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da Be Happy di Tiziana Cumbo

CatanzaroInforma.it: Ridere per vivereRidere per vivere

Ridere è il bisogno dell’anima”

P.Neruda

 

Giorni fa mi sono imbattuta in alcune letture molto interessanti a proposito dei condizionamenti a cui siamo sottoposti da parte del sistema sociale e culturale in cui viviamo, e degli effetti sorprendenti che tali condizionamenti hanno su di noi. Perché parlarne? Perchè la consapevolezza è il primo passo per la libertà da queste influenze depontenzianti. Le definisco così perchè siamo esseri ricchi di risorse e capacità, spesso ci sottovalutiamo o veniamo indotti a farlo, mentre siamo potenzialmente inarrestabili.  I condizionamenti di cui sopra hanno lo scopo di farci credere che siamo privi di potere, privi di risorse, vittime del fato avverso e bisognosi di aiuto, quindi ci de-potenziano, mirano a oscurare la luce infinita che è in noi.

Quello che ci viene proposto fin dalla nascita è il cosiddetto Pa.Va.Di.La. A cui proponiamo di contrapporre il Pa.De.Gio., termini coniati da Sonia Fioravanti (psicoterapeuta) e  Leonardo Spina (attore, sceneggiatore, pioniere della gelotologia), autori del libro “Dall’Homo Sapiens all’Homo Ridens”. Il Pa.Va.Di.La è il paradigma della valle di lacrime. Cosa significa? La nostra società ci educa alla parte negativa della realtà, ai sensi di colpa, a credere che la vita sia sofferenza, sacrificio, dolore. Pensiamo al libro dei libri, la Bibbia e citiamone un passo, la maledizione con cui Adamo ed Eva sono cacciati dall’Eden:“Maledetto il suolo a causa tua, con dolore ne trarrai il cibo. Spine e cardi produrrà per te. Col sudore del tuo volto mangerai il pane”. Innanzitutto notiamo le parole che, come vedremo, sono estremamente importanti. Addirittura Dio maledice Adamo.  Questo dunque il viatico della razza umana. Sociologicamente che effetti può avere? Non ci si può che aspettare che la vita sia sofferenza e che anche il lavoro lo sia. Si tratta dunque di un’impronta forte e condizionante. Ma esiste un’alternativa, la chiave di un’altra possibile società.  Nel libro di Georges Minois “Storia del riso e della derisione” leggiamo quanto segue:

“Dal riso di Dio nacquero i sette dèi che governarono il mondo […] Non appena Egli scoppiò a ridere apparve la luce […]. Scoppiò a ridere per la seconda volta e fu acqua dappertutto […] Alla sesta risata creò il tempo. Poi, prima di scoppiare a ridere per la settima volta, Dio inspirò profondamente, ma aveva riso talmente tanto da piangere e dalla sue lacrime nacque l’anima degli uomini”.

Così narra l’autore anonimo di un papiro alchimistico che risale al III secolo, il Papiro di Leida contenente la “Genesi degli gnostici” e conservato nella città olandese di Leida.

