Primo Consiglio Comunale, fumata nera per la presidenza, se ne riparla la prossima settimana fotogallery

Prima schermaglie e numerosi interventi. Fiorita ha presentato il suo esecutivo

Consiglio comunale Catanzaro Fiorita

Aggoornamento 13.48 e conclusione Terzo punto: elezione del presidente. Riccio legge le disposizioni del Testo unico e le modalità di svolgimento, con i diversi step nelle votazioni successive. Si prenotano insieme Marco Polimeni (Catanzaro Azzurra) e Antonello Talerico (Io Scelgo Catanzaro). Talerico eccepisce sulla questione dell’omonimia dei due consiglieri Costanzo, Sergio ed Emanuela, suggerendo che venga messa ai voti la modalità di votazione facendo premettere obbligatoriamente il nome del consigliere al cognome, onde evitare possibili influenze e riconoscimenti del voto che è segreto. Prime schermaglie procedurali.

Polimeni chiede di intervenire e si dichiara non d’accordo con la mozione e con la sua votazione, annunciando che la sua parte non parteciperà al voto relativo. Sergio Costanzo (Fare per Catanzaro) ribadisce le ragioni della mozione, suggerita da motivi esclusivamente tecnici. La segretaria Sica legge le norme del regolamento sulle procedure da seguire in caso di eccezioni pregiudiziali, suggerendo di obbedire al buon senso in caso di omonimia, sembra giusto mettere insieme nome e cognome. Primo battibecco tra l’ex presidente del Consiglio Polimeni e il consigliere Talerico che da laico fa il presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati. Polimeni si oppone alla votazione perché le mozioni d’ordine devono essere presentate prima del Consiglio. Vorrebbe intervenire Valerio Donato (Rinascita), ma il presidente Riccio sospende la seduta per due minuti. Questione di lana caprina? Un po’ sì, un po’ no. Non c’è nessuna regola che stabilisca come il voto segreto debba essere espresso e depositato nell’urna. Ma c’è un ricorso storico che risale alla elezione di un precedente presidente del Consiglio, Ivan Cardamone (all’epoca Forza Italia), durante la quale si espressero a posteriori diverse elucubrazioni sulla grafia delle schede di voto. Alla fine si trova l’accordo per la caduta della pregiudiziale. O forse no. Talerico vuole precisare: non ha ritirato alcuna votazione, la riproporrà domani scritta. Riccio premette che la boccia d’ufficio. Oggi e domani.

Svolge il suo intervento Marco Polimeni. Si rivolge direttamente al sindaco Fiorita. 17823 voti alla sua elezione, mai così pochi da quando esiste la votazione diretta: “La nuova stagione annunciata da Fiorita non è ancora pervenuta, come dimostrato nella scelta di non assegnare all’opposizione la presidenza. ‘Ha mancato di rispetto presentando la giunta prima alla stampa e poi al Consiglio. Ha nominato assessori che non hanno competenza nella materia assegnata’. Polimeni riporta, dicendo ciò, le frasi pronunciate da Fiorita all’atto della prima seduta della precedente consiliatura. E, tornando all’attualità, Polimeni segnala le grandi contraddizioni che ne conseguono. Legge il suo discorso da tablet. Catanzaro Azzurra svolgerà il suo ruolo di opposizione con coerenza, rimanendo ben lontano da ogni tipo di inciucio. Prima del ballottaggio si era espresso sulle eventuali azioni in presenza dell’anatra zoppa poi realmente verificata, come amplificata sui social. Ne ribadisce le motivazioni tecniche paventando l’ingovernabilità cui l’amministrazione va incontro. Non ci sarà spazio per accordi innaturali e si riserva di proporre le dimissioni dei consiglieri qualora si verificassero. Anzi, lo propone in primis proprio al sindaco Fiorita. Taccia come strumentali le polemiche circa il non adempimento della promessa di dimettersi in caso di ‘anatra zoppa’. Gli è stato sollecitato quando ancora non era ancora formalmente consigliere, quindi non in condizione di ottemperare. Ora rilancia, con versione aggiornata.

