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Petronà, no alla chiusura della Guardia medica

Appello accorato di Fabrizio Rizzuti, primo cittadino del vicino comune Cerva preoccupato per la possibile soppressione del presidio

Non sempre si trovano dottori disposti a ricoprire l’incarico di assistenza medica continuativa nella presila catanzarese. Conseguenza: la guardia medica di Petronà è stata letteralmente chiusa per diversi giorni durante le festività natalizie. Chi aveva bisogno di cure mediche, doveva andare nella vicina Belcastro.
Un disservizio: più chiavi di lettura. C’è chi minimizza parlando di episodi isolati e dettati dalle contingenze; c’è chi invece, temendo l’immancabile piano di razionalizzazione delle risorse, paventa il rischio chiusura dell’utile servizio sanitario.

Esige trasparenza il primo cittadino della vicina Cerva Fabrizio Rizzuti.
E le reprimende a quanti preposti non le manda a dire in un accorato appello.
“Da qualche giorno circolano voci circa la chiusura della Guardia medica attualmente ubicata nel Comune di Petronà”, è la premessa della lettera del componente della Giunta dell’Uncem Calabria.
Non usa perifrasi il giovane sindaco del paese pedemontano: “Qualora fossero vere, ritengo questa una decisione scellerata da parte dell’Asp di Catanzaro, specie in un momento grave come quello attuale che stiamo vivendo.
Nel Comune sede della postazione di Guardia Medica vivono poco meno di 3000 cittadini con una età media di oltre 50 anni, il 50% donne e con una forte presenza di cittadini nella fascia di età 60/80 anni, anche fragili, quindi bisognosi di maggior attenzione in questo periodo pandemico.
È noto che questo servizio, oltre al Comune di Petronà, copre anche i comuni di Cerva, da me rappresentato, e quello Andali, con un bacino di quasi 5000 residenti, per la maggior parte anziani e con distanza dei tre centri dai vari presidi ospedalieri il cui raggiungimento richiede tempi non indifferenti.
Occorre evitare questa scelta scellerata ricercando soluzioni diverse ma che garantiscano il servizio alle popolazioni interessate.

Si tratterebbe – conclude Fabrizio Rizzuti – di un colpo durissimo per i piccoli centri montani che, oltre alle varie problematiche dovute a motivi logistici, si troverebbero a fronteggiare anche carenze e problematiche assai più importanti in ambito sanitario.
Sono certo di poter rappresentare anche i colleghi sindaci di Petronà e Andali affermando che saremo disposti a qualsiasi iniziativa utile che possa evitare un disagio così importante quale potrebbe essere la chiusura di una postazione di guardia medica”.
Senza guardia medica, tre paesi della provincia di Catanzaro non avrebbero copertura sanitaria nelle ore notturne e nei giorni festivi. Un epilogo inviso a tutti i cittadini: la parola ora all’Asp di Catanzaro. Delle due, una: o arriva la rassicurazione dei responsabili della sanità provinciale o sarà scontro tra comuni e Asp.