Quantcast

Speziali interviene sulle dichiarazioni di Costanzo e Pisano a Monitor

La nota della presentatore della lista Io scelgo Catanzaro

Più informazioni su

Ho ascoltato le prima battute della vostra trasmissione nella quale dibatteva il Consigliere Comunale e Provinciale Sergio Costanzo e mi sembra di aver poco capito -non so se per la qualità dell’emissione (sarei portato a dubitarne) oppure per una esposizione costanziana dell’italiano, la quale mi sfugge (anche se lo parlo, notoriamente, in modo diverso da lui e non sta a me dire se meglio o meno, anche se avrei un’idea precisa in merito)- e sempre nell’esposizione di tal soggetto, colgo (soggettive? Oggettive?) imprecisioni e amenità.
Non dice a chi si riferisce quando parla di “cavalli di Troia” nell’UDC, poiché io l’intenderei, semmai, considerando le attitudini di specie notorie e passate, in capo ad un soggetto a lui (di Costanzo, appunto) simile e con il quale si accompagna: a tal proposito, ricordo bene quanto questo soggetto, avesse assicurato (ma senza assicurazione, visti i risvolti), sempre al Costanzo, la candidatura alle regionali (nonostante foto ufficiali) e l’eterno candidato -giammai messo in lista, dalla sinistra e dalla destra- si ritrovò lui fuori e al posto suo entrò l’esterno Baldo Esposito (al quale proprio il sottoscritto disse che era una follia e non mi trovavo, affatto, d’accordo con questa scelta e ancora glielo ribadisco).
Poi, sempre l’amabilissimo Costanzo, a cui riconosco una cultura eminentissima che mai ho riscontrato prima (infatti, adesso lo sento parlare di “cavalli di Troia” e sono certo che si riferisca alla città della mitologia greca), incede nelle prime battute da me ascoltate per poco -a differenza del suo ‘accompagnatore politico’, tal Giovanni Merante (descritto in precedenza e senza citarlo ma lo faccio ora!) sono occupato a definire gli ultimi adempimenti della lista che presenterò e che Merante non ha e mai ha avuto, pur mentendo a Cesa, con la complicità di un bugiardo notorio di nome Flavio Cedolia e di un ‘emigrante politico’ che si chiama Antonio De Poli- dicevo il solito letterato e forbito Costanzo, parla di liste altrui (cioè quelle della nostra coalizione municipalista di Antonello Talerico) e nemmeno le conosce.
Di più, dall’alto del suo riconosciuto, dignitoso e legalissimo impiego in una notoria azienda faunistica, si avventura in paraboliche e metaprofessionalistiche -tranquillo Sergio, l’ultima parola è un neosillogismo che tu come concetto conosci, a fronte dei tuoi studi approfonditi e non certo una frase del film Mary Poppins- dicevo si lancia in descrizioni di concorrenti nella nostra formazione, specificandone i ruoli nella vita lavorativa.
Vorrei rassicurarlo, in quanto contrariamente al suo ‘dante causa’ -è un linguaggio giuridico, quindi Sergio, so bene che lo conosce, non per altro se non per la sua monumentale conoscenza, da moderno ‘fronte della cultura’- cioè a differenza del suo mito, ovvero il solito e assicurativo Merante, io le liste le ho fatte personalmente – e proprio quelli che avrebbero contribuito ad estrometterlo dalla scorsa competizione regionale, lo sanno bene, però hanno preferito infrattarsi senza dignità e identità nell’arcobalenica alleanza donatesca- perciò non vi sono tra di noi la lista degli avvocati, quella dei clienti e quella di un politico del centrodestra, semmai vi sono liste di professionisti, di persone che operano nel sociale e tra le categorie, oltre a quella di un Partito nazionale di centrodestra e tutti non abbiano voluto annacquare la nostra identità -contrariamente a qualcun altro- proprio perché -sempre contrariamente ed eventualmente a qualcun altro- non ci dobbiamo vergognare di noi stessi.

Più informazioni su