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Catanzaro, Passafaro, coordinatore PD: “Uniti si vince e il centrosinistra è unito”

L’autocandidatura a sindaco di Donato crea scompiglio più a destra che a sinistra. E dai congressi uscirà un PD più forte e più vicino ai cittadini

Salvatore Passafaro, coordinatore dei circoli Pd di Catanzaro, l’autocandidatura del professore Valerio Donato spiazza, scompiglia i piani del Partito democratico cittadino rispetto alle prossime elezioni amministrative di primavera, chiamate a eleggere il nuovo sindaco rinnovando il Consiglio comunale. Oppure, la cosa vi giunge scontata, o, in ultima analisi, non determinante?
“Credo che sarà determinante arrivare alle prossime elezioni uniti, altrimenti le possibilità di vittoria si riducono significativamente. Il PD di Catanzaro sta portando avanti una politica di apertura verso tutti partiti e i movimenti civici che hanno come obiettivo quello di rilanciare la città. Progetto che si pone in totale discontinuità con i protagonisti dell’amministrazione uscente di centro destra. Il percorso che si è fatto è stato trasparente e scandito da passi ben precisi e concordati con assemblee pubbliche (quattro in poco più di due mesi) aperte anche alla stampa. Il nostro obiettivo è stato quello di dare voce alla base del partito che, per la prima volta, ha potuto esprimersi liberamente su scelte importanti individuando come elemento principale proprio l’unità della coalizione. Quest’ultimo elemento peraltro è ritenuto dagli stessi militanti il requisito principale che dovrà avere il futuro candidato a sindaco. In ogni caso è giusto che, con i congressi imminenti, l’ultima parola spetti ai nuovi organismi di partito, ma c’è anche da dire che, nonostante il lavoro fatto, non abbiamo il controllo della volontà di chi fa scelte in piena autonomia ed è comunque chiaro che si deve guardare con attenzione e senza preclusioni preventive a tutto ciò che avviene nello scenario politico”.

Il PD si farà carico, quale partito di riferimento del nuovo Centrosinistra, di aprire una discussione in seno alla coalizione, sull’opportunità o meno di insistere sull’altra candidatura professorale, quella del professore Nicola Fiorita, senza aprire un confronto su quella che sembra connotarsi come una concorrenza nell’ambito dello stesso campo di centrosinistra, anche se non in modo esclusivo?
“Nessuna concorrenza. I partiti e i movimenti di centro sinistra sono uniti. Da quanto mi risulta, gli ultimi eventi hanno creato più reazioni e scompiglio a destra come dimostrano alcune dichiarazioni pubbliche, apprese dalla stampa, come quella dei referenti dell’UDC. Credo che bisogna evitare gli errori del passato come nel caso delle scorse elezioni amministrative quando, intorno ad un buon candidato, si era creata una fusione a freddo di forze politiche senza identità, ma solo frutto di calcoli numerici. Il Nuovo Centrosinistra al contrario non è una semplice alleanza elettorale, ma una vera e propria idea di società che trova una sua base costituente proprio nella Carta dei Principi e dei Valori condivisa dalla coalizione. Carta che parla chiaramente della prevalenza del progetto politico su nomi e personalismi”.

