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Sacal, Pisano: “Comune e Provincia non potevano ricapitalizzare. Fiorita strumentalizza”

"Se fosse stato sindaco avrebbe proceduto con la ricapitalizzazione compromettendo le casse del Comune e andando contro la legge"

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Dichiarazione del consigliere comunale e provinciale Giuseppe Pisano:

“Per l’ennesima volta l’eterno candidato Fiorita perde l’occasione per tacere e torna alla carica su una vicenda, quella della ricapitalizzazione di Sacal, che anche un neofita di questioni amministrative – come è lo stesso Fiorita – potrebbe facilmente capire. Purtroppo, però, quando uno ha necessità di strumentalizzare ogni questione per fini politici, bisogna replicare per cancellare ogni falsità. Incominciamo dalla mancata ricapitalizzazione da parte di Comune e Provincia: non è assolutamente vero, come sostiene Fiorita, che è stata ritenuta non strategica l’esigenza di mantenere le proprie quote societarie. Vale la pena sottolineare che Comune e Provincia non hanno ricapitalizzato perché, a rigor di Legge, non avrebbero potuto farlo per non alterare gli equilibri di bilancio, ma sono comunque rimaste in possesso delle proprie quote perché ritengono Sacal un asset strategico. Il sindaco ha spiegato bene chi e come avrebbe dovuto vigilare alla Regione, e l’allarme lanciato dal neo governatore Occhiuto rafforza le stesse affermazioni di Abramo.

Da quanto sostiene Fiorita, deduco che se fosse stato sindaco avrebbe proceduto con la ricapitalizzazione compromettendo le casse del Comune e andando contro la legge. Ma dimentica, però, che in Consiglio comunale, quando se n’è discusso, i consiglieri del suo movimento non hanno proferito parola.

A Fiorita, inoltre, ricordo quanto gli avevo sottolineato ad agosto, e cioè che le mosse del Comune erano state attentamente valutate con l’ufficio Partecipate dell’ente e che la proposta fatta dal dirigente dell’Ufficio in base alla Legge Madia, cioè quella di dismettere completamente le quote di compartecipazione relative a Sacal e Comalca, era stata superata da sindaco e Consiglio comunale in considerazione della centralità riscontrata in quelle due società partecipate.

L’amico Nicola può spiegare le sue tesi con tutte le belle parole che conosce, ma la verità è che per amministrare bisogna avere il polso della situazione e capire di cosa si parla. Non è il suo caso, e me ne rammarico perché significa che nei suoi anni da consigliere comunale non ha nemmeno lontanamente imparato l’Abc della macchina amministrativa.

 

Posso chiedere a Fiorita, comunque, di muoversi attraverso il suo referente politico nazionale, il deputato Pd Viscomi, che fa parte del governo, per individuare una soluzione alla vicenda Sacal aiutando la Regione nella quale lo stesso Nicola ha un punto di riferimento in Ernesto Alecci.

Non dovrebbe avere problemi, considerando per il niente che ha fatto Viscomi nei suoi anni da parlamentare per la città di Catanzaro, che è anche la sua città, e per la Calabria intera, ha un bel debito da ripagare. Ecco, può cominciare con la Sacal, strategica per l’intera Regione, e con un provvedimento per Catanzaro capoluogo o capitale. Sarebbe l’unico modo per dimostrare un segnale di vita al di là delle belle, ma vuote parole, del suo “referente” sul territorio”.

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