Sottosegretari, retromarcia del centrodestra: in Aula la proposta per cancellarli

Domani in Consiglio regionale anche il testo per sospendere il referendum del 29 novembre. Alle 13 la conferenza stampa dei consiglieri di minoranza

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Il centrodestra calabrese avvia la retromarcia sui sottosegretari e sull’ampliamento della Giunta. Due proposte di legge saranno all’esame del Consiglio regionale lunedì 5 ottobre: la prima punta a cancellare la modifica statutaria che consentiva di nominare due sottosegretari alla presidenza e portare da sette a nove gli assessori; la seconda mira a sospendere il referendum confermativo fissato per il 29 novembre.

A firmare i testi sono quattro capigruppo della maggioranza che sostiene Roberto Occhiuto: Pierluigi Caputo, Angelo Brutto, Giuseppe Mattiani e Vito Pitaro. Nella relazione, la scelta viene motivata con l’incertezza della vicenda e la necessità di tutelare le risorse pubbliche. I 7 milioni stanziati per la consultazione potrebbero essere destinati alle misure contro il caro gasolio annunciate dal presidente della Regione.

I due provvedimenti hanno funzioni diverse: uno interviene sulla legge che introduceva i nuovi incarichi, l’altro congela l’esecutività del decreto di indizione del referendum. Il voto di lunedì non basterà però a completare l’abrogazione: per la seconda approvazione della modifica statutaria dovranno trascorrere almeno due mesi.

Nel frattempo resta attesa la decisione del Consiglio di Stato sul ricorso della Regione relativo al referendum. La maggioranza apre dunque il percorso per rinunciare ai sottosegretari e ai due assessori aggiuntivi, ma la cancellazione definitiva richiede ancora ulteriori passaggi.

E domani è prevista una conferenza stampa dei consiglieri comunali di minoranza sul tema “Legge regionale sui sottosegretari, una battaglia vinta”. Appuntamento alle ore 13, nella sala Giuditta Levato di Palazzo Campanella, a Reggio Calabria, alla presenza di: Ernesto Alecci, Giuseppe Falcomatà, Rosellina Madeo e Giuseppe Ranuccio per il Partito Democratico; Enzo Bruno e Ferdinando Laghi per Tridico Presidente; Elisa Scutellà ed Elisabetta Maria Barbuto per il Movimento 5 Stelle; Filomena Greco per Casa Riformista–Italia Viva; Francesco De Cicco per Democratici Progressisti Meridionalisti.

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