No del governo all’emendamento carburante da ortofrutta macero. Ferro (FdI): “Sperpero di  risorse e danno etico”

Il deputato primo firmatario dell'ordine del giorno

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“Nel pieno della gravissima  crisi energetica che investe l’Europa, e in particolare  l’Italia, colpendo duramente famiglie e imprese, il Governo che piu’ green non si puo’, quello che recita i mantra della sostenibilita’ ambientale e della transizione ecologica, ha bocciato un ordine del giorno di Fratelli d’Italia, nell’ambito della discussione alla Camera sulla conversione del decreto sulle misure di attuazione del Pnrr, che puntava alla creazione di filiere di acquisto di prodotti ortofrutticoli destinati al macero al fine di produrre carburante sostenibile”.

Lo afferma, in una nota, il vicecapogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro, prima firmataria dell’ordine del giorno, in cui si afferma che “tramite l’impiego delle biomasse nelle bioraffinerie di ultima generazione, e’ possibile la produzione  di carburante verde di alta qualita’, permettendo la creazione e lo sviluppo di un modello di economia circolare a chilometro  zero”.

“Da anni sussiste una grave problematica – aggiunge Wanda Ferro  – che affligge la filiera ortofrutticola italiana: tonnellate di  frutta e verdura assolutamente sane vengono mandate al macero in quanto non corrispondenti ai parametri imposti dall’Unione europea riguardo le loro caratteristiche esteriori. Peso,  grandezza o forme non conformi ai parametri europei, infatti,  non permettono a questi prodotti di raggiungere i banchi per la vendita. Oltre a rappresentare un vergognoso sperpero di  risorse, come acqua, energia, terreno e lavoro, utilizzati per la loro coltivazione, il danno assume anche valore etico: assistere allo spreco di quintali di cibo sano e perfettamente edibile rappresenta uno scandalo che non puo’ essere ulteriormente ignorato. Tramite la creazione di filiere volte ad acquistare i prodotti ortofrutticoli destinati allo smaltimento per produrre carburante verde verrebbe a crearsi un ciclo virtuoso che permetterebbe di abbassare i costi energetici che colpiscono le famiglie e che mettono in ginocchio le nostre  imprese, garantendo, inoltre, un concreto sostegno ai produttori ortofrutticoli nazionali. Prodotti che faticano a rientrare dei costi impiegati nella coltivazione a causa della loro mancata vendita, oltre a garantire nuova occupazione per il  funzionamento di tali impianti”.

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