Interviene Fabio Celia (Partito democratico). Si dice deluso dall’intervento di Polimeni, che sorvola sulle ragioni della sconfitta subita da quella parte nella elezione del sindaco, molto dipendente dal fallimento delle precedenti gestioni: “Oggi dimostrate di non volere neanche ottemperare a una mozione finalizzata introdurre elementi di trasparenza”.

Giorgio Arcuri (Riformisti – Avanti). Legge le modalità con cui intende svolgere il suo mandato di consigliere alla prima esperienza. La sua opposizione sarà costruttiva quando ci saranno prove tangibili dell’asserita discontinuità. Ringrazia la famiglia Guerriero per avere costituito il gruppo politico di cui è espressione.
Sergio Costanzo (Fare per Catanzaro). Ringrazia per il vasto successo ricevuto alle urne, unico ad avere superato le mille preferenze. “Non ci sono vincitori né vinti in quest’Aula. Dalla sua parte non ci sono traditori. C’è un vinto (Donato?) sul quale ci sarà tempo di giudizio. C’è un vincitore (Fiorita), al cui fa i complimenti per l’exploit personale e per la scelta degli assessori. Da parte mia da indipendente avrà una tolleranza di 12-18 mesi. Poi, senza risultati, sarà un’opposizione dura, come quella svolta negli ultimi dieci anni verso la giunta Abramo”. Si permette di fornire buoni consigli, avendo fatto i capelli bianchi in questo Consiglio. Ritorna sui problemi della città, risaputi. Con particolare accento sulla speculazione edilizia galoppante e, insieme, strisciante, al di fuori e in assenza del Psc. Ma tocca tutti i punti in sospeso: piano parcheggi, nuovo ospedale, sistema trasporto urbano, polizia municipale, centro storico, periferie, Catanzaro servizi, cimiteri, i parchi urbani, il vecchio ospedale di via Milelli – “un obbrobrio” – la pulizia della città, i servizi sociali.
Antonello Talerico (Io scelgo Catanzaro). Fare i moralisti sulla coerenza da parte di esponenti della vecchia maggioranza – come Polimeni – è veramente allucinante, ricordando le trasmigrazioni tra gruppi e all’interno degli stessi gruppi- Il presidente del Consiglio deve essere imparziale e definito. La mozione prima presentata è d’ordine. Il Consiglio può modificare ogni questione che riguardi lo svolgimento dei lavori, purché nella norma. Ritiene fazioso che il presidente pro tempore dichiari in anticipo il suo rigetto preventivo a una mozione. Non abbiamo bisogno di moralizzatori a tempo, ma di amministratori e politici coerenti. “Non facciamo parte della maggioranza organica. Sulla presidenza si è detto che siamo alla ricerca di voti da consiglieri giudicati in precedenza impresentabili. Non era aggettivazione onnicomprensiva di tutti i consiglieri rieletti. Da Polimeni da ex presidente ci attendiamo responsabilità e sprone per un’opposizione che sia severa ma costruttiva”. 
Antonio Corsi (Volare Alto) si allontana dall’aula contestando lo svolgimento dei lavori che anticipano un dibattito sulle linee programmatiche che ancora il sindaco non ha presentato. Ma rientra subito dopo.
Nunzio Belcaro (Cambiavento). Con Fiorita si avvera il sogno collettivo di un’intera comunità. “Pensavamo di offrire il miglior sindaco possibile alla città. Esiste da anni un’altra Catanzaro che declina il suo agire quotidiano in altro modo rispetto alla rassegnazione al destino ineluttabile del declino”. Compie una valutazione comparativa tra i nuovi e i vecchi assessori che suscitano le proteste della controparte s’aula. 
Valerio Donato (Rinascita). È il primo intervento in Aula e non nasconde l’emozione, anche in ricordo degli illustri personaggi che hanno svolto parole: tra gli altri Aldo Ferrara, Pino Guerriero, Ninì Dardano, Michele Riolo. Il suo stesso padre, consigliere del Partito comunista. Svolse un’opposizione dura ma non settaria. Gli piacerebbe copiarne modalità. Non deve elaborare lutti per la mancata elezione a sindaco, come sostenuto per ultimo dal consigliere Belcaro. Ha riconosciuto da subito la vittoria del competitore. Sulle ragioni della sconfitta ci sarà motivo di ritornare e ognuno nel suo cuore ben conosce la verità. A Fiorita consiglia umiltà nell’ascolto delle ragioni dell’opposizione, così come per lui rivendica il diritto di critica. La città vive una stagione di grande disagio. Le prime mosse del Fiorita sindaco non gli sono piaciute. Dalla nomina dei consiglieri della giunta all’ansia da prestazione che traspare dai primi atti amministrativi. Non esprime però un giudizio definitivo sulla giunta, ingiusto e del tutto prematuro. La delicatezza del ruolo del presidente del Consiglio impone una scelta svincolata dalle ragioni proprie di un gruppo politico o di una maggioranza. Nello spirito del cambiamento postulato da Fiorita si sarebbe aspettato un gesto di apertura e di comprensione: siamo ancora in tempo, non dilaniamoci su contrapposizioni di parole fondate sul nulla. Quali regole ci possono essere sull’espressione libera del voto? La contrapposizione su queste cose non porta a nessuna parte. Se ci saranno segni in questo senso, la città tutta gliene sarò grato, signor sindaco”.

