Covid 2020-2022, il ricordo e il bilancio del sindaco Sergio Abramo

Si conclude con un intervista al primo cittadino l'approfondimento di Catanzaroinforma sui due anni di pandemia

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Sindaco Abramo, qual è stato l’impatto dell’emergenza covid sulla città di Catanzaro?

L’emergenza ha stravolto profondamente le famiglie catanzaresi da tanti punti vista, ci si è trovati ad affrontare una situazione che non aveva avuto precedenti nella storia delle ultime generazioni. Abbiamo dovuto organizzarci perché non eravamo preparati a questa pandemia dal punto di vista sanitario, psicologico, del sistema scolastico, del sostegno alle famiglie, ma anche sotto l’aspetto lavorativo perché il covid ha messo in ginocchio quel po’ di economia che c’era. Oltre agli aiuti nazionali, anche noi abbiamo cercato di sostenere le attività, ma non sono bastati a coprire le perdite subite. Le aziende stanno soffrendo anche perché è diminuito il potere di acquisto da parte delle famiglie. La pandemia ha lasciato il segno e continua lasciarlo. L’ondata sarà lunga ed avremo diverse vittime perché non ci sono stati solo i morti di coronavirus, ma anche di crisi economica.

Nel febbraio 2020, quando in Calabria non c’erano casi covid accertati, ma c’era massima allerta sulla diffusione del contagio, in una conferenza stampa lei paventò una crisi economica oltre a quella sanitaria.  

Sì, perché so che le nostre aziende sono poco patrimonializzate e rischiano la loro stessa tenuta appena c’è un calo di fatturato perché siamo fuori dai circuiti e dai mercati internazionali rispetto alle aziende del nord, quindi subiamo di più questo effetto oscillante, in un contesto in cui il sistema bancario, che aggredisce le aziende, non aiuta.

Generico marzo 2022

Sono emerse subito le criticità del nostro sistema sanitario. 

È venuto allo scoperto che il sistema sanitario non poteva sostenere una situazione del genere, perché non avevamo un’organizzazione tale da poter prevedere i posti letto che necessitavano in quel momento. Siamo riusciti però a tenere bassi i contagi. Ha avuto un ruolo importante anche l’informazione che davamo tutti i giorni, per tranquillizzare i cittadini e dare loro indicazioni sui comportamenti da tenere. Siamo stati ascoltati.

Si è discusso fin dai primi mesi della possibilità di utilizzare Villa Bianca come struttura sanitaria dedicata al covid. 

Io sostenevo che sarebbe finito il covid prima di finire i lavori. Avevo proposto di realizzare una casa della salute, perché serviva ad alleggerire il pronto soccorso ed essere utilizzata con diverse funzioni in caso di necessità. Avevo visto lungo, anche se Spirlì disse sulla stampa che avrei dovuto fare il sindaco e non occuparmi di questioni sanitarie, come l’utilizzo di Villa Bianca.

Generico marzo 2022

Una delle principali difficoltà è stata quella relativa alla scuola.

C’è stato un periodo in cui quasi ogni giorno eravamo costretti ad emettere un’ordinanza di chiusura di una scuola o di alcune classi. Abbiamo lavorato notte e giorno monitorando i numeri dell’Asp. Per un anno ci siamo dedicati al covid e non nascondo che abbiamo ritardato la programmazione per un anno. Riusciremo però a recuperare il tempo perso senza perdere alcun finanziamento. Molto probabilmente alcune cose si concretizzeranno alla scadenza del mio mandato o poco dopo.

Un ruolo importantissimo per il successo della campagna vaccinale ha avuto la decisione di realizzare un hub nell’Ente fiera. 

Quando partecipai alla riunione con la giunta regionale c’era l’idea di costruire una tensostruttura all’interno del campus universitario, perché dicevano che il centro covid doveva essere vicino all’ospedale per ogni necessità. Misi subito a disposizione l’ente fiera, struttura appena ultimata che non ho avuto la possibilità di inaugurare con un grande evento, come avrei voluto. Volle vederla il generale Figliuolo, incuriosito dal fatto che mi vide visibilmente alterato nei confronti di chi non prese in considerazione questa possibilità. Mi diede ragione e si convinse subito dell’idea. Io credo che che mi sia stato riconosciuto dai cittadini il grande impegno profuso durante questi due anni per aiutare la comunità ad uscire dalla pandemia cercando di non fare errori. Credo in parte di esserci riuscito, fermo restando che difficoltà ce ne sono state, e non tutto è andato per il meglio.

Generico marzo 2022

È partita la campagna elettorale, i cittadini dovranno scegliere il futuro sindaco.

Ho partecipato nelle scorse settimane, per conto di Coraggio Italia, alle riunioni per la presentazione delle liste e mi sono permesso di dire di fare un passo indietro sia ai politici che ai partiti, perché dopo questi due anni di pandemia e la crisi delle nostre aziende, dobbiamo avere la responsabilità di sfruttare al meglio le risorse del Pnrr. Dobbiamo stare attenti non solo a spendere le risorse, ma in che modo spenderle, con quale ritorno. Se non verranno usati bene questi fondi, la Calabria affonderà per sempre. I nostri laureati continuano a rimanere senza lavoro e con questa pandemia non possono neanche andare fuori regione per trovare occupazione. Sono convinto che la gente non andrà a votare se non vedrà coalizioni compatte che propongono un futuro migliore per la nostra terra.

L’augurio che faccio alla città è che ci sia una classe dirigente che proponga cose serie e non spot elettorali. Non serve a niente dire ‘io sono più bravo a fare il sindaco di quello che c’era prima’. Io lascerò in eredità oltre 400 milioni di euro di finanziamenti, ma a niente serviranno se non saremo capaci di dare risposte per il mondo del lavoro, che è quello che si aspetta la gente: avere opportunità lavorative per i propri figli, consentirgli di crearsi una famiglia senza dover andare fuori regione.

Per fare questo devi essere convincente, con un programma che preveda l’utilizzo dei fondi nazionali, ma che guardino a progetti di fattibilità. In questo momento non c’è una regia che sta programmando questi fondi. Abbiamo tecnici che ci potranno aiutare a partecipare a tutti i bandi, ma a noi serve una strategia, un nucleo forte di esperti al lavoro per programmare bene l’utilizzo di questi fondi. Ci vuole un lavoro di regia, non beghe tra destra e sinistra. Non dobbiamo perdere l’occasione di poter concentrare le risorse per capire come creare occupazione. Bisogna incentivare l’apertura di nuove imprese per ridurre l’acquisto fuori regione. Serve costruire un modello virtuoso. Abbiamo un presidente giovane che ha deciso di battersi per cambiare la Calabria e noi dobbiamo stare al suo fianco, al di là se abbiamo o meno ottenuto qualcosa a livello personale. Faccio un appello forte a tutta la classe dirigente, a tutti i partiti e a tutti i politici. Bisogna unirsi, basta con le polemiche, basta con le contrapposizioni. Se faremo questo, potremo dire di aver lavorato per il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti.

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