Centro Demenze Ragi Onlus, la visita e gli impegni per il futuro dell’assessore Lostumbo

Il membro della giunta Abramo: "Finalmente è operativa anche con la RaGi la convenzione che il mio assessorato ha fatto con i centri diurni autorizzati"

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“Sono qui per chiedere scusa a tutte le famiglie del Centro Diurno della RaGi a nome dell’Amministrazione Comunale. Ma principalmente per dire che questo è solo un inizio. Anzi, un nuovo inizio per una struttura che è radicata sul territorio catanzarese e che ha portato solo lustro a questa regione a livello nazionale nel campo delle demenze, pur
affrontando sacrifici immani”.

È quanto affermato dall’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Catanzaro Rosario Lo Stumbo che ha fatto visita al Centro per Demenze dell’Associazione RaGi.

“Sono voluto venire – ha aggiunto Lostumbo – perché volevo condividere con le famiglie e con gli operatori una bella notizia. Finalmente è operativa anche con la RaGi la convenzione che il mio assessorato ha fatto con i centri diurni autorizzati al funzionamento in base al Fondo per la Non  autosufficienza. Uno strumento importante che è rimasto appeso a lungo per cavilli vari che hanno rallentato la macchina burocratica. Occorre essere riconoscenti verso il sacrificio che nella quotidianità affrontano le famiglie delle persone con demenza ed essere vicini agli operatori che lavorano in questa realtà socioassistenziale e che durante il periodo del Covid sono stati sempre a fianco delle persone con demenza affrontando rischi inverosimili. Ripeto. Questo è solo l’inizio. Reggo l’assessorato alle Politiche sociali da poco tempo ma prima di andare via, spero di fare alla RaGi alcuni regali dovuti, tra cui quello di mettere il centro diurno a regime di retta per come prevede la norma”.

Dopo anni di assenza istituzionale, finalmente il centro diurno specifico per demenze, respira una boccata d’ossigeno.

“Le persone con demenza – afferma il presidente della RaGi Elena Sodano – sono espressione di una rottura delle norme sociali che turba il ritmo di una società che di loro si sente poco responsabile. Una società che crede di risolvere il problema allontanandoli da sé, facendo portare il duro fardello alla famiglia o peggio ancora istituzionalizzandoli. La buona notizia che l’assessore ci ha portato, dopo anni di silenzi amministrativi, significa che è stata capita la necessità di prendere in carico una diade fragile composta da persone con demenza e famiglie”.

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