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Costanzo: “Dichiarazioni Talerico lesive. Vanno oltre il dibattito politico”

Il candidato e attuale consigliere comunale: "Chiedo scusa alle testate che, loro malgrado, sono costrette ad ospitare interventi di tanto basso livello"

Si chiede la pubblicazione per diritto di replica a seguito delle dichiarazioni del candidato sindaco, già presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati, Antonello Talerico che si ritengono lesive nei confronti del sottoscritto. Ogni altra “uscita” dell’avvocato Talerico, che travalichi i confini del dibattito politico, ancorché duro, sarà valutata attentamente al fine di tutelare la propria dignità umana e politica nonché quella della propria famiglia.

Nel rispondere al candidato Talerico devo chiedere scusa innanzitutto alle testate che, loro malgrado, sono costrette ad ospitare interventi di tanto basso livello. Lo faccio io anche per l’avvocato Talerico, che ha inteso portare sulla strada del mediatico, una mia legittima osservazione espressa sui social e che li forse sarebbe dovuta rimanere. I giornalisti catanzaresi ed i loro lettori dovrebbero poter ripotare e leggere idee sulla città e per la città. E invece il giovane Talerico come i bimbi capricciosi che fa? Accusa il compagno monello sperando che la maestra lo bacchetti, poi prende il pallone e va via, facendo così intendere che o c’è lui in campo o non gioca nessuno. Fa quasi tenerezza nel suo tentativo di apparire un uomo fatto, uno “che la sa”, e ad ogni nuova uscita non fa che aumentare la distanza tra lui e le persone perbene che rappresenta. Già perché l’avvocato Talerico, indossa la toga ma brama allo scranno, non importa quale. Purché ci si possa sedere.

Questa sua spasmodica ricerca del potere da esercitare, che si tratti del consiglio dell’ordine, della Regione, del Comune o del condominio di casa sua, purtroppo gli fa perdere lucidità anche su argomenti che per gli studi fatti, dovrebbe conoscere molto bene. Caro avvocato Talerico ora le svelo un segreto, glielo regalo gratis perché chi le scrive non è un rancoroso, la campagna elettorale dura ufficialmente un mese, una volta, senza social e giornali on line era più facile che la gente dimenticasse le cose dette, a urne chiuse ognuno torna più o meno a fare ciò che ha sempre fatto, il politico, il dipendente, l’avvocato, ma oggi, basta un click, basta digitare un nome, e tutto ciò che si può associare a quel nome viene fuori , e ad urne chiuse, quando digiteranno il suo di nome verrà fuori che un avvocato, presidente dell’ordine, garantista per formazione (così dice) davanti ad un avversario politico non sa far altro che “impaurire” con un virtuale tintinnio di manette, contravvenendo ad ogni regola deontologica e al principio cardine che dovrebbe essere faro per ogni avvocato, il principio di innocenza fino all’ultimo grado di giudizio. Vede caro Talerico lei non è catanzarese di nascita, ma di quella Firenze che le ha dato i natali (come riporta il suo curriculum) purtroppo resta un riferimento solo anagrafico sulla carta di identità, anche la sua prima formazione non è stata nel capoluogo, non sa quindi quanto male lei stia facendo alla storia della classe forense catanzarese. Così come lei cita inchieste di cui non si conosce l’esito, anche io potrei parlare di quelle malevole voci di corridoio che il vento di Catanzaro sposta ad ogni latitudine sul suo conto, su ciò che di lei si dice.

Pareggerei così questa partita che lei ha inteso chiudere portandosi via il pallone. E invece le lascio credere di aver vinto citando il clan dei gaglianesi, come un capo d’accusa (quale poi?) contro di me. A me resta la soddisfazione dell’affetto della gente vera, quella che ti sta accanto senza secondi fini, che si tratti di uomini o di donne. E non importa se sarò ancora tra la gente come consigliere comunale o solo come Sergio Costanzo, perché questa è la mia città, questa è la mia gente, sia che mi voti sia che non lo faccia, non lo è solo per la durata di una campagna elettorale, ed è una sensazione, un onore che lei non avrà mai“.
Sergio Costanzo