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Meloni: Va bene, è mancata la coalizione, ma abbiamo Wanda Ferro ed è già tanto” fotogallery

L’intervento della presidente di Fratelli d’Italia per lanciare la candidatura della parlamentare: un politico senza padroni, senza amici degli amici da accontentare. Netta la smentita di forzature e costrizioni

Di che colore è il ritardo? È di destra o di sinistra? E l’attesa, è di destra o di sinistra? La domanda, ovviamente senza risposta, è posta in conseguenza dell’ora piena con la quale Giorgia Meloni è arrivata al cospetto dei giornalisti assiepati nel foyer del Teatro Comunale, desiderosi di ascoltare dalla voce del politico più emergente la sua versione sulla vicenda elettorale catanzarese di Fratelli d’Italia. Lineare e coerente senza dubbio alcuno, in linea con la conduzione nazionale, orgogliosa dello splendido isolamento con cui conduce l’opposizione a Roma, produttiva d’altra parte. Ma anche vistosamente rallentata, per settimane in atteggiamento difensivo e attendista, non perfettamente allineato al consueto tempismo. Adesso che tutto si è risolto, e FdI ha la sua ottima candidata, sarebbe il momento giusto per fornire motivazioni. I giornalisti le chiedono alla presidente Meloni che concede: “Sicuramente si poteva lavorare per una candidatura che rappresentasse la compattezza del centrodestra, che soprattutto rappresentasse le idee del centrodestra, che è un aspetto che nella coalizione. Dopodiché questo non è stato possibile, ma mi sembra che al di là delle difficoltà del momento partiamo comunque da un vantaggio, perché tutti a Catanzaro conoscono Wanda Ferro, la conoscono come donna, la conoscono come amministratrice, la conoscono come politico legata a questa terra e per questo capace di darle la risposta di cui ha bisogno. Una donna, un politico che non ha padroni, non ha amici degli amici da accontentare. È esattamente ciò in cui confido, una terra di uomini e donne libere che vogliano votare per difendere questa libertà”. D’accordo. Ma perché non si è arrivati a un accordo? Meloni qui è più circostanziata: “È mancata la volontà di anteporre i bisogni dei cittadini di Catanzaro ai bisogni delle forze politiche, credere fosse meno importante che garantire le correnti dei singoli partiti. È un aspetto della politica che non ho mai amato. Penso che il destino di una terra come questa, una terra che soffre, che ha bisogno di gettare il cuore oltre l’ostacolo, non deve essere legato alle beghe, per cui quando le intravedo cerco di immaginare un’alternativa. Quando l’ho trovata, aspetto di vedere cosa ne pensano i cittadini”.

Wabda Ferro e Giorgia Meloni Fdi
Wabda Ferro e Giorgia Meloni Fdi

Sul palco Giorgia Meloni arriva accompagnata dalla festante accoglienza dei suoi, con i dirigenti di partito in prima fila: gli assessori e i consiglieri regionali, la delegazione di Coraggio Italia (Sergio Abramo e Maurizio D’Ettore) unica forza alleata in questo tratto elettorale, il pilastro Michele Traversa, la nuova coordinatrice cittadina Benedetta Villani, l’europarlamentare già leghista Vincenzo Sofo. Wanda Ferro nell’introdurre se stessa e la sua presidente, toglie il campo dai malintesi circolati nelle settimane scorse: Meloni non le ha imposto nessuna candidatura, certo con lei concordata. E accettata con doveroso spirito di servizio, quando il designato Rino Colace, presente in sala, ha dovuto rinunciare per sopravvenute sue ragioni.

L’ultima delle “favole” vorrebbe che anche la presenza odierna di Giorgia sia in funzione di un controllo ultimo e ulteriore sulla sua effettiva candidatura. La platea applaude divertita, sollevata dal leggero vento di ottimismo che traspare dal pieno concorso di pubblico, presagio dell’auspicato responso elettorale, destinato a incidere non marginalmente sulla ripartizione del voto al turno di domenica 12 giugno. Wanda Ferro spende parole generose verso i 32 candidati che hanno firmato l’accettazione guardandola negli occhi e mai tentennando. Poco prima del ricordo commosso delle tre personalità legate alla storia passata e recente del partito decedute nel breve spazio di poche settimane: Pino Napoleone, Lucia Abiuso e Pino Casale. Meloni infine rassicura, confortando la tesi della candidata sindaco: “Non sarò certo io a dire a Wanda Ferro cosa fare in Calabria, perché di solito siamo noi a Roma a chiedere a Wanda cosa fare qui”, rivolta agli increduli e ai fomentatori di beghe. Come quella che avrebbe voluto messa in forse una futura candidatura di Ferro alle politiche nel caso di rifiuto della corsa a Catanzaro. “Inventatevene un’altra”, grida rivolto più agli ‘alleati’ di coalizione che agli avversari di contrapposizione: “Dicono che a FdI manca una classe dirigente. Basta Wanda Ferro a smentire, per quello che fa a Roma in Parlamento e per quello che ha fatto e che farà in Calabria e a Catanzaro. E poi, basta pensare che abbiamo affrontato il Covid con il ministro Speranza, il ponte Morandi con il ministro Toninelli e la guerra con il ministro Di Maio”. Per dire, insomma, che c’è chi sta molto peggio.