Catanzaro, Riccio: “L’ex Gasometro è una bomba verde, Fiorita intervenga”
Il consigliere comunale e provinciale denuncia lo stato di abbandono dell'area e annuncia un esposto a Comune, Prefettura, Vigili del Fuoco e Italgas
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Lo stato di abbandono dell’area dell’ex Gasometro di via L. Siciliani finisce al centro di una nota del consigliere comunale e provinciale Eugenio Riccio, che parla di una situazione di degrado e di potenziale pericolo per la sicurezza pubblica.
«A 200 metri in linea d’aria da una scuola appena inaugurata dal Sindaco, c’è una giungla a rischio incendio. E il responsabile si chiama Nicola Fiorita», afferma Riccio, riferendo di aver effettuato un sopralluogo nell’area, di proprietà Italgas.
Secondo il consigliere, «l’area è in stato di abbandono totale. Erba alta, secca, infestante. Un vero e proprio pericolo incendio nel pieno centro città. A ridosso ci sono abitazioni. E a 200 metri c’è una scuola appena inaugurata proprio ieri dal Sindaco Fiorita».
Riccio richiama quindi anche il ruolo istituzionale del primo cittadino.
«Il paradosso? Il Sindaco Fiorita è anche presidente dell’ATEM Catanzaro, cioè l’ente che dovrebbe controllare proprio le infrastrutture e la sicurezza legate al gas. Le tubature dell’ex Gasometro sono di sua competenza».
Il consigliere attacca poi il sindaco.
«Farebbe meglio ogni tanto a lasciare perdere le spiagge di Soverato e a dedicarsi alla sua città. Qui non stiamo parlando di una buca o di un marciapiede sporco. Stiamo parlando di sicurezza pubblica. Se scoppia un incendio in quell’area, con 40 gradi e vento, le fiamme arrivano alle case e alla scuola in cinque minuti».
Riccio rende noto di aver presentato un esposto urgente al Comune di Catanzaro, alla Prefettura, ai Vigili del Fuoco e a Italgas chiedendo:
la pulizia immediata e il decespugliamento dell’area;
la verifica dello stato delle tubature del gas da parte dell’ATEM;
la messa in sicurezza del sito entro sette giorni.
«Non accetto scarica barile. Il Sindaco è Presidente ATEM. Si assuma le responsabilità. Catanzaro non può aspettare l’incidente per vedere le istituzioni muoversi. Bisogna prevenire», conclude Riccio.







