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Tassone: “Rielezione di Mattarella dimostra la crisi di questa politica”

Il segretario nazionale nuovo Cdu: oggi si ha contezza che le alternanze che si auspicavano nella metà degli anni ‘90 non hanno funzionato

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La farsa di questi giorni ,in cui è stato rinnovato il mandato al presidente Mattarella, si trasformerebbe in un dramma se non si prendesse atto della gravità della situazione .
Resto interdetto per il comportamento dei tanti giornalisti, commentatori che non hanno voluto o potuto cogliere quanto è emerso in questi giorni.
La non politica, la trasformazione dei partiti in raggruppamenti guidati da capetti presuntuosi, la partecipazione ridotta a presenze folkloristiche plaudenti.
Nessuna visione,nessun ideale a cui richiamarsi se non a parole d’ordine.
Questo è allo stato il “credo” che ha tanti accoliti ,che cercano il salvatore ,rifugiandosi nella comoda posizione della non responsabilità.
Ma così si va verso una dimensione dove si stemperano le passioni, sbiadiscono le idealità, si perde ogni riferimento ai valori e viene meno, la centralità dell’Uomo.
La democrazia è virtuale e le istituzioni rappresentative divengono terreno di incursioni in cui prevale la forza dei muscoli e non dei pensieri.
Senza politica, si da spettacolo di insipienza, di mediocrità:null’altro. Lo avevamo previsto ampiamente e avevamo auspicato che i grandi elettori sarebbero stati costretti a rinnovare il mandato a Mattarella.  Si è arrivati a questo per consunzione della ragione e della responsabilità, ma bisognava arrivare per la consapevolezza dei gravi problemi del Paese.
Ora bisogna riprendere il percorso della costruzione della democrazia.  Restituire sovranità al popolo, dignità al Parlamento, che eversori dichiarati (aprire il Parlamento come una scatoletta)e non, hanno fiaccato.  Si guarda al centro a seconda degli umori.
Oggi si ha contezza che le alternanze che si auspicavano nella metà degli anni ‘90 non hanno funzionato.
Vi è stata una erosione dello stato dì diritto. Si può partire con la riforma elettorale proporzionale , però con le preferenze. Sarebbe un insulto non prevedere le preferenze, un inganno per perpetrare la “nomina” dei parlamentari da parte dei capetti attraverso liste rigide concorrenti .
Sono per un impianto costituzionale che si richiami al cancellierato tedesco.

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