In questa versione della creazione l’Universo è nato da un’enorme risata, un big bang comico e cosmico.  Se questo ce l’avessero insegnato al catechismo la nostra società non sarebbe stata decisamente diversa? Invece del Pa.Va.Di.La (paradigma valle di lacrime) avremmo il Pa.De.Gio, il paradigma della gioia. Adesso cerchiamo di capire a cosa è funzionale questo Pa.Va.Di.La., gli obiettivi nascosti, più facili da capire se prendiamo in considerazione l’ambito della salute pubblica, laddove l’obiettivo non è avere persone sane, ma ricondurre i sani a delle categorie da curare. Che vuol dire? Per capirlo consideriamo quella branca della medicina che si chiama psicosomatica, il cui assunto fondamentale è che la psiche (pensieri, emozioni, sentimenti, credenze) ha effetto sul soma, cioè il corpo. E’ risaputo in psicosomatica, che un ruolo centrale è svolto dalla consapevolezza. Vale a dire che, dato un certo malessere (per es. colite, mal di testa cronico o qualunque somatizzazione), la consapevolezza del problema scatenante, del malessere psichico che lo ha provocato aiuta a sciogliere la somatizzazione, in quanto consente di creare un nuovo equilibrio tra l’interno (sé) e l’esterno (l’ambiente, costituito anche dagli altri). Anche la psicobiologia dimostra che i nostri pensieri, emozioni, credenze diventano realtà fisica del corpo. Per questo è fondamentale non cadere vittima della paura, emozione deleteria soprattutto in condizioni di malattia. Cosa contribuisce a instillare paura? Possono farlo anche le parole. Infatti le parole non sono neutrali, ma portano con sé un pacchetto cognitivo-emozionale. Nel Pa.Va.Di.La vengono usate per creare veri e propri condizionamenti ipnotici. Pensiamo alla parola “malattia”, in cui è insita la radice male. Oppure la parola “tumore” che in francese significa “tu muori”. Credete davvero che parole simili non abbiano, a livello inconscio e quindi inconsapevole, un effetto cognitivo/emotivo su di noi? Sono parole che rappresentano ciò che il Paradigma della valle di lacrime tenta di fare, cioè instillare paura.  Alcuni medici, invece, cominciano ad aprire una breccia verso il Paradigma della gioia, e iniziano a parlare di “benattia” invece che malattia, perché essa è da considerarsi non una piaga, ma un’occasione per capire come funziona il nostro corpo, un’occasione di consapevolezza. Guardiamo al corpo come ad un maestro che fornisce degli insegnamenti, e ha in sé tutti gli strumenti di auto guarigione. Il malessere sopraggiunge quando qualcosa blocca i naturali meccanismi innati di auto guarigione, e allora la via è comprendere la vera causa profonda e sciogliere i blocchi paralizzanti, porsi domande sul perché sia comparso quel dato problema e costruire un progetto personalizzato di auto guarigione, sistemi che auto potenziano le nostre capacità di rimetterci in forma. Per questo è corretto dire che noi non moriamo di malattia, ma di false credenze e false convinzioni.  Qualcuno si starà certamente chiedendo che ruolo abbiano in tutto questo i farmaci. Quanto detto sinora non significa negare l’utilità dei farmaci, dato che ci sono situazioni gravi in cui è necessario assumerli. Bisogna tuttavia considerarli una stampella, un rimedio d’urgenza che non rintraccia la vera causa e che configura un intervento senza un progetto personalizzato. Facciamo un esempio per capire. Paolo, Francesco e Luca hanno la gastrite. L’attuale sistema sanitario li tratterà tutti con lo stesso farmaco, e quindi non terrà conto della “storia unica” che ciascuno di loro rappresenta, non accrescerà la conoscenza dei loro meccanismi di funzionamento. Per cui probabilmente il problema si ripresenterà. Infatti per Paolo la causa può essere una cattiva alimentazione, per Francesco i problemi sul lavoro e per Luca un conflitto in famiglia.

Forniamo ora qualche dato per dare supporto scientifico a quello che stiamo dicendo. Avete mai sentito parlare di PNEI? Significa psiconeuroendocrinoimmunologia, parola lunghissima che in sintesi collega lo psichico (pensieri, emozioni, convinzioni ecc.) al sistema immunitario, riconoscendo, quindi, a qualcosa di astratto di avere un effetto sulle nostre difese immunitarie. Se vi fermate un attimo a riflettere capite la portata di questo concetto straordinario. Quindi quando sentiamo dire che “i nostri pensieri e le nostre parole creano la nostra realtà”, non sono facili e banali psicologismi, in quanto la PNEI offre il fondamento scientifico di questa affermazione.

Tutto ciò si traduce in qualcosa di meraviglioso nella nostra vita: tutte le volte che facciamo qualcosa che ci fa stare bene, ci dà gioia, siamo innamorati o creiamo, si attiva il Timo (ghiandola che si trova dietro lo sterno) che produce endorfine (oppioidi endogeni) che hanno proprietà

  • Analgesiche (riducono il dolore)
  • Euforizzanti (stato di benessere)
  • Immunostimolanti (attivano il sistema immunitario)

La conclusione è che la gioia è il garante della nostra salute. Al contrario la paura stimola la produzione di adrenalina che è un immunosoppressore, quindi ostacola i meccanismi innati di autoregolazione e guarigione.