Franco Scarpino (Catanzaro Prima di tutto). Catanzaro ha bisogno dell’ordinario più che di linee strategiche. Dal verde ai posteggi alla raccolta dei rifiuti.
Rosario Lostumbo (Alleanza per Catanzaro). È bello essere di nuovo consigliere comunale. È brutto sentirsi definito impresentabile. Lui che è il secondo più votato dopo Sergio Costanzo. La sua esperienza da assessore alle politiche sociali lo ha maturato e responsabilizzato. È giovane ma è già alla terza elezione. In diverse liste. Ma è nelle dinamiche della politica. Ha ascoltato Fiorita durante il sopralluogo al depuratore sulla sponda terminale del Corace. Auspica che si avveri la sua volontà dichiarata di non riandare alle cose fatte o non fatte in passato.

Lea Concolino (Catanzaro Prima di Tutto). È la sua prima analisi del voto amministrativo. IL caso strano di Catanzaro che ha votato in modo difforme tra Consiglio e giunta. “A Fiorita il compito di governare la città, a noi quello di fare opposizione nell’interesse della città. Viva Catanzaro, buon lavoro a tutti”.
Gregorio Buccolieri (Catanzaro Fiorita). Anche per Buccolieri è la prima volta. Occorre il ritorno alla politica buona, quella che rende migliore e possibile la vita. In una città che ha bisogno di ritornare unita. “Avanti”.
Manuel Laudadio (Alleanza per Catanzaro). Dall’opposizione verrà supporto propositivo ma non subordinato. “La politica è arte nobile, del confronto e del dibattito. Quest’aula lo faccia in modo pacato”.

Rosario Mancuso (Prima l’Italia). È un papabile presidente. Se ce ne fosse bisogno, è, come sempre, equilibrato. Non aveva programmato l’intervento, ma a questo punto vuole dire la sua. “La tracotanza non conviene a nessuno”. Vuole salutare Sergio Abramo che nel bene e nel male ha segnato la vita di tutti degli ultimi vent’anni. Non si governa da soli, lo dice a Fiorita, sicuro che sarà un sindaco che ascolterà. Accenno desolato al bilancio comunale, a zero in ogni capitolo. “Da parte di tutti occorre spirito di collaborazione. E attenzione alle Commissioni, lo dissi già nel 2017. Hanno grande importanza, servano da impulso al lavoro della giunta”. Plaude all’istituzione del “Consigliere delegato alle Piccole Cose. Viva i giovani, che sono quelli che in un garage hanno creato Google”.

Daniela Palaia (Mo’ Fiorita sindaco). Assoluto rispetto per tutti i ruoli e tutte le funzioni. Ha ascoltato con attenzione l’intervento del consigliere Polimeni che ha fatto ricorso all’artificio retorico di riportare l’intervento di Nicola Fiorita del 2017. Palaia l’ha subito riconosciuto e non si è fatta trarre in inganno. Gli scenari tra allora e oggi sono completamente diversi. E, pertanto, anche l’approccio è necessariamente diverso. 
Danilo Sergi (M5S). “Esponente comunale di un movimento di caratura nazionale” – così si definisce – curerà particolarmente le problematiche del territorio, che conosce profondamente. 

