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Talerico: “Costanzo nervoso, avrebbe molto da spiegare agli elettori”

"I suoi cambi di casacca il suo amore per il capoluogo a fasi alterne. Costanzo è il braccio destro di Donato? Allora non lo riesce a gestire"

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Prendo atto del dimostrato nervosismo del Consigliere comunale Sergio Costanzo. E’ comprensibile perche’ ha probabilmente scoperto che la carica che oggi ricopre per l’ennesima volta non è “a vita” e che i cicli politici, come il suo, finiscono.

Certo, concluderlo con un’inchiesta come spada di Damocle sulla testa non è tra le ipotesi migliori per un politico “di professione” come Costanzo che non segue una logica ideale, ma il “posto” da occupare in base alle occasioni.
Il sottoscritto con trasparenza, ha avuto in giovane età, dieci anni fa, una esperienza come indipendente nell’Idv, per poi farsi promotore di una lista civica nel 2017 (che ha raccolto 545 voti di opinione) e, infine, ha traghettato l’esperienza professionale e del civismo all’interno della lista regionale di Forza Italia (con oltre 6700 voti raccolti in poco tempo), essendo i valori moderati e liberali quelli in cui personalmente e culturamente mi rispecchio maggiormente e che ho inteso preservare con una mia candidatura diretta a Sindaco contro un fronte misto e arzigogolato senza nè capo nè coda, di cui oggi Costanzo è profondo supporter.

E’ proprio il Consigliere Costanzo, probabilmente, a dover giustificare ai suoi elettori i continui cambi di casacca e gli appoggi di comodo a questo o quel politico per un posto al sole, ben retribuito (circa 3600 euro al mese nella struttura del PD), per lui o per la moglie (proprio nella struttura di Tallini, che oggi critica).

Costanzo, che è stato esponente dell’Udeur, di Forza Italia, del Popolo della libertà e del Movimento per l’Autonomia, è finito poi nell’aggregazione di centrosinistra “Calabria in rete”, per poi bussare alle porte di Pd (di cui è stato capostruttura di un Consigliere fino al 2020, quando già era schierato con il centrodestra, mentre la sua collega consigliera Cristina Rotundo era beneficiaria di un contratto di collaborazione proprio col gruppo Pd regionale) e all’Udc che lo ha sostituito nella lista regionale con un battito di ciglio di Baldo Esposito.
Spieghi, inoltre, il Consigliere Costanzo, come mai il suo amore per il capoluogo è a fasi alterne, dato che “Fare per Catanzaro”, lo scorso anno era, di fatto, divenuto “Fare per Lamezia Terme”, avendo bramato il posto di capostruttura del consigliere comunale lametino Tranquillo Paradiso.

E non intendo entrare nel merito di quanto uscito nei mesi precedenti in merito ad attività di inchiesta, i cui esiti non si conoscono, ma che paventerebbe l’ipotesi che parte del clan dei gaglianesi si sia attivato in passato per procacciare voti proprio al consigliere Costanzo.

Sono tanti, quindi, i motivi per cui il candidato Donato dovrebbe prendere le distanze politiche dal novello braccio destro, come già fatto con altri candidati, per motivi, a confronto, relativamente minori.

In conclusione Sergio Costanzo è o no il braccio destro di Donato? Poiché allora o non lo riesce a gestire, oppure è d’accordo con Costanzo in queste uscite pubbliche di bassissimo livello non solo politico.
Concludo qua, non intendendo fare ulteriori repliche.
Antonello Talerico candidato a sindaco di Catanzaro

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