoco, e il fumo si comincia a sentire. Parecchio forte.