Passafaro, lo scenario prossimo rischia di presentarsi come una ripetizione delle precedenti elezioni: un centrosinistra diviso su due candidature fortied elidentesi reciprocamente. L’unica variabile, allo stato, sembra una non evidente compattezza della controparte politica di centrodestra, della quale però risulta proverbiale la capacità di superare le divisioni interne pur di raggiungere lo scopo principale: continuare nel governo della città capoluogo. Lo strumento delle primarie del centrosinistra, sarebbe servito allo scopo?
“Ripeto, non mi risulta un centro sinistra diviso, la coalizione si sta adoperando a definire la proposta programmatica sulla quale verrà chiesto il consenso ai catanzaresi. Al contrario il centro destra è in alto mare, è fortemente diviso ed è alle prese con una resa dei conti frutto di un fallimento amministrativo rispetto al quale stanno prendendo pubblicamente le distanze i suoi stessi protagonisti (basta dare un’occhiata al gruppo misto in consiglio comunale). La città è piena di incompiute, senza un guida autorevole, indebolita dal punto di vista politico e con un’immagine gravemente danneggiata. Il vero compito del centro sinistra sarà quella di salvare la città e rilanciarla sfruttando anche le ingenti risorse che arriveranno con il Pnrr che, nello stesso tempo, rappresentano il motivo del risveglio degli appetiti di forze trasversali che con operazioni ‘gattopardesche’ cercano di mantenere un controllo sulla città. Anche per questo motivo, ritengo fondamentale mantenere l’unità del centro sinistra e in questo senso ben venga qualunque strumento o metodo utile a garantirla, ma al di là di tutto, un ruolo determinante è rappresentato anche dal senso di responsabilità dei singoli e dalla tempistica con cui vengono prese alcune decisioni”.

Intanto le elezioni amministrative si avvicinano. Il Nuovo centrosinistra non ha dilapidato il vantaggio accumulato nei mesi estivi e autunnali di preparazione? C’è un eccesso di burocratese politico, nel suo campo?
“Il Nuovo Centrosinistra è pronto sia in termini politici, sia in termini programmatici. Non vedo eccesso di ‘burocratese’, ma solo prudenza e analisi degli scenari che sono ancora in pieno movimento. Siamo l’unica coalizione, che pubblicamente si è data delle regole (la già citata Carta dei Principi e dei Valori), che in più occasioni ha partecipato a manifestazioni pubbliche come quelle sui diritti civili in Piazza Prefettura, per la tutela dei lavoratori del Sant’Anna, è andata tra le periferie partecipando al sit–in a Viale Isonzo, ha organizzato iniziative politiche come quella estiva al Parco Gaslini nel quartiere Lido su turismo, ambiente e sviluppo locale. A questo si aggiunge il lavoro programmatico fatto dal Partito Democratico che ha elaborato una piattaforma sulla qualità della vita delineando con chiarezze otto politiche pubbliche per migliorare il benessere dei cittadini, oltre al sondaggio on line al quale hanno partecipato più di 2.000 persone e che ci sta consentendo di avere informazioni inedite per l’elaborazione della nostra idea di città. È evidente quindi che sia il PD, sia il centro sinistra sono molto avanti nell’azione politica”.

Intanto, in ambito Pd, si avverte una certa tensione, sconfinante nell’apprensione, rispetto alla ricomposizione della vita democratica interna, con lo slittamento dei congressi e la definizione degli organismi interni, utili alla discussione e alle decisioni adatte a superare personalismi e velleità ricorrenti. Ci può fornire date e modalità di svolgimento del percorso congressuale, cittadino e regionale?
“Non mi risultano slittamenti dei congressi che si svolgeranno in questo mese. Quello regionale nei giorni 14, 15 e 16, tutti gli altri 28, 29 e 30 dello stesso mese. Non vedo apprensione, ma solo volontà di ripartire dopo un periodo di commissariamento. È chiaro che sarà importate un confronto di idee che dia qualità alla fase congressuale e in questo senso il partito di Catanzaro, partendo dall’esperienza acquisita in questo anno e mezzo, farà la sua parte cercando di dare un contributo concreto per guidare un percorso di rinnovamento di cui si sente il forte bisogno. Percorso peraltro già avviato con la candidatura di Nicola Irto alla segreteria regionale. Dagli altri congressi, quello provinciale in primis, dovrà uscire un Partito Democratico rinnovato nei modi di fare politica, in grado di proporre nuovi modelli di sviluppo e alzare il livello del dibattito politico facendosi promotore di idee e prospettive moderne. Bisogna ripartire dai circoli territoriali con strutture organizzative leggere e dinamiche, liberarsi dai personalismi e farsi cinghia di trasmissione tra la gente e le istituzioni. Ritengo inoltre necessario ridare forza politica all’area centrale della Calabria strutturandola sull’asse Catanzaro–Lamezia Terme, intorno alla quale valorizzare i territori costieri e le aree interne”.