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Il commissario Graziano nomina un coordinamento di reggenza per il Pd provinciale

Tesseramento in affanno, inevitabile lo slittamento dei congressi che complica parecchio le strategie dei segretari di circoli catanzaresi interferendo con le elezioni amministrative di primavera

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L’attivo del Partito democratico di Catanzaro si era chiuso, una decina di giorni orsono, con tre perentorie richieste agli organi dirigenti nazionali: “Individuare un reggente o un comitato di reggenza della federazione provinciale di Catanzaro fino al prossimo congresso; avviare il percorso congressuale (con l’indicazione delle date) partendo dai territori e superando ‘definitivamente’ la gestione commissariale ormai non più necessaria; procedere con il tesseramento on line e affidarne la gestione ad una commissione provinciale per quando riguarda la federazione e al coordinamento cittadino per quanto riguarda la città di Catanzaro”.

Oggi pomeriggio, mentre erano in riunione, i segretari cittadini del Pd hanno appreso che avranno a che fare con il commissario Stefano Graziano ancora per un tempo indefinito e senza una data certa per l’indizione dei congressi, a partire dai cittadini per finire al provinciale.

Semplicemente perché Graziano, per superare la vacanza dopo le dimissioni da segretario provinciale di Gianluca Cuda, ha nel frattempo nominato un coordinamento provinciale che guiderà il partito di Catanzaro fino alla celebrazione del nuovo congresso che rimane ancora senza data, proiettato in un futuro indistinto e denso di problemi, a iniziare da un tesseramento che più che non decollare non riesce nemmeno a staccare l’ombra da terra.

Il coordinamento reggente sarà formato dal coordinatore cittadino di Catanzaro Salvatore Passafaro, dal coordinatore cittadino di Lamezia Terme Franco Lucia, dai consiglieri regionali dem eletti Ernesto Alecci e Raffaele Mammoliti, dai candidati non eletti Giusy Iemma, Fabio Guerriero, Aquila Villella, Gianluca Cuda, dal deputato Antonio Viscomi, dalla componente del coordinamento regionale Maria Antonietta Sacco, dal presidente dell’Assemblea provinciale Michele Drosi e dalla lametina Lidia Vescio.

Mentre Drosi è destinato a presiedere la commissione di reggenza, Vescio guiderà la commissione provinciale del tesseramento.

La costituzione della reggenza e della commissione di garanzia sul tesseramento, che si riuniranno ciascuna per conto proprio per la prima volta venerdì prossimo, anche se formalmente sembra venire incontro al deliberato dei circoli catanzaresi, in realtà comporta un allungamento dei tempi attesi per l’indizione dei congressi nel mentre, ancora una volta taglia di netto ogni dibattito interno compreso quello inerente all’individuazione dei componenti dei coordinamenti.

I congressi intanto sono destinati a slittare per l’esiguo numero di tessere sottoscritte nell’ultimo anno, anche in ragione delle nuove modalità on line stabilite, ancora una volta monocraticamente dal commissario, con qualche piccola e temporanea finestra concessa al tesseramento tradizionale.

Non si hanno numeri precisi, ma a livello regionale si parla allo stato attuale di un migliaio di tessere sottoscritte al momento. Di certo, tutti i circoli cittadini catanzaresi sono fermi al riguardo, così come accade nelle principali città calabresi.

Con questi numeri i congressi non si celebreranno sicuramente nel 2021. Con lo slittamento alla primavera del 2022 che comporta nuove ambasce per i dem catanzaresi che nello stesso tempo saranno impegnati nella campagna elettorale per le elezioni del sindaco e il rinnovo del Consiglio comunale.

Proprio qui la cosa si complica. Se le condizioni rimangono queste, il lavoro che da due anni pazientemente i segretari dei circoli cittadini stanno conducendo per la costituzione di un Nuovo centrosinistra che giunga unito alla campagna elettorale, con un programma preciso e un candidato sindaco unitario, rischia di essere sottoposto alla supervisione del coordinamento di reggenza nel quale hanno preminenza numerica figure non pacificamente in sintonia con gli intendimenti dei segretari cittadini.

Già per fine novembre è atteso il nome del candidato sindaco frutto della mediazione tra Pd e gli altri soggetti della coalizione. Ma non è detto che tutto il Pd sia d’accordo con l’indicazione che va sempre più nettamente mergendo, che è quella del professore Nicola Fiorita. Si fanno avanti altre due o tre candidature, o ipotesi di candidature, che prese in sé non sono per nulla disprezzabili ma che, per essere realmente considerate nel novero delle possibilità, devono, in assenza di unanimità, passare attraverso lo strumento delle primarie così come sottoscritto nella Carta dei valori del Nuovo centrosinistra alcuni mesi or sono.

Anche nell’ipotesi che si giunga ai congressi nella primavera 2022, il nuovo, allo stato ipotetico, nuovo segretario provinciale avrebbe tutti gli strumenti e i poteri regolamentari, per dialogare direttamente con il sindaco, anche qui ipotetico, del centrosinistra qualora già eletto, in qualche modo e in caso di necessità scavalcando di netto il coordinamento cittadino dei segretari che non ha lo stesso peso statutario di un segretario provinciale eletto.

Per questo in seno al coordinamento cittadino dei segretari sta montando la tentazione di avanzare una candidatura interna per la segreteria provinciale.

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