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Puzzonia, segretario Catanzaro Ovest: volevo votare ma non mi hanno fatto entrare

Primi dissapori nel corso ‘rigenerate’ inaugurato da Nicola Irto

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Il neo segretario regionale del Partito democratico ha un cognome che ben si presta a un (infantile, lo ammettiamo) gioco di parole. Il cammino verso un Pd calabrese ‘ri-nato e ri-generato’ non sarà semplice, anzi, potrebbe presentarsi ‘irto’ di ostacoli. Ma questo Nicola lo sa da sé e lo ha già messo in conto. Non solo per il deposito di polvere per lunga inattività nei meccanismi di trasmissione interne, da parte loro già interessati da vecchie ruggini stante il prolungarsi del commissariamento. Per fortuna dopo tre anni il meccanismo democratico interno si è sbloccato e da questo punto di vista Irto ha ragione nell’essere coscienziosamente ottimista. Quello che non è destinato a mutare con l’approvazione di un comma di statuto è il carattere intrinsecamente ruvido di molti militanti, e non solo quelli proprio di base.

Come si è visto in una recente riunione di dem cosentini, l’asprezza dei toni, che nella sala degli Specchi di Cosenza ha rasentato lo scontro fisico, non abbandona la vis partecipativa dei quadri intermedi. I dem sono così, buoni e cari, ma appena si sentono pressati da una sia pur piccola forzatura, protestano e lo danno a vedere. Anche nell’odierna riunione on line dell’Assemblea regionale. Quando a un certo punto si sono appalesate notevoli difficoltà tecniche nel collegamento con il segretario nazionale Enrico Letta, piatto forte del menù alla carta, da ogni parte della Calabria, da tutte le scrivanie e da tutti i tinelli dei 160 componenti, si sono levate alte le proteste: “Non sentiamo niente”, “Non si capisce”, eccetera.

Il bello è che, nel bel mezzo di questo dramma organizzativo, si è sentita distinta la voce di Lino Puzzonia, uno dei componenti dell’Assemblea, che chiedeva di potere intervenire. Non era il momento, evidentemente, tant’è che la neo presidente Giusy Iemma lo ha invitato a soprassedere, rinviandolo a un indefinito “dopo” che poi, in realtà non c’ stato.

Cosa doveva dire di così urgente Puzzonia, che è segretario dell’attivo circolo di Catanzaro Ovest? Nulla di nuovo sul fronte occidentale: voleva cortesemente ma fermamente protestare. Perché non gli è stato consentito di entrare nell’Assemblea se non quando le votazioni per la direzione e la presidenza erano già state effettuate. E perché voleva dire che il metodo adottato non gli è piaciuto per nulla, nemmeno per quanto riguarda le modifiche allo statuto di cui non sa assolutamente nulla, come al momento non conosce nemmeno i nomi dei componenti la Direzione regionale del partito, che, secondo il vecchio statuito, quello in vigore dal 2008, dovrebbe essere composta da 50 unità. Insomma, Puzzonia si è sentito derubato del suo diritto di voto e di intervento. E lo voleva dire pubblicamente nella diretta streaming.

Non gli è stato concesso. E allora lo ha detto in separata sede al deputato territoriale Viscomi, al presidente della Commissione per il congresso Reale, alla presidente dell’Assemblea Iemma, e al segretario regionale Irto. Per inciso, c’è da dire che la diretta streaming è diventata pubblica in coincidenza della dichiarazione del proclamato Irto e dell’intervento di Letta, mentre la riunione dell’Assemblea con le votazioni e le nomine era a circuito chiuso. Sbarrato per i comuni mortali, e anche per quei delegati che, come Puzzonia, volevano essere della partita ma l’arbitro non li ha fatti entrare. Come quei calciatori della panchina che l’allenatore manda in campo negli ultimi minuiti dei supplementari, si scaldano a bordo capo, scalpitano e pregano che la palla esca, e la palla non esce mai, la partita finisce per tutti, e per loro che non l’hanno mai iniziata. Non so voi, ma la tristezza…  

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