Torniamo ora al concetto espresso poc’anzi e cioè che l’obiettivo del Sistema sociale e culturale in cui viviamo non è avere persone sane, ma ricondurre i sani a delle categorie di soggetti da curare, cioè è una fabbrica che produce malati. Viviamo in un periodo storico in cui c’è un forte attacco alla vita. Facciamo un esempio per capire: il DSM è un manuale diagnostico usato in psichiatria. Nel primo DSM le categorie diagnostiche erano circa 60. Nelle versioni successive, per esempio il DSM 5 le categorie sono almeno 300. Ebbene ogni categoria diagnostica nuova consente la produzione di un nuovo psicofarmaco. E uno degli autori del DSM 4 si autodenunciò dicendo di aver commesso crimini contro l’umanità perché il manuale era fonte di numerose categorie diagnostiche inventate. Tale accadimento tuttavia è poco noto poiché è stato insabbiato. Come mai? Anche la dott.ssa Sonia Fioravanti racconta di aver preso parte alle contestazioni.

A ciò si deve aggiungere che molta della letteratura sui mille diversi modi di guarire viene occultata, così come la conoscenza sui programmi riparatori innati di cui siamo dotati, riducendo, di fatto, le nostre possibilità di scelta quando abbiamo bisogno di cure. A tal proposito citiamo “Guarigioni straordinarie” di Marc Ian Barasch e “Noi siamo guariti” di Sergio Signori, che trattano  i numerosi casi di guarigioni dal cancro attraverso il ricorso a metodi alternativi e naturali. C’è chi guarisce andando a Lourdes, chi ricorrendo alla naturopatia e mille altri modi documentati.

Abbiamo detto, inoltre, che il Sistema si alimenta utilizzando un condizionamento ipnotico, che è mediato anche attraverso le parole e che è volto a instillare paura, poiché è grazie alla paura che si ha l’effetto della paralisi del pensiero critico, che impedisce la libertà di scelta. Il pensiero va, per esempio, a tutte quelle pubblicità che, facendo leva sulla paura di cataclismi, danni, tragedie, imprevisti, propongono la loro soluzione assicurando qualunque cosa (l’auto, la casa, gli elettrodomestici, una rendita per la vecchiaia ecc.). Una volta alla telefonata con cui un operatore mi proponeva di estendere la garanzia per gli elettredomestici che avevo acquistato due anni prima “perché si sa, capita che si rompono proprio nel momento meno opportuno” rispondo che non mi interessava in quanto….. profondamente ottimista!  Quando invece parliamo di paura intensa possiamo constatare anche nel nostro quotidiano che nel panico fatichiamo a ragionare con lucidità.  Quando abbiamo paura si paralizza il cognitivo, e ciò va di pari passo con l’insicurezza e il bisogno di protezione. Quindi se tutte le informazioni di cui potrei disporre sulle modalità alternative di guarigione vengono occultate e vengo inoltre, col condizionamento ipnotico,  indotto ad avere paura, la conseguenza è che le mie scelte vengono dirottate verso ciò che il Sistema propone. Ma sarà per il mio bene o a vantaggio delle aziende farmaceutiche e di tutta la “fabbrica sanitaria” che è ad oggi il principale motore dell’economia mondiale?

Quali possibili soluzioni? Innanzitutto spostarsi sul paradigma della gioia. In secondo luogo, sapete che ognuno di noi ha già dalla nascita un formidabile strumento per scardinare il condizionamento ipnotico? È ridere, perché ridere è un’azione che libera e quindi consente di scegliere. Esiste una vasta letteratura sull’argomento. Già negli anni 80 una dottoressa americana Goodheart diceva agli italiani che medici, psicologi e psichiatri americani consigliavano vivamente ai pazienti di vedere film comici e teatro di commedia perché fa bene alla salute. Ricordate il film Patch Adams (1998) con Robin Williams? È ispirato alla storia della vita del Dr. Hunter Patch Adams e sul libro “Salute! Curare la sofferenza con l’allegria e con l’amore”. Il concetto di base non è curare col sorriso, ma cercare di far capire alla medicina che le emozioni sono importantissime per il funzionamento dell’organismo. Per questo motivo gli ospedali con i colori cupi e la generale trascuratezza che li rende simili a carceri, invece di favorire la guarigione, rema contro di essa. Ci sono, a questo proposito, ricerche che studiano il potere terapeutico del bosco e mostrano che dopo due ore di permanenza i “natural killer” (componenti del Sistema immunitario) sono raddoppiati, e dopo due giorni il sistema immunitario è letteralmente rinnovato.

E questo è solo un assaggio di quel sapere eretico che molti abbracciano con straordinari risultati. Sarà forse il sapere ufficiale del futuro?

Se volete lasciare un commento, di cui vi ringrazio, potete farlo visitando il blog http://tizianacumbo.blogspot.com/


 


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