Domenica, 24 giugno 2018 ore 18:17  feed rss  facebook  twitter
Catanzaroinforma.it
Catanzaroinforma.it
Catanzaroinforma.it
RUBRICHE
da Mettiamolacosì di Vanessa Sacco

CatanzaroInforma.it: Style coach. L’abito che fa il monacoStyle coach. L’abito che fa il monaco

È ufficiale: l’autunno è arrivato. Sempre più in ritardo, prima al Nord che al Sud, ma è arrivato.

Sosto perplessa davanti all’armadio aperto sul mio corredo sconclusionato di viscosa, cotone, maniche corte, bretelline, vestitini, shorts, e lo richiudo prima d’essere sopraffatta dalla sindrome di Stendhal. Come invidio le donne che non sono costrette a fare il cambio di stagione! Sogno un armadio a muro a dodici ante lungo un corridoio fantastico nell’appartamento delle meraviglie. Nel frattempo, però, mi tocca ancora una volta dissotterrare i sarcofagi invernali e sostituirli con quelli estivi.

Carlo Fruttero – grande conoscitore dell’animo umano scomparso all’inizio di quest’anno – individuò due frasi celebri comuni pressoché a tutte le donne: sono morta (riferita alla stanchezza fisica dopo aver svolto qualsiasi tipo di lavoro, fuori o dentro casa) e non ho niente da mettermi (anche davanti a un guardaroba ben fornito). Parole sante! Già. Ma per quale motivo? Sarà perché i cambi d’abito che i diversi ruoli sociali ci impongono sono diventati sempre  più frequenti? Penso al fenomeno anglosassone del casual friday, che sta da poco prendendo piede anche da noi, ovvero la concessione ad avere un look meno impettito in vista del fine settimana vacanziero (la cosa, ovviamente, vale solo per i mestieri che osservano un calendario da ufficio). Oppure sarà perché le donne possono spaziare di più, rispetto ai maschietti, fra gli articoli d’abbigliamento a loro dedicati. Quante volte ci è capitato di sentire un uomo risolvere il problema di cosa indossare ad un ricevimento semplicemente ricorrendo allo stesso completo sfoggiato all’ultimo matrimonio, o battesimo, laurea, galà cui è stato invitato? Impensabile per una donna. O forse è solo perché chi viene da Venere è più complicato di chi viene da Marte.

Mentre fantastico su un dilemma oscuro almeno quanto quello su chi sia nato prima fra l’uovo e la gallina, il mio compagno rientra a casa annunciandomi: – Ho conosciuto un tipo pazzesco! Domani andiamo a fare shopping?

Adoro quest’uomo. Anche se lì per lì mi sfugge il nesso tra l’incontro che ha fatto con il singolare sconosciuto e la sua proposta di andare a spendere un po’ di soldi in articoli di abbigliamento.

Il luogo dell’appuntamento è uno storico rione romano dalla tipica architettura umbertina. Incastonato dentro al muro color fumo di Londra di un grosso edificio d’epoca, riesco a scorgere un modesto portoncino di legno solo grazie alla mattonella sbiadita del numero civico. Si direbbe l’entrata secondaria di una cantina, invece è la via d’accesso a un impervio magazzino sotterraneo fatto di lunghi corridoi e innumerevoli vani ingombri di stand zeppi d’abiti.

Il tipo pazzesco, che si chiama Carlo, è alle prese con valutazioni e aggiustamenti sartoriali su modelli viventi in una stanzetta soffocante rivestita di moquette e appenderie stracolme.

Vengo annunciata a quest’omino smilzo dai candidi capelli scomposti, e questi, come se mi conoscesse e mi stesse aspettando da una vita, mi abbraccia salutandomi con un sorriso generoso.

– Vanessa! E tu che fai? Sei una musicista come loro? – chiede indicando il gruppetto cui sta prestando i propri servigi.

– No. Io scrivo.

– Un’altra artista, abbiamo capito. – decreta con sicurezza scientifica.

Carlo è siciliano, come rivela il suo accento inconfondibile, e vanta sessant’anni che porta con la disinvoltura di un carusu scanzonato. Quando scopre che sono di Catanzaro esclama: – Calabrese! Il sarto più bravo è calabrese: Barbieri. Sta sul Pollino. Un pazzo…

Ma non mi rivela niente di più; dopotutto non è in pausa: sta lavorando, e anche molto seriamente, nonostante i suoi metodi possano apparire un po’ bizzarri.

