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Salvatore Passafaro nel cantiere aperto della coalizione del Nuovo centrosinistra

Il coordinatore dei circoli cittadini del Partito democratico: “il toto nomi per il candidato sindaco non mi appassiona, e spesso porta al suicidio politico”. Il duro documento dell’attivo: un incoraggiamento alla partecipazione

Alla manifestazione di sabato scorso a Roma il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha parlato, e urlato, dal palco unitario facendo inedito sfoggio di una cravatta, perché così è nella tradizione del più antico sindacato italiano nelle occasioni fondamentali. Si parva licet, per il coordinatore dei circoli cittadini del Partito democratico di Catanzaro Salvatore Passafaro è viceversa usuale presentarsi, nelle grandi e nelle piccole occasioni, vestito di sobria eleganza, in cravatta e in camicia bianca, e non ama urlare. Anzi, il suo ragionamento segue il suggerimento dell’outfit: pacato, poco incline agli eccessi, discorsivo e riflessivo. Caratteri che evidentemente gli hanno valso la responsabilità politica attuale: fare transitare il suo turbolento partito dalle Ztl (che in città per il dire il vero latitano per definizione) ai favori delle urne. Nei giorni scorsi, appena chiuso il capitolo elettorale regionale, concluso con una sonora sconfitta per la coalizione di centrosinistra, ha convocato un’assemblea di partito nella storica sede della sezione centro, appellandola, in modo un po’ desueto, attivo. Con tutto quello che il termine in sé può implicare. Quantomeno nelle intenzioni. Lo abbiamo sentito in proposito, inaugurando con lui una serie di interviste sui politici cittadini in prospettiva elezioni amministrative 2022. Emergenti, insabbiati, divergenti o declinanti che siano.

L’attivo dei circoli cittadini del Partito democratico catanzarese si è chiuso con un documento molto duro sulla conduzione della campagna elettorale e sul mancato accoglimento delle istanze pervenute dalla base circa le candidature, mentre nel dibattito, spoglio di infingimenti e cautele tattiche, qualche intervento si è spinto anche a criticare la stessa designazione di Amalia Bruni nel nome di una responsabilità politica che non va sottaciuta. Salvatore Passafaro, cosa si aspettano adesso i segretari dei circoli cittadini? Una risposta da parte dei vertici senza dubbio. O pensate che la tentazione romana sarà quella di lasciare cadere nel dimenticatoio la cosa?

“Credo che non si debba forzare più di tanto il senso di una riunione sorprendentemente assai partecipata e che ha fatto trasparire una bella voglia di presenza e partecipazione, un sano protagonismo che andava evidenziato. È chiaro che i dati elettorali influiscono non poco sul clima della discussione ma credo che, al di là di forzature ed eccessi verbali, tutto vada ricondotto dentro una sana riflessione, a tutto campo e a tutti i livelli, per incoraggiare partecipazione e desiderio di esserci. Questa necessità non è solo a Catanzaro, è in tutta la nostra provincia, è in tutta la nostra regione e credo sia utile e preziosa una feconda e propositiva fase di riflessione e confronto su ciò che è accaduto”.

C’è da affrontare il tema della rinascita democratica interna al partito democratico calabrese e catanzarese. Chiedete la fine dell’esperienza commissariale, l’indizione subitanea dei congressi e garanzie sul tesseramento. Come giudica l’operato del commissario Stefano Graziano e cosa si aspettano i segretari dei circoli dal percorso congressuale, a livello comunale e regionale?

“In queste ore si sta decidendo, al livello centrale, l’avvio della fase congressuale e noi ci saremo dentro con impegno e responsabilità. Stefano Graziano, che ha avviato il tesseramento e creato le condizioni per arrivare in breve tempo all’elezione degli organismi di partito, si è trovato ad operare in una regione difficile, ha dovuto affrontare in breve tempo due elezioni regionali e cercare di ristabilire ordine in un partito che era stato lasciato allo sbando. Il problema è che spesso il commissario diventa il capro espiatorio delle tante contraddizione della classe dirigente regionale.
In ogni caso una stagione volge al termine ‘fisiologicamente’, un’altra se ne prepara e a questa dobbiamo prepararci adeguatamente. Tesseramento e congressi sono una sola cosa e siamo interpellati a un impegno serio e coerente incoraggiati, peraltro, dal grande voto positivo in tutto il Paese e, da ultimo, anche a Cosenza.

Le foto pubblicate sul nostro giornale in occasione dell’Attivo dei circoli cittadini sono testimonianza di un invecchiamento dei quadri attivi e partecipanti alla vita di partito. Molte teste bianche e pochi giovani. Avvertite la necessità di un avvicinamento alle istanze giovanili?

“Nel nostro Partito c’è bisogno di tutti e il giovanilismo è stato spesso anticamera di insuccessi così come è stato negativo rimanere su vecchie impostazioni e responsabilità. Il PD è una grande comunità politica e ha dimostrato, con la scelta della parità di genere, di essere avanti e sono convinto che questa strada non sarà abbandonata”.

Capitolo Comune. Nell’aula consiliare il Pd è malinconicamente non rappresentato, pur risultando nell’ultima tornata elettorale il più votato in città. Come rimediare a questa situazione con lo sguardo ovviamente rivolto alla prossima competizione per le amministrative in città, programmate per la primavera 2022?

“Siamo, da tempo, al lavoro per preparare al meglio la scadenza incombente. Il nostro cantiere è una coalizione ampia, plurale e inclusiva, in grado di dialogare con tutte le rappresentanze sociali e di guardare al futuro con una proposta forte di governo, con una idea di città che intercetti la fase di ricostruzione nazionale con il Pnrr. È richiesto uno sforzo non ordinario ed è quello che stiamo facendo. Il PD registra il dato cittadino ultimo come ulteriore incoraggiamento sulla strada intrapresa: siamo un grande Partito con una grande vocazione coalizionale”.

C’è da individuare all’interno della coalizione che chiamate “Nuovo Centrosinistra” il candidato unitario a sindaco. Risponde a verità che i giochi sono chiusi intorno al professore Nicola Fiorita? Qualcuno obietta che non si è particolarmente speso per la campagna elettorale regionale ultima, non solo per il Partito democratico, ma nemmeno per la coalizione.

“Non mi attardo sui ‘sentito dire’ e non mi appassionano i ‘toto nomi’ che sarebbero sbagliati e votati al suicidio. Non faremo errori e sapremo trovare insieme e unitariamente la strada giusta anche per il candidato Sindaco; ci daremo dei tempi e sono fiducioso che sapremo trovare la strada migliore per presentarci al meglio e in tempi non dilazionati”.