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Cuda scrive al segretario provinciale del PD: “Il pasticcio Catanzaro”

"Il partito dall’alto ha, per ora, deciso di scegliere un candidato estraneo alla nostra storia e al nostro vissuto riformista"

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Riceviamo e pubblichiamo

Caro Segretario, non sono d’accordo con quanto hai dichiarato sui giornali. E te lo voglio dire con l’amicizia e la sincerità che tra noi c’è sempre stata. La tua doveva essere, a mio modesto parere, la prima uscita sui giornali da neo segretario provinciale del Pd, più pensata e ragionata.

Scorgo invece, con meraviglia, che piuttosto che riflettere sui problemi veri, e il voto amministrativo nella Città Capoluogo è un problema vero, “il nuovo corso del Pd”, recupera, e non è da te,  il metodo delle purghe politiche di passate stagioni, minacciando sanzioni ed espulsioni ad amici e compagni seri, che, diversamente da te, hanno avuto il solo torto di analizzare la vicenda con lenti vere,  reali, di chi vive la Città ed il territorio ogni giorno, invece che, farle filtrare da decisioni prese altrove, eterodirette, calate dall’alto.

“Il pasticcio Catanzaro”, si dovrebbe chiamare. Sarebbe bastato organizzare per tempo un’alternativa seria al fallimento amministrativo ultraventennale del centro destra cittadino, aggregando forze più larghe possibili, partendo però da Noi, dal Pd e dalle tante risorse politico intellettuali presenti e unanimemente considerate in Città come tali. Invece, è successo il contrario.

Il partito dall’alto ha, per ora, deciso di scegliere un candidato estraneo alla nostra storia e al nostro vissuto riformista, vedi Nicola Fiorita, (per inciso competitor alternativo perdente alle passate elezioni cittadine), minoritario e radical chic, non considerando invece la candidatura offerta da un fior di professionista serio e competente come il professore Donato, popolarissimo in città e da sempre iscritto al Pd, che “rischia”, a detta di tutti,  di vincere al primo turno le elezioni, a capo di un raggruppamento Civico maggioritario. Questo è il punto. Di fronte a tale scenario, Caro Domenico, ti consiglio seriamente e sommessamente di prendere una pausa di riflessione. E di non farti carico di decisioni non tue, prese altrove. Prima di te, da segretario provinciale del Pd di Catanzaro, ho sbagliato tante volte, ma ho sempre anteposto gli interessi della mia gente e del mio territorio agli Ukaze che provenivano dall’alto.

Il rischio serio, per questa strada, è l’implosione del Pd, in cui al posto di scelte condivise e partecipate del partito territoriale, si scelgono pericolosi abbrivi magari allontanando o marginalizzando chi non è d’accordo con te e quindi con i tuoi referenti politici. Per la parte che mi compete, fin da ora ti dico, con immutato affetto, che se così dovesse essere questo partito mi risulterebbe estraneo.

Gianluca Cuda

*già segretario provinciale Pd Catanzaro

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