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da AvvocatoInforma di Assunta Panaia

CatanzaroInforma.it: Danni per buche sui marciapiedi: non risponde il condominio, ma il Comune Danni per buche sui marciapiedi: non risponde il condominio, ma il Comune

Forse non c'è cittadino che non si sia imbattuto in una buca. Piccole, medie, grandi. Più o meno insidiose. Più o meno visibili. E forse non c'è cittadino che, inciampando in una di essa, abbia riportato le più svariate lesioni e, al fine di ottenerne risarcimento, abbia fatto debita richiesta al Comune. Richieste giunte fino in Tribunale, non sempre accolte, in virtù dell'invocata, e spesso dimostrata, visibilità e prevedibilità attribuite alle buche tanto odiate. Come è noto, infatti, quando una buca si presenta oggettivamente visibile e soggettivamente prevedibile ed evitabile, e, dunque, non ci si trova dinnanzi a una situazione di pericolo cosiddetto occulto, non può attribuirsi responsabilità alla pubblica amministrazione per i danni subiti, ma tutto ricade sulla disattenzione del “malcapitato”. All'uopo, con riferimento ai pericoli occulti, non è superfluo precisare che la buca integra gli estremi di un'insidia o trabocchetto (c.d. pericolo occulto), allorché non vi siano segnalazioni in loco e vi sia un'illuminazione non naturale del percorso pedonale, quando l'ubicazione e le non eccessive dimensioni della buca, nonché le subdole caratteristiche morfologiche e cromatiche della stessa (perimetralmente frastagliata e con il colore che si confonde con il piano stradale) siano tali da ledere il ragionevole affidamento degli utenti di poter camminare in condizioni di tranquillità e sicurezza. Fatti tali chiarimenti, vi è però da rilevare che in capo all'Ente comunale rimane sempre il cosiddetto “potere di governo”: il potere di controllare le strade demaniali, di eliminare le situazioni di pericolo che siano insorte o che campeggiano da anni e di escludere i terzi dal contatto con la cosa. E, dunque, il Comune è oggettivamente responsabile per i danni cagionati da un “offendiculum” sul manto stradale o un marciapiede quando non riesca a dimostrare il caso fortuito, cioè un fatto idoneo ad interrompere il nesso di causalità tra il dissesto del manto stradale e l'evento produttivo del danno. In proposito, desta interesse la recente sentenza del Tribunale di Bari, III sezione, del 7 febbraio 2011, n. 390, nella quale è stato stabilito che del danno cagionato da buche presenti sul marciapiede non risponde il condominio dello stabile antistante, bensì l'ente pubblico che ne è il proprietario. Un caso per così dire “anomalo”, in quanto laddove la logica comune farebbe ricadere sul condominio la “colpa” delle lesioni riportate in una caduta dovuta alla presenza di alcune mattonelle divelte sul marciapiede di un edificio antistante, il giudice di merito, invece, attribuisce la responsabilità al Comune. La vicenda, cui ci si riferisce, sulla quale Tribunale si è pronunciato riguarda una donna che era inciampata nelle mattonelle rotte del marciapiede di uno stabile antistante, e che, in conseguenza della caduta, riportava una contusione del ginocchio destro con lesione corpo-corno posteriore menisco mediale e sinovite reattiva. In virtù di questa, chiedeva il risarcimento, chiamando in giudizio il Comune di Bari, in persona del sindaco, nonché il Condominio dello stabile antistante il marciapiede, in persona dell'amministratore. Il Tribunale barese, tenuto conto delle definizioni di strada e marciapiede di cui agli artt. 2 e 3 del codice della strada, ha ritenuto l'Ente municipale, in qualità di proprietario della strada di cui è parte integrante il marciapiede - al contrario di quanto dedotto dallo stesso in sede di costituzione - passivamente legittimato rispetto all'istanza risarcitoria proposta dal soggetto che, a causa dell'omessa manutenzione di tale bene, abbia riportato un danno. E ha riconosciuto in capo al Comune l'obbligo manutentivo anche nelle ipotesi in cui si perviene all'accertamento che la proprietà del marciapiede è di natura privata, in quanto essendo lo stesso destinato al transito di un numero indefinito di persone, esso è comunque di uso pubblico, con la conseguente configurabilità dei relativi poteri e doveri a carico del Comune ai sensi degli artt. 823 e 825 c.c. Gli obblighi di manutenzione dell'ente pubblico proprietario di una strada aperta al pubblico transito, al fine di evitare l'esistenza di pericoli occulti, si estendono, dunque, ai marciapiedi laterali che, poiché destinati al transito dei pedoni, fanno parte della struttura della strada. Va da sé, che l'Ente comunale sarà responsabile per i danni causati dalle buche sussistenti sul marciapiede che integrano gli estremi di insidia o trabocchetto. Non ne risponde, pertanto, il condominio dell'antistante stabile, il quale non è passivamente legittimato nel giudizio promosso ai fini del relativo risarcimento (Cass. sez. III, 3.8.2005, n. 16226; Cass. sez. III, 21.7.2006, n. 16770, che ha ritenuto rientrare nella proprietà pubblica del Comune tutte le strade con le relative pertinenze, fra cui i marciapiedi).

Assunta Panaia

per contatti: Studio legale Panaia
vico I Progresso, 5 - 88100 Catanzaro
tel/fax 096134517 e-mail: avv.assuntapanaia@gmail.com



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