Fiorita nella sera del dì di festa: “Sono il sindaco innamorato di una città innamorata” foto

“È il momento della responsabilità: ciascuno nel suo ruolo la eserciterà”. Il duetto con Ivan Colacino

La festa di Fiorita e dei suoi, la festa del nuovo sindaco, inizia al parco della Biodiversità quando il sole cala già sull’altro mare, mentre una buona cornice di pubblico si raccoglie sulla spianata verde difronte al palco e anche dietro, sulle gradinate esposte finalmente al desiderato e proverbiale vento di Catanzaro. Un po’ di musica dance, un po’ di canzoni popolari, poi il duetto tra Nicola Fiorita e Ivan Colacino, demenziale quanto basta per ridere di gusto e del giusto, sulle cadenze verbali del sindaco uscente e sulla sua propensione esagerata alla chiusura prudenziale delle scuole, per saggiare le competenze topografiche e toponomastiche del nuovo sindaco, per ricordargli quelle tre o quattro cose da fare subito tra le mille che in ogni modo occorrerà affrontare.

Generico giugno 2022

Fiorita non si sottrae, si concede quest’ultima ora di festa, come ha già detto nel breve scambio che ha avuto con i giornalisti: “Volevano la Festa – aveva detto ai microfoni – e l’abbiamo fatta. D’altra parte è stata una vittoria tutta costruita sulla partecipazione, sull’entusiasmo e sulla presenza della gente, e quindi era anche giusto prenderci un momento per festeggiare insieme dopo l’esplosione spontanea di gioia della sera di domenica. Lo facciamo oggi perché domani alle 10 sarò ufficialmente il sindaco di Catanzaro e ci sarà solo da lavorare per la città. Anche se in verità ho già iniziato con tutte le energie possibili dal primo momento che ho avuto a disposizione su ciò che abbiamo detto in campagna elettorale. Siamo già alle prese con il fascicolo del depuratore, siamo già a capire cosa si può fare per dare al più presto un comandante al Corpo dei vigili urbani. Ovviamente non sono ancora nelle mie funzioni e ancora non c’è la giunta. Per qualche ora ancora stacchiamo e festeggiamo, finisce questa bella e lunga campagna elettorale e poi mettiamoci a lavorare per Catanzaro”.

È il momento della responsabilità, dirà dopo qualche minuto sul palco, non di togliersi i sassolini pur, come ammette per sé, avendone a disposizione parecchi: “La città non mi chiede questo. La città mi chiede di spostare le montagne e risolvere in problemi: il depuratore, l’igiene, il rinnovamento, una nuova classe dirigente. Non potremo accontentare tutti, non subito, non abbiamo la bacchetta magica, ma non perdete la fiducia. Alcune parole nostre d’ordine sono bellissime da declamare ma faticose da trasformare poi in fatti: la trasparenza, le regole uguali per tutte, il cambiamento: stateci vicino. Dobbiamo smaltire alcune scorie della campagna elettorale, ma i toni vedo che si vanno facendo più distensivi. Basta polemiche dirette e sui social. Catanzaro ha scelto il suo sindaco, Catanzaro ha scelto i suoi consiglieri: partiamo da qua con senso di responsabilità”.

Su questo punto, il sindaco aveva detto poco prima: “Penso che i rapporti tra me e il Consiglio saranno i migliori possibili. Credo anche di avere raccolto un grande senso di responsabilità in alcune dichiarazioni di questi giorni, non ultima del presidente del Consiglio regionale Mancuso ma anche di Valerio Donato. Ci sono tutti i presupposti perché ciascuno ovviamente nel suo ruolo possa lavorare per servire questa città che ha tanto bisogno di persone che pensino ad essa”.

In linea più generale, Nicola Fiorita ha raccolto in questi giorni “un entusiasmo e finanche una felicità intima. Credo che sia stata una vittoria dell’amore contro l’egoismo, di un progetto collettivo contro tanti progetti individuali. Oggi questo amore ci torna tutto addosso. Avevo detto che volevo essere il sindaco felice di una città felice, in questo momento sono il sindaco innamorato di una città innamorata. Ovviamente l’amore è una cosa che dura fino a quando c’è. Dobbiamo farlo durare per cinque anni”.