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Gli appelli del Nuovo e del “vecchio” centrosinistra. Dicono le stesse cose, ma al momento non si parlano

Ancora una volta la sinistra corre il rischio di porre il suo elettore davanti a un bivio difficile da scegliere. Intanto anche de Magistris arriva buon ultimo a complicare i disegni di alternativa al centrodestra che governa Catanzaro

Due documenti, due appelli dal contenuto simile, quasi sovrapponibile, sono giunti nelle redazioni a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro.

Gli estensori sono diversi ma, anche qui, molto vicini l’un l’altro. Il primo documento, in senso cronologico, è del Nuovo centrosinistra, il campo largo dei partiti e delle associazioni che da tempo si vanno incontrando per costruire programmi, elaborare idee, comporre liste e individuare candidato in vista delle amministrative di primavera 2022 a Catanzaro: Partito democratico, Movimento Cinque stelle, Partito socialista, Articolo1, Cambiavento, Europa Verde, Catanzaro Vivace, Sud democratici, Catanzaro Generosa, Volt.

Il documento è un appello “ai sindacati, alle associazioni, agli ordini professionali, al modo produttivo e accademico, agli studenti e a tutti i cittadini, di unirsi con le loro idee e le loro proposte alla definizione di una nuova idea di città e alla creazione di una nuova classe dirigente competente e soprattutto ‘onesta’”, con la premessa che “da tempo, rinnovando noi stessi e superando inutili divisioni e pregiudizi, stiamo lavorando ‘uniti’ ad un progetto aperto e condiviso che guarda al futuro e che supera i personalismi in nome dell’interesse generale”.

Anche il secondo documento, firmato da 28 esponenti della stessa area forse soltanto un po’ più “attempati”, è un appello “alle forze politiche, sociali, culturali ed economiche della città, affinché avviino subito un percorso virtuoso, che possa porre le basi per far rinascere Catanzaro, offrendole una nuova prospettiva al passo con i tempi complessi, ma anche storicamente assai importanti, che stiamo vivendo”, partendo dall’asserzione “che le molte persone di valore e di buona volontà nella nostra città possano e debbano dare un contributo, questa volta scendendo in campo e, poi, rivestendo un ruolo primario nella amministrazione locale”.

Firmano il documento diversi nomi noti del panorama politico cittadino, tra i quali qui basta ricordare, per le implicazioni che diremo, l’ex sindaco Rosario Olivo, Pierino Amato, Nicola Ventura.

Bene, letti i due documenti, la cui versione integrale trovate in altra parte giornale, per una volta proviamo a metterci nei panni del povero elettore di centrosinistra, sempre lo stesso, né vecchio né nuovo, sinceramente animato da una pulsione civile che lo porta a votare da quella parte, e, ancora una volta, tentato da due sirene differenti che, ciascuna per sé, è portatrice di valori che trova ambedue seducenti.

Da una parte l’esperienza politica e la valenza professionale, dall’altra lo slancio giovanile e la genuinità degli intenti. Un “Nuovo centrosinistra”, insomma, contrapposto a un “vecchio centrosinistra”.

Il rischio è, come già successo, che di fronte a un bivio incerto, il “povero” elettore stia fermo al palo e non vada da nessuna parte. Oppure, più probabile che, su due “poveri” elettori, uno scelga il nuovo e l’altro il vecchio.

Il risultato è facile da immaginare.
La consapevolezza di pescare nelle stesse acque, questo “mare salato” del centrosinistra catanzarese, spiega anche la contemporaneità della pubblicazione degli appelli, avvenuta al termine di una piccola guerra di posizionamento e di attesa tra i due gruppi di sottoscrittori.

Ridotta al nocciolo, la vicenda è tutta qui: da una parte, il Nuovo centrosinistra già da tempo ha stretto alleanze e programmato l’indicazione di Nicola Fiorita, leader di Cambiavento e già concorrente alla carica, quale candidato sindaco della coalizione; dall’altra gli esponenti del “vecchio” centrosinistra vogliono dire la loro indicendo un tavolo di concertazione che non li escluda a priori, al limite proponendo un loro nome, che potrebbe essere lo stesso Fiorita o un altro esponente, forse da individuare tra i firmatari dell’appello.

Intanto, in questa guerriglia tattica, si vanno consumando le prime aporie. Tra le firme del “vecchio” centrosinistra figura ad esempio, Pierino Amato.

Proprio oggi si è avuta notizia delle dimissioni da segretario del Psi di Catanzaro, che è parte del “Nuovo” centrosinistra. Così come c’è una divaricazione tra alcuni dei più attivi esponenti di Sud Democratici, associazione parte del “Nuovo”, che firmano nel “vecchio”: Caroleo e Ventura, per citarne alcuni. Per non dire della presenza “pesante” di nomi storici non solo della sinistra, ma della storia cittadina, quali Olivo e Casalinuovo.

Come a dire: d’accordo sul nuovo, sul cambiamento, sul campo largo, sulle agorà e quello che volete, ma esistiamo anche noi, e con noi, volenti o nolenti, dovete in qualche modo dialogare.
Intanto a complicare le cose nella sinistra cittadina, arriva la nuova inversione di intenzioni manifestata da de Magistris. Subito dopo le regionali, si era creduto di capire che avrebbe osservato un periodo sabatico di riflessione e di astensione dalle pubbliche tenzoni. Così non è stato, oppure dopo il sabato è saltata la domenica ed è arrivato subito lunedì, con l’intenzione di ritentare la partita elettorale, ripartendo proprio dalle comunali di Catanzaro.

Non sfugge all’ex sindaco di Napoli che il suo limitato tesoretto in voti può essere decisivo soprattutto nelle tornate elettorali in cui è, o sarà, in essere il ballottaggio, ossia la vittoria di chi ha anche un voto un più.

Domani può essere per la contesa a sindaco, dopodomani per i collegi uninominali alle politiche.

Il “mare salato” rischia di concentrare troppi elementi in un bacino chiuso e ristretto: i pesci ci possono anche annaspare, e finanche, per l’ennesima volta, annegare.