Le rubriche di Catanzaro Informa - AI tra i banchi

L’AI è già entrata in classe. Adesso impariamo a usarla

Intelligenza artificiale a scuola: idee pratiche per docenti e studenti

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di Stefano Potortì*
Immaginiamo una scena. In una scuola superiore di Catanzaro, uno studente consegna una pagina su Manzoni: frasi ordinate, lessico preciso, una bella conclusione.

Poi il docente chiede: «Perché hai scelto proprio questa interpretazione?».

Lo studente non sa rispondere.

Questo non dimostra che abbia usato l’intelligenza artificiale. Ci ricorda però qualcosa: una pagina ben scritta, da sola, non basta a raccontarci che cosa abbia imparato chi la consegna.

È da qui che nasce «AI tra i banchi», la rubrica di Catanzaro Informa dedicata a chi insegna e a chi studia, soprattutto nelle scuole superiori della Calabria.

Non sarà un corso di informatica. E non sarà una gara tra chi considera l’AI la soluzione a tutto e chi vorrebbe tenerla fuori dalla scuola.

Partiremo da domande concrete: come preparare una lezione, affrontare un argomento difficile, verificare una risposta, assegnare un compito. Ogni uscita proporrà un problema e un modo pratico per affrontarlo.

Con una convinzione: l’obiettivo non è diventare più bravi a farsi dare le risposte. È imparare a fare domande, valutare le risposte e costruire un ragionamento proprio.

Cominciamo subito con un piccolo esperimento.

Prendete un breve testo che avete appena studiato o preparato, con o senza AI. Mettetelo da parte e provate a rispondere: qual è l’idea centrale? Quale esempio la sostiene? Su quale punto avreste un dubbio?

Se siete studenti, provate a spiegarlo con parole vostre. Se siete docenti, potete proporre queste domande come breve attività in classe. Senza account, senza software, senza caricare documenti.

Non è una prova per scoprire chi ha copiato. Serve a individuare un passaggio da riprendere: quello che, leggendo un testo scorrevole, poteva sembrarci chiaro.

È questo il rapporto con la tecnologia che vorrei esplorare insieme a voi: un aiuto da usare con criterio, non qualcuno a cui consegnare il nostro giudizio.

Da Catanzaro al resto della Calabria, vorrei che questa rubrica diventasse anche uno spazio per le domande di professori e ragazzi. Non soltanto esempi costruiti a tavolino, come quello iniziale, ma esperienze da ascoltare e discutere.

Torniamo allora a quella pagina su Manzoni. Interrogare lo studente dopo la consegna è una possibilità. Ma forse possiamo intervenire prima, cambiando la richiesta.

Si può assegnare un compito in cui l’AI sia ammessa, ma copiare la sua risposta non basti?

Nella prossima uscita vedremo come trasformare una normale consegna in tre richieste concrete, per rendere visibile anche il lavoro dello studente.

*Imprenditore e Founder & CEO di Sagitter Training. Da anni lavora nel mondo dell’educazione internazionale e oggi dedica una parte crescente della sua attività all’uso pratico e responsabile dell’intelligenza artificiale nella scuola, con particolare attenzione a docenti, studenti e competenze future

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