L’estate sta finendo, Catanzaro in sospeso. Senza presidente del Consiglio e senza musica in piazza

Lo scotto da pagare nel tempo di nessuno, tra vecchia e nuova amministrazione

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Domani è il fatidico 17 agosto, e per fortuna non è venerdì. I retroscenisti a oltranza potrebbero vederci la sottile maligna provocazione muovere il presidente protempore Eugenio Riccio nel convocare proprio in questa data il Consiglio comunale che, con molta probabilità, assegnerà il suo titolo più alto, la presidenza, sciogliendo il nodo che lo tiene avviluppato da un mese a questa parte.

Riccio aveva tempo fino al 18 ma ha scelto di anticipare di un giorno, premunendosi con la convenienza di non arrivare proprio allo scadere per compiere l’atto dovuto, potendo esibire con ciò una partecipe disponibilità ai richiami della opposizione d’aula (in quanto minoritaria alle urne) ma maggioranza di governo (poiché esprime il sindaco in carica). È questa come si sa la macroscopica contraddizione del nuovo corso amministrativo di Catanzaro, rispetto al quale permane, oltre alle legittime aspettative, un buon grado di curiosità. Per esempio su quanto la lungaggine nella scelta del presidente d’Aula abbia influito sugli esiti non proprio confortevoli dell’estate catanzarese. Poca roba, pare di poter sintetizzare. A meno di non scambiare Richard Gere per l’amuleto capace di sconfiggere la sorte avversa e malandrina, e il MGFF la panacea per i mali dello spettacolo in piazza.

Sì, un ottimo richiamo sui media nazionale, una buona ribalta tra gli addetti ai lavori, un vorticoso arrivo di buoni e anche ottimi nomi del cinema e dei territori confinanti – addirittura è arrivato attraverso imperscrutabili guru il massimo egittologo vivente – ma è inutile negare che il Festival non può da solo rispondere all’esigenze di intrattenimento dell’intera città. L’estate che i catanzaresi, a torto o a ragione, desiderano è altra. Vogliono occasioni plurime e ricorrenti per scendere in piazza con la convinzione di trovarci altri con lo stesso intento, di passare il tempo della vacanza e dell’ozio programmato senza la preoccupazione del duro presente e dall’incerto futuro. Se si fa un sondaggio social tra i cittadini di Catanzaro – e c’è chi lo ha fatto sul serio – chiedendo qual è la manifestazione estiva che si vorrebbe essere riesumata dall’album dei ricordi, ponendo tre alternative tra “Marinfest”,

“Una città per cantare”, “Miribilia”, inaspettatamente ma non tanto vince “La notte piccante”, anche se le altre tre se la giocano fra di loro tra rimpianti e auspici di un pronto ritorno. Si dirà che la nuova amministrazione, insediata a fine giugno a stagione inoltrata non ha colpe, e che a doverci pensare sarebbe stata quella uscente, che aveva il pallino in mano nel tempo in cui si programma e ci si organizza. Vero. Ma come dire, forse si sarebbe preteso troppo da una barca che visibilmente andava trascinandosi in porto consapevole delle falle aperte sulle sue fiancate.

È stato così, in quel tempo di nessuno intercorso tra giugno e agosto – settembre abbiamo qualche speranza riposta su “Settembre al Parco” – che la processione del santo patrono Vitaliano a luglio è scivolata via senza colpo ferire e con banda per fortuna a suonare mentre per attendere uno sprazzo di vita cantata occorre attendere l’esibizione in pineta di Danilo Rea, apprezzatissimo pianista – anzi grandioso – ma non esattamente un eccitatore di folle. Catanzaro è una città di provincia dalla vocazione culturale. Ottemperare i due termini è la sfida che si deve porre l’ambiziosa giunta Fiorita alla quale è giusto assegnare il beneficio dovuto all’esordiente, peraltro ancora in un quadro istituzionale non chiuso.

Anche per questo è importante che domani, 17 agosto 2022, Catanzaro abbia il presidente del Consiglio comunale.

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