Meno mediatico di Enzo Miccio, sempre attorniato da qualche assistente, Carlo scruta per alcuni secondi la persona che ha davanti, quindi si allontana con passo deciso per ritornare poco dopo con il capo che egli reputa più adatto al soggetto in questione, e se il cliente si dimostra un po’ titubante, lo contraddice stancamente con frasi del tipo: – Mia madre mi ha dato alla luce mentre cuciva. Ti fidi? – E inizia a stravolgere quello stesso capo che un attimo prima si sarebbe detto perfetto per il suo indossatore. Accorcia, stringe, chiude pences, elimina tasche… il tutto per far calzare a pennello un abito che, comunque, non è nato su misura, ma può sempre diventarlo.

Se anche dopo questo sapiente rimaneggiamento – non privo di spiegazioni tecniche, elogi al tessuto e brevi excursus nella storia della moda – il cliente non riesce ancora ad affidarsi totalmente, il maestro getta la spugna dicendo: – Va bene, toglitelo! Non sei pronto per questo modello.

Perché è questo il segreto del suo successo: riesce a leggere le tue potenzialità, a indovinare i tuoi punti di forza e a valorizzarli, a captare le tue esigenze e le tue diffidenze, a sdoganare le tue false convinzioni e infine a farti sentire soddisfatto ne I vestiti nuovi dell’imperatore.

A chi non piacerebbe essere capito al volo? Non si tratta di tollerare curiose invadenze o di farsi disarmare a suon di adulazioni. È che ci si sente meno soli quando si è capiti, anche se attraverso i consigli esteriori ed estetici di uno sconosciuto che per mestiere veste dagli effimeri personaggi delle fiction televisive alle reali persone comuni che si muovono nella vita vera.

Molti anni fa abitavo sopra un’erboristeria. Siccome non sono mai stata una fan della naturopatia, la snobbavo con autentico disinteresse, finché un giorno, con altrettanta nonchalance, non decisi di servirmene. Cercavo una tisana drenante (quale donna non ne ha mai sentito almeno una volta l’irrefrenabile desiderio?!), o meglio: quell’innocente richiesta celava in realtà il desiderio neanche troppo inconscio di perdere qualche etto. E l’erborista lo sapeva. Mi tenne là dentro più di mezz’ora, scrutandomi come a una visita iridologica, rivelandomi l’entità della mia riserva di ferro nel sangue, lo stato abituale della mia pressione arteriosa, possibili carenze di vitamine o proteine eccetera eccetera. E tutto solo per essere sicuro che la tisana fosse realmente quello di cui avevo bisogno.

Non è paradossale che l’uomo moderno voglia farsi dire dagli altri chi egli sia in realtà e cosa voglia veramente? E non è forse quest’ansia di comprensione che ci spinge a ricercare gli oracoli più in linea con la nostra cultura, siano essi cartomanti, personal trainer, astrologi, psicoterapeuti, corteggiatori, guide spirituali o SMS/trova/l’anima/gemella/a/pagamento?

Ma sto divagando. Quello che volevo dire è che, infondo, la persona più importante è sempre quella che ci guarda dallo specchio. Così, mentre Carlo continua a dedicarsi con pazienza e devozione ai musicisti – come ha scherzosamente soprannominato il mio compagno e i suoi amici – io mi allontano in cerca di qualcosa di più adatto a una femminuccia, e mi ritrovo in un ampio salone con due file di appenderie a parete che scorrono tutt’intorno.

Accarezzo languidamente maniche di giacche elegantissime e sottili drappi in jersey dalla silhouette bidimensionale, giubbini che apprenderò più tardi essere dei prototipi e maglie importanti.

C’è odore di nuovo. O forse di polvere, di qualcosa che c’è lì da tanto tempo ma che non appartiene a nessuno, quindi è intonso. Mi decido a provare qualcosa.

Una ragazza dal sorriso gentile mi si avvicina: – Sono Marta. Se non riesci a trovare la taglia giusta o vuoi qualcosa che sta appeso in alto, dì pure a me.

Mi piace il suo taglio di capelli: un caschetto con le punte all’infuori e la frangia corta. E anche il tipo di abbigliamento rivela una certa personalità: un po’ Gothic Lolita, un po’ Amélie Poulin del fortunato film francese. Ma chi sarà? Una commessa che ha stile? Un’assistente in sordina? Non ditele mai che l’abito non fa il monaco, perché Marta è una costumista, e lavora con Carlo per quanto riguarda le consulenze che il suo gruppo fornisce alle produzioni televisive. Non è una style coach, lo si capisce dal suo distacco riservato seppur gentile, così faccio da sola.

