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Regione Calabria, i giorni della proclamazione di Roberto Occhiuto

Attesa per la ripartizione dei seggi da parte della Corte d’Appello di Catanzaro che può avere ripercussioni sulla composizione di Giunta mentre il presidente eletto alimenta aspettative sulla sua azione di governo

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Anche se non è una vigilia di ordine religioso, è pur vero che la proclamazione di Roberto Occhiuto da parte della Corte d’appello di Catanzaro sta quasi assumendo lo spessore dell’attesa messianica. Ogni giorno che passa, infatti, si gonfia di aspettative per la prossima esperienza governativa regionale, alimentate dalla costante strategia comunicativa di Occhiuto che, un piede in Calabria e l’altro a Roma, giorno dopo giorno suggerisce spunti e fornisce input su ciò che è sua intenzione fare nei prossimi cinque anni. Dopo le attese invocazioni sulla titolarità della gestione sanitaria anche in regime di commissariamento, perché non si vede quanto valido per il Lazio o per il Molise non debba esserlo per la Calabria, l’approccio più consistente dell’eletto riguarda i fondi in arrivo – “una vagonata” secondo significativa metafora by Occhiuto – tra Pnrr e i “soliti” strutturali, con la successiva constatazione della necessità di reperire sul mercato manageriale nazionale, con ovvia preferenza per le piazze di Roma e Milano, dirigenti in grado di individuare programmi adeguati alla ripartenza e accelerare sulla spesa. Non la staranno prendendo bene i quadri dirigenziali attualmente in sella alla Cittadella catanzarese, ma se ne faranno una ragione. Da loro, se le ricerche di personale dirigenziale avranno felice esito, il minimo che ci si attende è una leale collaborazione con il nuovo management, cosa auspicabile ma non scontata se è vero che la burocrazia regionale è ciò che viene descritta: un amalgama indistinto nelle personalità ma compatto nel rivendicare ruolo, prerogative, competenze. La pronuncia della Corte è attesa per questa settimana, nella prima metà piuttosto che nella seconda.

Detto ciò, l’attesa della proclamazione non riguarda solo Roberto Occhiuto. Sono sempre più insistenti le voci di un riconteggio dei voti di liste e preferenze non in linea con le risultanze dell’immediato giorno elettorale. In bilico sarebbero un seggio finora attribuito alla lista di de Magistris Presidente di cui dovrebbe avvantaggiarsi il Movimento 5Stelle, e un seggio che potrebbe spostarsi dalla Lega a Forza Azzurri. C’è fibrillazione pertanto nei diretti interessati, con ovvi opposti sentimenti, ma c’è anche necessità che si ponga un punto fermo per la convocazione della prima seduta di Consiglio, che è poi l’atto ufficiale di chiamata degli eletti a occupare il posto che loro spetta a Palazzo Campanella. La seduta inaugurale della XII legislatura regionale della Calabria sarà probabilmente convocata appena dopo la festa di Halloween, quella di “dolcetto o scherzetto” che in Calabria nella fattispecie, per qualcuno, potrebbe declinarsi in “eletto o scherzetto”.

La questione della composizione dell’aula e della distribuzione tra le varie componenti non è neutra neppure in vista dell’assegnazione dei posti in giunta regionale, cosa che ovviamente, al di là degli esercizi di understatement, occupa i pensieri di Occhiuto.

Nella complessa tavola di opzioni che deve toccare risultato elettorale, rappresentanza territoriale e prerogative presidenziali, uno spostamento dell’equilibrio a sfavore della Lega può diventare puntello per fare uscire la questione della vicepresidenza di giunta dalla strettoia imposta dal ticket preelettorale, mai apertamente accettato da Occhiuto ed entrato nelle mire della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Inizierebbe così il domino degli spostamenti rispetto alle ipotesi iniziali, che potrebbero toccare sia la composizione della giunta, nell’assegnazione della vicepresidenza e delle deleghe assessorili, sia estendersi alla presidenza del Consiglio regionale, una poltrona in bilico tra Forza Italia che l’aveva in dotazione nella breve legislatura precedente , Fratelli d’Italia che era la probabile indicazione alla vigilia elettorale, Lega Salvini proprio come contropartita alla rinuncia sul nome di Nino Spirlì.

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