I primi passi del Fiorita sindaco

Ha incontrato il prefetto, invita alla festa al Parco della Biodiversità, si prepara per la proclamazione di giovedì al Comune. E pensa alla giunta. Ma se ne parlerà nel fine settimana

C’è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare. Nicola Fiorita ha fatto ambedue le cose, come suggerisce il bel testo di Ivano Fossati, autore molto in voga quando le cose sembravano più lineari di oggi. Più cadenzate rispetto allo svolgimento logico dei fatti e delle stagioni, alle aspettative dei singoli e delle comunità allucinate, oggi, dalle contraddizioni che vivono, sentono, osservano.

Le società, per dire, si fanno sempre più liquide proprio mentre fiumi e laghi si seccano. E se il vento cambia, c’è solo da sperare che porti acqua nella giusta misura, perché il campo non allaghi, e consenta buoni raccolti per buoni frutti.

Nicola Fiorita si insedierà da sindaco di Catanzaro giovedì, alle ore 10, nella Sala Concerti di Palazzo De Nobili, o Santa Chiara come qualcuno più storicizzato ama dire. Curiosa ricorrenza, questa catanzarese, di nominare in doppio la stessa cosa, lasciando irrisolto il dilemma, che è della Casa comunale ma anche della Villa, che qualcuno chiama Margherita e qualcun altro Trieste, senza dare alla preferenza alcuna spiegazione o ordine prescrittivo, fosse anche soltanto quello alfabetico.

Metafore, tra le tante, di questa città che di questioni irrisolte ne ha tante che non è neanche il caso qui di enumerare, e che sicuramente si affastellano nei pensieri del nuovo sindaco, adesso che deve mutare pensiero e azione dal futuro semplice al presente continuativo.

Ha iniziato nel pomeriggio, facendo visita al prefetto, Maria Teresa Cucinotta, per iniziare la dovuta collaborazione istituzionale, oltre che a fare, o ad approfondire – vai a sapere – reciproca conoscenza. Il prefetto, come sanno, è rappresentante territoriale del governo e massima autorità civile della provincia.

Già giovedì, i rapporti tra le due istituzioni si concretizzeranno nella cerimonia di insediamento in cui è prevista la lettura del verbale ufficiale dei risultati del ballottaggio di domenica 26 giugno e conseguente proclamazione. Potrebbe svolgere la cerimonia un incaricato del prefetto, ovvero la stessa segretaria generale del Comune, dottoressa Vincenzina Sica che è essa stessa emanazione del ministero degli Interni e, pertanto, della prefettura. Chiediamo anticipatamente scusa per qualche possibile inesattezza di etichetta protocollare, ma la sostanza è questa.

La cerimonia comprende anche il passaggio di consegne tra la vecchia e la nuova amministrazione, tra il sindaco uscente Sergio Abramo e il nuovo eletto Nicola Fiorita. Dovrebbe anche seguire la proclamazione dei consiglieri, mentre è di consuetudine che nell’occasione il nuovo sindaco svolga un breve discorso inaugurale. Tutto si svolgerà in un clima disteso, e, chissà, anche festoso. Ma non troppo, probabilmente, considerato che le energie festaiole del popolo “fioritiano” giovedì potrebbero risultare pressoché esaurite dopo i cortei e i canti di domenica notte e i piccoli appuntamenti dei giorni e delle sere successive, preludio alla festa in grande stile annunciata per domani sera, a partire dalle 20, al Parco della Biodiversità. L’invito è dello stesso Nicola Fiorita, guest star il cantautore Eman e il giocoliere della parola e della battuta Ivan Colacino.

Perché dopo le fatiche elettorali “E’ Mò la Festa”. Subito dopo, però, ci sarà da lavorare. Intanto sulla composizione della Giunta e sul parallelo accordo sul presidente dell’’Assemblea consiliare, una postazione giustamente considerata di prestigio per le funzioni delicate e continuative che dovrà svolgere per tutto il mandato.  Fiorita ha già anticipato due componenti, anzi li ha già presentati alla stampa prima ancora di essere eletto: la manager della Sicurezza Marinella Giordano e l’assessore al Welfare Venturino Lazzaro. Se tanto dà tanto, la fisionomia dei componenti dell’esecutivo è bela e pronta: competenza nel settore specifico che si andrà a occupare. Il sindaco in linea teorica potrebbe anche nominare tutti esterni per completare la rosa degli assessori. È possibile che lo faccia, anche nella considerazione che i consiglieri solitamente non sono molto propensi a lasciare il seggio conquistato con fatica, a meno di offrire un ulteriore sacrificio sull’altare della causa comune. Se un consigliere viene chiamato a svolgere le funzioni di assessore decade dalla carica e in caso di eventuale rimpasto non può rientrare in Consiglio.

Di sicuro non ci sono previsioni serie al momento su chi potrebbe occupare le diverse postazioni, o, per dirla con termine gergale, il ramo dell’albero di giunta. Non se ne è ancora parlato in nessuna riunione, anche se Fiorita ha sicuramente in mente alcuni profili adatti, e anche se sui social proliferano ipotesi, tutte più o meno fantasiose o divulgate ad arte. Tutto è rimandato a dopo la proclamazione, anche se è certo che ciascun partito e ciascuna lista della coalizione al suo interno ha già provveduto a discutere su nomi e persone.

Ma guai a nominare il famoso manuale preso ad esempio imperituro di spartizione di posti e potere. Si cancelli il Cencelli. Sembra uno slogan. Ma esorcizza una tentazione.