S’è fatto buio. Sono entrata nell’atelier che erano le quattro e mezzo del pomeriggio e sono già le otto. Carlo è un tipo loquace. Tra le prove e le riparazioni – affidate alla sarta: la signora Maria – infila sempre un aneddoto gustoso, una rivelazione sul suo passato ricco d’esperienze, una novità in via di sperimentazione come la bicolla – che si porta come la tracolla ma che invece di andare da un lato all’altro della borsa, in senso orizzontale, la segna dalla base fino alla chiusura in alto, come un sacco da palestra.

Alla fine ognuno di noi si è portato via almeno due bustone di abiti.

Chissà quanto durerà l’effetto specchio del reame! Chissà se quello che comprava solo polo e camicie perché consapevole di avere il collo corto, dopo i consigli di Carlo porterà più spesso girocolli puntando di più sulle proprie spalle larghe e sui pettorali pronunciati! Chissà se quello abituato a pantaloni dal taglio classico si vedrà bene anche fuori di qui con indosso i modelli dalle cuciture che sezionano la gamba come quelli indossati dai cavallerizzi!

Quanto c’è di noi in quello che indossiamo e quanto, piuttosto, ci maschera o ci limita?

Eterna dicotomia tra l’essere e l’apparire, viviamo in un’epoca troppo sovra strutturata per far finta di non comunicare soprattutto attraverso il modo di acconciarci. Vestirsi è una responsabilità. Perché se vedo uno in abito talare, c’è poco da fare: non penso che sia un impiegato di banca.

L’abito non fa il monaco? Forse una volta. Ma adesso…



ALTRE RUBRICHE
Petite Coco - Va-di-moda-la-vecchia-moda
da Le monde de Petite Coco di Petite Coco
Stefania Barbieri - Parodontite-la-malattia-che-fa-perdere-i-denti
da Salute & Igiene Orale di Stefania Barbieri
Vanessa Sacco - Aores-way-Nellocchio-dellanticiclone
da Mettiamolacosì di Vanessa Sacco
Avv. Patrizia Barbieri - Lomicidio-didentit-al-vaglio-del-Senato
da Focus Giuridico di Avv. Patrizia Barbieri
Dr Raffaele Mauro - Mal-di-schiena-Pretendete-una-visita
da Percorsi di Benessere di Dr Raffaele Mauro
I nostri lettori - Il-lavoro-le-difficolt-e-la-parola-resilienza
da Riceviamo e Pubblichiamo di I nostri lettori
Roberta Cricelli - Apologia-della-gentilezza
da Riflessioni allo specchio di Roberta Cricelli
Monica Riccio - Hikikomori
da Eros/Psyche di Monica Riccio
Isa Mantelli da  Mondo Rosa - Dopo-il-21-Ottobre
da Mondo rosa di Isa Mantelli da Mondo Rosa
Antonio Di Lieto - Come-un-fiore-nel-deserto
da La bella notizia di Antonio Di Lieto
Associazione AKOS - Limportanza-della-continuit-assistenziale-pediatrica
da Salute e ... dintorni di Associazione AKOS
Massimo Iiritano - La-giovent-che-brucia-nella-citt-che-invecchia
da Contrappunti di Massimo Iiritano
Laura Iozzo - La-dimensione-del-femminile-Donna-e-Madre
da La materia grigia di Laura Iozzo
Dott. Francesco Talarico - Lavarsi-o-no-Questo-il-dilemma
da Promozione della Salute di Dott. Francesco Talarico
Alessandro D’Elia   - Investire-in-borsa-Lanno-del-bitcoin-30112017
da Mercati finanziari di Alessandro D’Elia
Annapaola Giglio - Integratori-salini-perche-usarli
da La salute con le erbe di Annapaola Giglio
Vito Granato - Men-di-pesce-per-4-persone
da Un gustoso in...Vito di Vito Granato
Catanzaroinforma.it
Catanzaroinforma.it
RUBRICHE
da Le monde de Petite Coco di Petite Coco
da Salute & Igiene Orale di Stefania Barbieri
da Mettiamolacosì di Vanessa Sacco
da Focus Giuridico di Avv. Patrizia Barbieri
da Percorsi di Benessere di Dr Raffaele Mauro
da Riceviamo e Pubblichiamo di I nostri lettori
da Riflessioni allo specchio di Roberta Cricelli
da Eros/Psyche di Monica Riccio
da Mondo rosa di Isa Mantelli da Mondo Rosa
da La bella notizia di Antonio Di Lieto
da Salute e ... dintorni di Associazione AKOS
da Contrappunti di Massimo Iiritano
da La materia grigia di Laura Iozzo
da Promozione della Salute di Dott. Francesco Talarico
da Mercati finanziari di Alessandro D’Elia
da La salute con le erbe di Annapaola Giglio
da Un gustoso in...Vito di Vito Granato