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I paletti di Donato per garantire la discontinuità

Il candidato di “Rinascita” al convegno del Circolo Rosselli: “Voglio che soltanto uno su dieci dei candidati sia consigliere uscente”

“Proposte e Idee per la città”, il tema del convegno organizzato dal Circolo Rosselli e dall’Associazione Socialisti e Democratici in un albergo del quartiere Lido, già nella sua intestazione avrebbe dato occasione a Valerio Donato di entrare nel merito delle questioni concrete, evitando le polemiche di ordine squisitamente politico da lui medesimo e da diversi componenti del suo Comitato elettorale, definite strumentali e fuorvianti. E, per buona parte della giornata, in effetti, di questo si è parlato, sulla scia dell’intervento introduttivo di Piero Amato, presidente del “Rosselli” che ha molto insistito, per esempio su un argomento che frequenta spesso e volentieri, l’asse urbano Catanzaro – Lamezia quale punto centrale del rilancio dell’area mediana della Calabria e, con essa, del capoluogo di regione.

Inevitabilmente, però i temi politici, per quanto ci si possa sforzare di circoscrivere e transennare, entrano nel dibattito, soprattutto in considerazione delle aspre polemiche che hanno accompagnato la nascita e l’ascesa della proposta politica di “Rinascita”, il logo-movimento-lista proprietario di Donato. “Non posso che esprimere gratitudine – ha detto in proposito il candidato sindaco – a chi aderisce alla mia proposta che sin dall’inizio è stata una proposta civica aperta tutti, perché penso che questa sia una fase Costituente per la città che ha di mira la ricostituzione di una comunità politica di destra e di sinistra perché davvero manca autorevolezza alla politica cittadina e dunque non posso che esprimere il plauso pur non condividendo il giudizio che si esprime nei confronti dei governi precedenti ed anzi su questo penso che si proporrà un ragionamento, diciamo così, di rinnovamento molto significativo. Chiederò alle liste che mi sosterranno un grande rinnovamento. Almeno il 90 % dei candidati non devono essere consiglieri uscenti”.

“Chi mi critica – ha proseguito Valerio Donato – utilizza argomentazioni strumentali ma questa era una situazione ben nota sin dall’inizio, non c’era nulla di nascosto e ho fatto una proposta schietta, aperta e sincera, quindi non ho problemi da questo punto di vista anche perché le argomentazioni e i protagonisti di queste argomentazioni polemiche mi sembrano davvero poco credibili quindi non le tengo in conto, mi sembrano dei bambini che giocano ai soldatini di latta e pensano di potere spostare le persone come spostano i soldatini, non è così ma insomma ne terremo conto. In ogni caso io vorrei smettere di fare una campagna elettorale sulla base di polemiche e di offese, vorrei parlare di contenuti per la città che è ciò che interessa ai cittadini”. Non prima però di rintuzzare le argomentazioni a suo carico portate avanti dal suo principale competitore, il candidato del centrosinistra Nicola Fiorita: ““Fiorita non è credibile perché sta venendo fuori ciò che io avevo già dichiarato, ovvero che Fiorita ha tentato in ogni modo di dialogare con pezzi di questo centrodestra ma non c’è riuscito, molto semplicemente, quindi se come dice lui la mia è una proposta è cinica e non civica significa che la sua è anche una proposta cinica solo che è fallimentare, la mia vincente perché fondata su solide basi programmatiche”.

Per rientrare nelle basi programmatiche, Donato ha indicato alcune priorità, tra le quali la necessità di “unificare” i quartieri di Catanzaro. “Io penso che la unificazione ‘fisica’ di alcuni quartieri – ha affermato – sia possibile attraverso dei collegamenti materiali che includano una rigenerazione urbana: penso al collegamento fra Catanzaro centro storico e Catanzaro Lido che potrebbe essere oggetto, come già deliberato dal Consiglio comunale nel 2017, di un Contratto Fiume capace di collegare tanti quartieri della zona sud della città. Poi ci sono dei collegamenti che materialmente non sono possibili, penso a Siano o Mater Domini-Gagliano, e per i quali è necessario determinare una unificazione funzionale. Questo significa – ha spiegato Donato – che si devono prevedere delle opere all’interno di alcuni quartieri che per un verso valorizzino quelle zone e per altro verso attraggano i cittadini degli altri quartieri. Tutto questo determinerebbe la costituzione, finalmente, di una cittadinanza unita che si muove congiuntamente verso il progresso di questa città”.

Per quanto concerne il quartiere marinaro il candidato sindaco si è soffermato sulla necessità di puntare sulla valorizzazione del porto e della componente turistica insita nel quartiere che, ha affermato, “non può essere l’unica vocazione di Lido: si può pensare di introdurre sistemi produttivi del terziario che non hanno impatto ambientale ma che consentono lo sviluppo di iniziative economiche e di occupazione”.