Tassone: “C’è un vincitore ma non c’è una linea politica”

"Sinistra, destra sono termini che non riscaldano"

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Riceviamo e pubblichiamo
Come si suol dire i commenti a freddo sugli accadimenti sono meno esposti all’impeto delle emozioni che ne alterano le narrazioni. I risultati elettorali dei ballottaggi amministrativi sono stati oggetto di una varietà di interpretazioni.
Abbiamo ascoltato le sempre antiche dichiarazioni dei vincitori presunti e dei vinti “non perdenti”. Nessuno ha avuto la diligenza di offrire una valutazione di insieme rifuggendo atteggiamenti logori. Il dato su cui mi soffermo è la congerie delle dichiarazioni. C’è stata il solito slancio alla pochezza e alla ipocrisia. Nessuno è stato in grado di dire che la ultima tornata elettorale ha segnato il cammino verso l’abbattimento degli ultimi fragili contrafforti della democrazia.Ha perso la coalizione di centro-destra?
Ma questa coalizione non esiste di fatto dal 2018 con partiti nel governo e altri all’opposizione. Ha vinto il centro sinistra? Quello del campo largo di Letta che ha associato in una complicità senza onore nella “mietitura” un Movimento eversivo come quello dei 5Stelle ? Non ha vinto nessuno. O meglio ha perso la politica. Gli aspiranti capi, che sgomitano per sostituire la nobiltà decadente delle grandi formazioni è prigioniera di un narcisismo ossessivo che fa delle “proprie” ambizioni un progetto politico. I nuovi e i vecchi autarchi sgomitano. Il disegno democratico che avrebbero dovuto trovare alimento nella realtà dei municipi si infrange. Sinistra, destra sono termini che non riscaldano. Gli eversivi ripropongono appendici di avanspettacolo che mettono in luce le truffe politiche consumate ai danni del Paese.Queste mie convinzioni nascono dalla esperienza vissuta il 26 giugno nella mia città di Catanzaro.

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