Il presidente protempore Eugenio Riccio apre alle 13,30 la prima votazione. In ordine alfabetico i consiglieri depositano la scheda nell’urna posta nell’emiciclo. Mancando la cabina, il consigliere si porta con la scheda fuori dall’aula, esercita la sua preferenza, ritorna in aula e deposita la scheda nell’urna.  Per essere eletto, il presidente del Consiglio necessita di 22 voti in questa prima seduta.
L’esito è molto frastagliato e disperso, tra schede bianche e molti consiglieri che hanno apposto il proprio nome. Alla fine le schede bianche sono state 11, 1 nulla, gli altri voti distribuiti tra vari consiglieri. Non raggiunto il quorum, la seduta è rinviata a quando sarà a breve deciso. C’è stato il numero legale durante la prima votazione, il Consiglio sarà riconvocato in seconda convocazione presumibilmente lunedì o mercoledì. 

Il sindaco Nicola Fiorita
Consiglio comunale Catanzaro Fiorita

Primo aggiornamento Il clima, il trambusto, il vocio e l’outfit che precedono la prima convocazione del Consiglio comunale eletto domenica 12 giugno e rimodellato due domeniche dopo per i dovuti aggiornamenti da ballottaggio, sono delle grandi occasioni. Molti consiglieri indossano l’abito buono. Le colleghe non sono da meno. Tutti, assessori compresi, si sottopongono alle foto formato ritratto con lo stendardo comunale come sfondo, mentre i posti a latere si riempiono gradualmente in attesa che la segretaria generale chiami l’appello e svolga le procedure di rito. La campana suona alle 10,30, il sindaco Fiorita trova anche il tempo di rilasciare dichiarazioni forse sovrabbondanti prima dello svolgimento della seduta che riguardano l’emozione del momento, gli adempimenti da svolgere nella seduta, i primi passi della giunta, il ruolo delle commissioni come stimolo e nervatura dell’azione amministrativa, il giudizio comparativo – abilmente dribblato – tra vecchio e nuovo Consiglio.

Alle 10, 42 l’inno di Mameli imprime solennità, prima che la dottoressa Vincenzina Sica proceda all’appello dei trentatré consiglieri eletti. Sono 31 i presenti, per motivi sanitari mancano Luigi Levato e Wanda Ferro perché affetti da Covid, come loro stessi hanno avuto cura di comunicare all’Assemblea.  Eugenio Riccio, consigliere anziano, proclama valida la seduta.
Primo punto la convalida degli eletti. La delibera relativa viene letta dall’assessore ai Servizi demografici Aldo Casalinuovo, compreso il meccanismo della surroga di Giuseppina Iemma e Donatella Monteverdi perché entrate in giunta, con i successivi non eletti nelle rispettive liste, quindi rispettivamente Igea Caviano (PD) e Nunzio Belcaro (Cambiavento). La delibera viene approvata all’unanimità per alzata di mano. Si procede quindi al giuramento di Nicola Fiorita, sindaco della città: osserverà lealmente la Costituzione italiana. Applausi dell’aula e del pubblico. Fiorita pronuncia il suo primo discorso in Consiglio. Saluti e ringraziamenti a chi c’era già e a chi è entrato per la prima volta, compresi i tre candidati sindaco ammessi in Aula: Wanda Ferro, Valerio Donato e Antonello Talerico. Rimanda a una prossima seduta la lettura delle linee programmatiche, ma da subito dichiara di attendersi molto dal contributo del Consiglio comunale, dopo avere saggiato nelle prime tre settimane di mandato dei grandi e persistenti problemi che gravano sulla città: pulizia e igiene, depurazione, sicurezza estiva, con lo sguardo già proiettato al prossimo autunno con la ripresa piena delle attività scolastiche: “Catanzaro non si rassegni a un ruolo secondario nello scacchiere regionale. Ce la faremo con il contributo di tutti”. Fiorita quindi presenta il suo esecutivo, composto da quattro donne e sei uomini lui compreso. 

In alto la seduta integrale trasmessa dal canale youtube del Comune