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Commissione pari opportunità Catanzaro: “Opzione donna” diventi legge dello stato

Nota trasmessa al Ministro del lavoro e delle politiche sociali e al Ministro delle Pari opportunità e della famiglia

La Commissione Pari opportunità del Comune di Catanzaro, su proposta della Consigliera Silvana Siciliani e con l’approvazione del plenum delle componenti,  attraverso una nota trasmessa  al Ministro del lavoro e delle politiche sociali e al Ministro delle Pari opportunità e della famiglia, prende una ferma posizione a sostegno di  “Opzione Donna”,  dichiarandosi favorevole, piuttosto che ad un suo rifinanziamento, al fatto che il Governo renda la misura strutturale.

Pur plaudendo all’approvazione da parte della Camera del testo unico con le proposte in tema di parità salariale tra uomo e donna, passo fondamentale verso la tanta auspicata parità di genere la commissione ritiene che sia, altresì, necessario in considerazione degli innumerevoli impegni e compiti che la donna assolve nel pubblico come nel privato,  che “Opzione Donna” diventi una legge dello Stato.

…..”Dare la possibilità, si legge nel testo della nota,  alle donne con 35/36 anni di contributi di poter scegliere di andare in pensione, significherebbe farle svolgere con la giusta serenità il lavoro d cura dei familiari anziani, il lavoro di mamma, il lavoro di nonna….

Rendere strutturale Opzione Donna, avrebbe dovuto, quindi, rappresentare un elemento cardine della nuova riforma pensionistica e non una semplice misura da rifinanziare!!

Al fine di rendere strutturale la possibilità per le donne di utilizzare la formula prevista dalla Legge di Bilancio 2021( art.1,c. 476 della legge n.160/219) e nello stesso tempo ampliare il beneficio del calcolo con il sistema misto già maturato, la Commissione propone di  introdurre la possibilità,  per le donne che volessero aderirvi, di farle prestare attività di volontariato, in ambito sociale e/o assistenziale presso Strutture pubbliche o private accreditate, previo corso di formazione finalizzato, per il periodo che mancherebbe al raggiungimento dell’età pensionistica (o anche per un periodo inferiore), attraverso una prestazione giornaliera pari a 4 ore.

In tal modo la pensione verrebbe ricalcolata con il sistema misto, cioè sarebbero computati figurativamente i contributi INPS relativi al profilo lavorativo di appartenenza, più quelli per il periodo certificato dall’Ente di volontariato.

Questa ci sembra una proposta innovativa da cui ripartire per le sfide del futuro.