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Occhiuto: assumerò le deleghe di Pietropaolo se candidato sindaco di Catanzaro

Scompiglio nelle fila della coalizione pro Donato dopo la fake di un diktat imposto da Salvinia Mancuso per l’unità del centrodestra tradizionale

La conferma migliore che Filippo Pietropaolo sia in procinto di essere il quinto candidato sindaco di Catanzaro alle amministrative del 12 giugno è giunta nel modo più inaspettato, addirittura per bocca del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto a margine della convocazione dei giornalisti per rendere pubblica l’identità del commissario dell’Autority acqua-rifiuti.  “La cosa – ha detto il presidente rispondendo in modo compiuto a precisa domanda – è stata rappresentata anche a me informalmente ieri. Se Pietropaolo dovesse candidarsi a sindaco di Catanzaro, rispetto le scelte dei partiti e dei singoli, e farei a lui gli auguri così come faccio gli auguri a Valerio Donato, Nicola Fiorita, Antonello Talerico e a Francesco Di Lieto, sperando in una campagna elettorale dove tutti si confrontino sui problemi. Ma, oltre a fare gli auguri a Pietropaolo – ha aggiunto il presidente della Regione Calabria – gli direi che le sue deleghe sarebbero riassunte dal presidente o dalla vicepresidente della Giunta. Questo perché una cosa è la campagna elettorale altra cosa è l’attività di governo che non deve sovrapporsi alle campagne elettorali. Noi qui dobbiamo governare per risolvere i problemi, chi si candida deve sapere che continuerà a fare l’assessore fino alla fine della campagna elettorale ma senza deleghe”.

Questo Occhiuto. Da questa dichiarazione sembrerebbe che il presidente voglia in ogni modo mettersi a lato delle inevitabili tensioni nella coalizione di centrodestra che ha realizzato la sua elezione alla presidenza quando non sono passati altro che pochi mesi e della quale è stato ed è reputato garante. L’eventuale candidatura di Pietropaolo – ricordiamo come l’assessore al Personale sia stato chiamato al ruolo dal presidente sua sponte, dopo che alle elezioni di ottobre era risultato nella lista di Fratelli d’Italia non eletto dietro quel Montuoro che oggi è promotore di una lista civica che oltre a portare Venti da Sud potrebbe seminare tempesta – non è incompatibile con le funzioni di assessore. Occhiuto semplicemente ritiene che sia opportuno non sovrapporre, sia pure temporaneamente, le due funzioni. Anche perché l’assenza di Fratelli d’Italia comincia a essere portatrice di diversi interrogativi. Primo fra tutti se sia sacrificabile l’unità del centrodestra, o quel che ne rimane, sull’altare dell’autonomia dei territori. Naturalmente, posta l’eccezione, è immediatamente pronta la regola. In fondo, quale contraddizione può sussistere in campo comunale quando le strade di Fratelli d’Italia e del duo Lega-Forza Italia già diverge a livello di governo nazionale?

Ieri sera, poi, si era diffusa nel circuito politico mediatico catanzarese la notizia probabilmente montata ad arte, di un diktat giunto da Salvini verso Filippo Mancuso, imponendogli la convergenza su Pietropaolo quale candidato unitario del centrodestra tradizionale. È stato registrato scompiglio tra le fila dei tanti aspiranti consiglieri che si sono in qualche modo sistemati nelle diverse liste della coalizione pro Donato. La dichiarazione odierna di Occhiuto sembra rimettere tutto a posto. Nessun panico, ci sentiremmo di consigliare ai tanti cuori apprensivi che palpitano nell’attesa che arrivi il sospirato 14 maggio, ultimo giorno utile per la presentazione delle liste. Solo la consueta, grande confusione Che confusione… sarà perché si vota. Erano i Matia Bazar, anno 1981. Sono le comunali di Catanzaro, anno 2022.