Qui centrosinistra: grande è la frammentazione sotto il cielo, la situazione è ottima

Gli incontri del responsabile degli Enti locali del PD Boccia e le possibili valutazioni sui tre candidati. Le riserve su Fiorita e Donato, le chances per Casalinuovo e Iemma

Venerdì Francesco Boccia, è arrivato a Catanzaro, ha incontrato – legittimamente – chi ha voluto o gli hanno fatto intendere essere necessario incontrare al primo rimbalzo, pronto a ribattere che per ascoltare tutti, in particolare i circoli cittadini, ci sarà sempre tempo. Intanto, in attesa di un suo gradito ritorno, ha fatto sapere che a tenere i collegamenti tra Catanzaro e Roma, e a mediare tra i tre autocandidati aspiranti sindaco rimangono coloro che meglio di lui conoscono il territorio. Li ha citati espressamente, rimarcandone il ruolo: Nicola Irto segretario regionale, Antonio Viscomi deputato del collegio, Giusy Iemma presidente dell’Assemblea regionale. Con il concorso vigile e documentato dei due consiglieri regionali Raffaele Mammoliti ed Ernesto Alecci.

Considerato che quattro su cinque degli aventi causa sono seduti in assemblee elettive, il dato potrebbe suffragare la tesi secondo cui a decidere in questo spezzone di partito calabrese sono, sempre e comunque, gli eletti. Nulla di male, basta dirlo. Se mai ci sarebbe da disquisire sulla effettiva capacità conoscitiva della realtà catanzarese – al di là delle nozioni demografiche e geografiche abilmente sciorinate da Boccia sugli 85mila abitanti in pericolosa decrescita costante e sui 27 chilometri di lunghezza dai monti a mare -, di una città levantina per nascita e dove quasi niente è quel che appare e poco è vero di quel che si dice. Abbiamo già riferito della conferenza stampa tenuta da Boccia e ci ritorneremo. Prima dobbiamo informare che si è ricomposta la questione relativa alle candidature per il segretario provinciale di federazione e per il segretario cittadino, che avranno due candidati per ciascuna postazione, rispettivamente Domenico Giampà e Salvatore Passafaro per il provinciale e Fabio Celia e Marco Rotella per il cittadino di Catanzaro.

Inutile e complicato tentare la cronistoria di quanto accaduto da un mese a questa parte: complicato perché il racconto sarebbe tortuoso e ingolfato da tecnicismi; inutile perché la solerte commissione di garanzia del PD è comunque pronta a tacciare di disinformazione quanto riportato salvo poi ammettere che è successo realmente. Di quanto ha detto Boccia qui preme ricordare due passaggi che sono sfuggiti ai più ma decisivi per la partita delle amministrative di giugno: quando ha affermato che compito principale dei segretari di circolo è pensare alla costruzione di una lista forte e competitiva, e quando ha sibillinamente chiuso evocando come estrema ma sempre possibile la comparsa di un candidato o di una candidata non ancora contemplata nelle attuali scelte, che essenzialmente sono tre: Nicola Fiorita, Aldo Casalinuovo e Valerio Donato. Boccia e gli altri hanno incontrato separatamente i tre, la discussione pare sia stata serena e approfondita comunque, ciascuno avrà tratto le proprie conclusioni, al momento strettamente contenute nei rispettivi ambiti. Non c’è stato ovviamente modo di cavare nessuna indicazione di preferenza a Boccia, né i tre candidati si sono sbilanciati più di tanto. L’unico a dire qualcosa in più è stato Donato, ma soltanto per la macroscopica interferenza di campo, tra l’altro non respinta e anzi desiderata, di esponenti del centro destra in suo favore. Boccia in merito gradirebbe una dichiarazione di ripulsa da parte di Donato, uomo di sinistra e tesserato PD; Donato da quest’orecchio sembra non voler sentire, esponente di una trasversalità che si va imponendo come chiave di lettura peculiare della presente tornata elettorale. Perché anche nell’altro nominale campo, del centro destra, c’è una figura abbastanza simile, per tratti professionali e per vocazione attrattiva al di là delle barriere consuete.

Ma per riportare la discussione al centrosinistra, è evidente che molto dipende dalla scelta del PD nell’indicare il candidato d’area, nella considerazione comunemente accettata che l’attuale peso elettorale dei democratici è da commisurare più alla buona performance delle regionali che alle amministrative del 2017. Fiorita, Donato e Casalinuovo hanno già lasciato intendere che non usciranno comunque di scena, anche se, senza il PD, le loro chances diminuiscono di parecchio. A volere essere sintetici, sotto questo aspetto non sembra premiare Fiorita il poco tempestivo annuncio dell’ingresso nel campo largo a suo sostegno delle liste ispirate a de Magistris, mentre nuoce a Donato l’ammiccamento proveniente dal settore del centro destra manifestamente ristretto all’Udc ma suscettibile di allargarsi ad altre forze della coalizione. Rimarrebbe in campo il solo Aldo Casalinuovo.

Presa singolarmente, la sua “Catanzaro Futura” “bella, solidale, europea” appare essere la meno muscolare, quanto meno a dare uno sguardo alle adesioni formali che si leggono e si percepiscono nelle ancora poche occasioni di incontro pubblico. Però, a ben vedere, a parte la caratura personale, giova a Casalinuovo proprio la sua apparente debolezza se commisurata in possibilità di liste e di aggregazioni. A meno che… A mano che non sia proprio il PD a fornirgli energie e spessore ponderale. Anche in questa ultima ipotesi, però, le cose potrebbero subire ancora una torsione. Proprio per la possibilità adombrata da Boccia della comparsa di un outsider. O meglio di una outsider. Che sia espressione diretta del partito, e in nome di questo patriottismo prendersi la briga e la responsabilità di abbandonare il lungo lavoro di tessitura svolto dai segretari di circolo negli ultimi anni, mandare a gambe all’aria il “Nuovo centrosinistra”, assorbire per quanto possibile il giustificato amor proprio dei segretari inserendoli in ottima posizione nella lista “forte” per la quale Boccia li ha esortati a impegnarsi, inserire l’elemento “donna” quale segnale di novità in un campo fortemente declinato al maschile, seguendo in questo un orientamento stabilmente considerato come vincente nelle valutazioni della segreteria nazionale. Il nome ci sarebbe già, addirittura insediato al vertice dell’Assemblea regionale: Giusy Iemma.