Referendum popolare sulla modifica dello Statuto, Calabria al voto il 29 novembre
Il presidente Roberto Occhiuto ha firmato il decreto. Ma resta il nodo del Tar che il 2 settembre deciderà dell’ammissibilità della consultazione
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Il referendum popolare sulle modifiche allo Statuto della Regione Calabria si svolgerà domenica 29 novembre 2026. Il presidente Roberto Occhiuto ha firmato il decreto numero 59 dell’11 agosto, convocando alle urne gli elettori di tutti i Comuni calabresi.
La consultazione, tuttavia, viene indetta mentre resta ancora aperto il contenzioso davanti alla giustizia amministrativa. Il decreto precisa infatti che il referendum è convocato «nelle more della decisione dell’autorità giudiziaria» e «fatti salvi gli effetti dei successivi pronunciamenti». Un passaggio decisivo, perché il Tar di Catanzaro ha fissato al 2 settembre la camera di consiglio per esaminare il ricorso con cui la Regione ha chiesto la dichiarazione di nullità o l’annullamento del provvedimento che ha dato il via libera alla richiesta referendaria.
Il quesito sottoposto agli elettori riguarda la legge regionale 3 marzo 2026, numero 9, contenente modifiche e integrazioni alla legge regionale 25 del 2004, vale a dire lo Statuto della Calabria.
La domanda riportata integralmente nel decreto sarà: «Siete favorevoli al testo della legge statutaria recante “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria)” approvato dal Consiglio regionale con seconda deliberazione il giorno 27 gennaio 2026 e pubblicato nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Calabria il 30 gennaio 2026?».
Il percorso che ha portato alla convocazione è articolato. La richiesta di referendum era stata depositata il 28 aprile 2026. Il 2 luglio l’Ufficio centrale regionale per il referendum, costituito presso la Corte d’appello di Catanzaro, accogliendo il ricorso presentato da sette consiglieri regionali ai sensi della legge regionale 45 del 2025, ha dichiarato ammissibile la richiesta.
Lo stesso Ufficio ha ordinato al segretario generale del Consiglio regionale di «dare impulso al referendum popolare». La Regione Calabria ha quindi impugnato il provvedimento davanti al Tar di Catanzaro, chiedendone la nullità o l’annullamento.
Il 20 luglio il presidente del Tribunale amministrativo regionale, con decreto numero 345, ha respinto la richiesta di tutela cautelare monocratica avanzata dalla Regione. Il rigetto, precisa il decreto presidenziale, è avvenuto «esclusivamente sotto il profilo del periculum». Il Tar, dunque, non ha ancora definito la controversia: la discussione collegiale è stata fissata per il prossimo 2 settembre.
Nel frattempo, il quesito referendario è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione del 23 luglio. Il 28 luglio il segretario generale del Consiglio regionale ha concluso positivamente la verifica sulla regolarità della richiesta, con un verbale pubblicato sul Burc il giorno successivo.
Completati questi adempimenti, Occhiuto ha ritenuto di dover procedere all’indizione della consultazione, preservando però espressamente gli effetti delle future decisioni giudiziarie. Il decreto fissa il voto nella sola giornata di domenica 29 novembre, dalle 7 alle 22. Le operazioni di scrutinio cominceranno immediatamente dopo la chiusura dei seggi e la verifica del numero dei votanti, proseguendo senza interruzioni fino alla conclusione.
Entro dieci giorni il provvedimento dovrà essere notificato al prefetto di Catanzaro, al presidente della Corte d’appello, ai presidenti delle Commissioni elettorali circondariali, ai sindaci di tutti i Comuni calabresi e al segretario generale del Consiglio regionale.
Nello stesso termine, il decreto dovrà essere pubblicato in formato aperto sul Bollettino ufficiale e sul sito istituzionale della Regione. Il calendario è quindi formalmente definito, ma il passaggio del 2 settembre davanti al Tar resta determinante per stabilire se il procedimento referendario potrà proseguire secondo i tempi fissati.






