Catanzaro e Università, PD Lido: «Basta campanilismo, serve un progetto integrato tra centro e campus»

Il circolo 'Puccio' fa propria l'analisi del docente Migali e sollecita il Comune

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La discussione in atto sul futuro urbanistico ed universitario di Catanzaro richiede un cambio di passo decisivo. Come Circolo PD Lido non possiamo continuare ad affrontare il rilancio della città con una visione miope o «di quartiere», limitandoci a spostare servizi o corsi di laurea da una zona all’altra nella speranza di dividere la scarsa economia esistente. Il futuro di Catanzaro non passa dalla prossima campagna elettorale, ma da una mentalità e da un’impostazione culturale che non è più accettabile. La scarsa cultura politica e l’assenza di progettazione, assuefatta ai bisogni individuali che la quotidianità impone, ha reso il capoluogo di regione privo di prospettiva.

Come Circolo PD «G. Puccio», sosteniamo con convinzione la visione del Prof. Giuseppe Migali, docente UMG di Economia Politica ed iscritto al Circolo di Lido, che in una sua analisi auspica che la politica cittadina e l’Amministrazione comunale perseguano una strategia di sviluppo per la città totale, integrata e di ampio respiro. Non serve una «guerra tra quartieri», ma un progetto organico in cui l’Università sia il motore propulsivo dell’intero capoluogo.

Chiediamo con forza all’Amministrazione di aprire tavoli strutturati di analisi, confronto e co-progettazione con l’UMG, affinché il centro storico venga rivitalizzato attraverso interventi mirati (housing, mobilità, residenze diffuse, attività culturali e di ricerca) senza depauperare o impoverire il tessuto economico degli altri quartieri e del campus.

Come evidenziato, infatti, dal prof. Migali, questi sono i dati concreti ai quali rendere conto: zero nuova ricchezza, perché spostare singoli corsi (es. Scienze della Formazione, solo 100 studenti) non crea nuovo valore, ma ridistribuisce solo gli studenti già presenti, spesso con bassa capacità di spesa. Poi i costi inutili, poiché le sedi staccate costano decine di migliaia di euro d’affitto all’anno (es. Sociologia e Scienze Motorie), a differenza di Germaneto che ha spazi gratuiti. Ed ancora l’emergenza alloggi, con il vero problema rappresentato dai servizi: Catanzaro offre solo 3,3 posti letto ogni 100 studenti, contro una media nazionale superiore a 10.

Il modello vincente proviene, invece, dai grandi campus uniti (come UniCal a Rende o Lancaster in UK) che dimostrano come la concentrazione dei servizi attragga residenti ed economia. È necessaria, pertanto, una visione d’insieme: con 141,8 milioni di euro di proventi operativi, il valore dell’UMG sta nella sua forza complessiva di Ateneo unico, non nella frammentazione tra quartieri.

Il centro storico, pertanto, si rivitalizza attirando nuove funzioni (incubatori, residenzialità diffusa, eventi, servizi accademici complementari), mentre il campus di Germaneto va completato e reso forte ed attrattivo, per far crescere l’intera città. Invitiamo, dunque, formalmente la politica cittadina affinché si abbandonino le logiche di campanile e si pianifichi insieme all’Università la Catanzaro del futuro. Il Partito Democratico è il partito della visione comune, che nasce dai sogni e diviene realtà. Altre visioni, figlie di culture differenti, non sono ammissibili. Il PD non guarda all’oggi, progetta e costruisce il domani. E Catanzaro, dopo decenni di miseria, merita una politica all’altezza delle sue sfide.

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