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Fiorita: “Il Porto paradigma di cinque anni di non governo Abramo” foto

Puntata elettorale al Dopolavoro Ferroviario sull’infrastruttura che da incompiuta sarà opportunità. Gli interventi di Russo, Pitaro e Mammoliti

Nicola Fiorita insiste sulla questione aperta del Porto. Non solo lui, a essere precisi. Anche Tonino Russo che è a capo della combattiva associazione Amici del Porto, forte di 130 aderenti che si battono da anni, ormai, perché il Porto diventi “da incompiuta a opportunità”, come sta scritto sul cartellone all’ingresso del Dopolavoro ferroviario di viale Crotone. Ma anche Francesco Pitaro, avvocato che ha preso a cuore le ragioni dell’associazione e l’accompagna in tutti i passi che servano a chiarire lo stato delle cose al Comune e alla Regione e in Prefettura, ad accorciare le lungaggini, ad accedere agli atti, nonostante le resistenze.

Generico aprile 2022Nicola Fiorita e Raffaele Mammoliti

Ma anche Raffaele Mammoliti, consigliere regionale del Partito democratico, che, appena insediato a Palazzo Campanella, ha interrogato il presidente Occhiuto per conoscere in via ufficiale se i 20 milioni stanziati per il completamento del Porto di Catanzaro siano ancora nella disponibilità dell’opera. Tranquilli, i soldi ci sono ancora. Solo, aspettano di rendersi utili, di servire a ciò che erano destinati fin dal 2012. Tutti e quattro, Fiorita, Russo, Pitaro e Mammoliti hanno animato la discussione pomeridiana al Dopolavoro ferroviario, nodo paradigmatico dell’interscambio infrastrutturale che poi è il terminale dove tutto si compone: accanto al campetto di calcio persiste l’archetipica sagoma di una locomotiva mentre a poche centinaia di metri si apre lo specchio di mare destinato a ospitare natanti da pesca e da diporto, e auspicabilmente in un futuri si spera non troppo lontano, bastimenti commerciali o carichi di turisti. Oggi, hanno informato sia Russo che Pitaro, nel porto non ci sono pontili, se non il minimo indispensabile. Quelli sub iudice perché non collaudati come comanda domineddio sono stati smontati nei giorni scorsi e la ditta che si è aggiudicata la commessa comunale dovrebbe procedere, se le firme saranno apposte al posto giusto, a montare le nuove nella prossima settimana. A giugno inizia una nuova stagione, forse mister fish potrà respirare aiutato dalle bombole d’ossigeno, il Kajak team potrà tornare allegramente a esercitarsi senza timore di inconvenienti vari, il mondo del commercio e dell’artigianato che ruota intorno o dietro il porto potrà riprendere a girare. L’occasione, visti i tempi, è prettamente elettorale. Russo si candida con la seconda lista intestata a Fiorita, CambiaMò, ne spiega i motivi e passa la parola prima a Pitaro che ferma la ricostruzione della pratica completamento porto alla richiesta di integrazioni da parte del ministero, e poi a Mammoliti che spiega i legami logici che portano dalla piena agibilità del Porto al passaggio di Catanzaro da Capoluogo a Capitale.

Nicola Fiorita tira le somme. Parla brevemente del passato, anche perché – sostiene – c’è poco da parlare, considerato che gli ultimi cinque anni di governo Abramo sono stati anni di non governo, e i problemi del 2017 sono gli stessi del 2022: “Il sindaco non si ripresenta, perché la legge non glielo consente. In compenso si presentano più di venti suoi consiglieri e assessori. Nel 2019 Abramo teneva una convention per dire che il Porto stava per partire. Due giorni dopo noi dell’opposizione dicevamo che non era possibile, perché mancava la Via. I fatti ci hanno dato ragione, così come hanno dato ragione a noi sull’indirizzo cui inviare la richiesta di Via, del Ministero e non della Regione. Adesso forse siamo alle ultime pagine della lunga storia durata sessant’anni. Ma noi restiamo vigili.  Dobbiamo partire da una gara di appalto che tenga insieme progettazione e gestione. Dobbiamo affidare l’esecuzione dei lavori alla società che gestirà il Porto. Dobbiamo progettare tutto il retroporto. Dobbiamo far sì che la metropolitana di superficie aggiunga la linea T – Turistica – alle tre esistenti, e colleghi tutto il water front cittadino. Dobbiamo pensare a Catanzaro come a Città dello Jonio. Catanzaro è al centro del Mediterraneo, e il Porto di Catanzaro sarà la Porta di Catanzaro”.

Fiorita presenterà il programma in un’apposita manifestazione in preparazione. “In campagna elettorale tutti promettiamo – ha concluso il candidato del centrosinistra -. Solo noi siamo in grado di farlo da persone libere senza vincoli e senza cambiali da onorare. Tutto dipenderà da quanto saremo bravi o incapaci. Senza scuse. Dopo avere vinto le elezioni per governare questa città”.