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Dissidi nel Pd catanzarese: Graziano adotta due pesi e due misure nel rinvio delle scadenze

Un ricorso sarà presentato contro la decisione adottata dopo che la sola candidatura di Salvatore Passafaro alla segreteria provinciale aveva raggiunto il numero necessario di firme

Un ricorso di natura strettamente politica arriverà presto sul tavolo della segreteria nazionale del Partito democratico, oltre che alle competenti sedi delle Commissioni di garanzia provinciale di Catanzaro, regionale della Calabria e nazionale di Roma da parte delle componenti interne catanzaresi che si sentono danneggiate dalla decisione assunta in extremis dal commissario regionale Stefano Graziano che ha prorogato, come riferiamo in altra parte del giornale, la scadenza dei termini per la presentazione delle firme a sostegno della candidature per le segreterie provinciali e cittadine del Pd.

Una decisone che Graziano ha motivato con la volontà di venire incontro al notevole carico di lavoro delle commissioni per le scadenze ravvicinate dei vari appuntamenti, ma che in molti, in particolare i militanti che avevano adempiuto a tutte i vincoli di tempo e regolamentari imposti dal regolamento, si sono sentiti in qualche modo defraudati.

È questo il caso, per citare quello più vicino e più eclatante, che si sta sviluppando intorno alle candidature per la segreteria provinciale di Catanzaro.

Il termine perentorio prima fissato per le 20 di questa sera è saltato, dopo che alla sede regionale di Lamezia era stata presentata, forte di circa duecento firme a corredo, la sola candidatura di Salvatore Passafaro, attuale coordinatore dei circoli (quattro) di Catanzaro.

Fin qui nessuna sorpresa, Passafaro aveva lasciato intendere con largo anticipo a sua volontà di candidarsi al ruolo, a coronamento di un percorso di coordinamento svolto con diligenza negli ultimi due anni nelle turbolenti acque del mare Pd cittadino e in generale del centrosinistra.

In mattinata, secondo fonti interne al partito, è stata presentata una seconda candidatura, quella di Giusy Iemma, una ormai lunga carriera nell’apparato di partito e sfortunata concorrente alle ultime elezioni regionali.

Tutti felici per la sua intenzione, anche per movimentare una scena congressuale altrimenti destinata a proseguire senza visibili alternative.

Peccato che, nel visionare la documentazione, ci si è resi subito conto che non erano bastevoli la settantina di firme riportate in calce alla dichiarazione di candidatura, mancandone un centinaio per raggiungere il quorum necessario.

Non ci sono ovviamente le prove che fanno scaturire da questa deficienza la subitanea decisone di rinvio decretata motu prorpio dal commissario Graziano.

Ma l’indubbia coincidenza indirizza le ipotesi verso quella direzione che, sia detto per inciso, cozza fragorosamente con quanto deciso per l’altro livello di candidature, quelle per la segreteria regionale, dove a Mario Franchino, possibile concorrente del designato Nicola Irto, è stata preclusa la validazione richiamandosi alla rigidità delle regole che invece, a livello provinciale, sono diventate molto più elastiche.

Chiamale se vuoi resilienze. Nel Pd catanzarese c’è intanto chi grida ai due pesi e alle due misure, soprattutto nelle chat interne dei militanti dove si vanno delineando le due opposte valutazioni di merito sulla rigidità a intermittenza della commissione regionale intesa come Graziano.

Che, ad abundantiam, si legano alla crescente disarmonia che circola con dovizia di posizionamenti espliciti rispetto alle candidature del centrosinistra finora accampate rispetto alle prossime amministrative per il rinnovo del Consiglio e del sindaco della città capoluogo.