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Uscire dalla spirale energetica negativa

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    Se reagiamo quotidianamente alle vita adottando “malsane abitudini” (lotta o fuga-si veda articolo precedente “Ingombri mentali ed emozionali”) la nostra frequenza energetica non potrà che essere bassa, rischiando di attirare altre circostanze caratterizzate da bassa vibrazione (cioè altra negatività) e rimanendo invischiati in una spirale negativa.

     Facciamo un esempio: Maria deve sostenere un colloquio di lavoro. Entra nella sala dove la attendono coloro che valuteranno la sua candidatura. Appena inizia a presentarsi e parlare della sua esperienza lavorativa nota che una persona bisbiglia qualcosa all’orecchio della persona accanto con un’espressione in volto che pare maliziosa. Maria inizia a sentirsi giudicata e a disagio e a chiedersi cosa non vada in lei. Inizia a balbettare, confondersi, le sembra di essere finita in una vasca di squali. Torna a casa e per il resto della giornata si sente nervosa, non riesce a concentrasi. La notte non riesce a dormire immaginando chissà quali critiche le avranno mosso i suoi valutatori al colloquio. La mente comincia vorticosamente a pensare al passato, a tutti gli episodi in cui era stata maltrattata e immagina un futuro in cui non riuscirà a superare nessun colloquio di lavoro, e dovrà accontentarsi di un lavoro pessimo e mal pagato. Dopo giorni di questa negatività Maria viene colpita da un’influenza che non vuole passare e la costringe a casa, peggiorando la sua ansia per le difficoltà economiche e la sua depressione..

    Questa storia suona familiare? Non a caso c’è un detto che dice “le disgrazie non vengono mai sole”. E questo detto altro non è se non il modo in cui l’antica saggezza popolare  esprime il concetto per cui la negatività attira altra negatività. Vari sono i modi in cui si finisce per rimanere bloccati in questa spirale negativa. Eccone alcuni.

    1. E’ finito un ciclo della vostra vita, ma non ve ne siete ancora resi conto e non lo avete abbandonato. Avete sviluppato nuove capacità, appreso delle lezioni dalla vita ed è ora di passare ad una nuova vita, un nuovo ciclo e se  non lo farete voi, la vita lo farà al vostro posto, come successo a Maria;
    2. Lamentate che quello che avete non è quello che desideravate. La vita che vivete scaturisce dal tipo di pensieri ed emozioni che avete coltivato e le esperienze difficili esistono per ricordarvelo. Chiedetevi quali pensieri ed abitudini hanno prodotto questi risultati. Protestando e lamentandovi non fate che bloccare il vostro percorso di crescita.
    3. Un’esperienza vi riporta alla memoria una precedente esperienza negativa. Nell’episodio di Maria, l’essersi sentita giudicata ha attivato in lei un simile ricordo del passato e ha fatto nascere in lei la paura che come in passato sarebbe andato tutto in modo catastrofico. Al contrario quando la vita scatena un ricordo di sofferenza, invece di paralizzarsi o pensare al peggio, lasciate che affiori il senso di questa esperienza, la lezione che dovete trarre. Perché ricordate che quando non imparate la lezione che la vita vi presenta, tale prova tornerà a sfidarvi. Ecco perché talvolta vi sembra che vi ricapitino sempre le stesse situazioni. In effetti è così: dovrete “sbatterci” finché non ne trarrete la lezione, che vi porterà ad un livello di crescita superiore.
    4. Parlate spesso di ciò che non è ancora accaduto, di ciò che potrebbe non accadere mai, di ciò che non vi piace, di ciò che non fate e non siete. Per esempio, quando dite “Non sono intelligente” l’attenzione della vostra mente è focalizzata su ciò che non siete.  Lo stesso accade quando dite “vorrei avere più amici, ma non so come”. In questo modo invece di essere concentrati su ciò che volete o siete, vi concentrate sul nulla. La mente non è in grado di capire il concetto di negatività e di inesistenza, e intanto voi rimanete bloccati.
    5. Concentrate la vostra mente e la vostra energia nella vita di altri, in altri luoghi o in altri tempi o realtà fittizie. Invece di concentrarvi su di voi, vi focalizzate sulla vita di altri (vera o fittizia, per esempio quella degli amici o quella televisiva dei personaggi di soap opera e serie tv). Oppure invece di stare nel qui e ora, dedicate il vostro tempo e i vostri pensieri al passato (che non c’è più) o al futuro (che ancora non è). E quindi non siete presenti a voi stessi. Il presente si chiama così perché è un dono, ed è su questo che occorre concentrarsi. Quello che in passato ha funzionato non necessariamente funziona per situazioni di oggi. Inoltre, quello che va bene per la vita di un’altra persona, non significa che vada bene anche per voi. Se non vi concentrate sulla vostra vita e il vostro corpo nel qui e ora  rischiate di restare bloccati nella vostra crescita.
    6. Siete troppo attaccati alle vostre abitudini, convinzioni, schemi, definizioni, identità. Quando ciò accade siete intrappolati in uno schema di “trattenimento”. Forse trattenete le vostre credenze o i beni materiali per sentirvi sicuri. Forse vi trattenete dall’esprimere veramente voi stessi o dal cambiare. Questa modalità, quando si aggrava, può far scaturire ossessioni e fissazioni e comunque vi mantiene bloccati nella negatività, quando al contrario dovreste “aprirvi” e “lasciar andare”, condividere con gli altri, confrontarvi. Quindi tenete d’occhio questi “attaccamenti”, lasciateli andare e rinnovatevi! Se, per esempio, vi state aggrappando ad un amore ormai finito perché temete la solitudine, fatevi una vita e sviluppate nuovi interessi. Tendete a classificare persone in base alla prima impressione e ad etichettare le vostre esperienze fissando troppo in fretta i significati dicendo “questa cosa è così”? Sbagliato, cercate invece di comprendere, di aprirvi a nuovi significati ed ipotesi. Raramente è una sola causa a scatenare un effetto, mentre talvolta per semplificare pensiamo sia così. E’ una specie di “economia della mente” o “pigrizia mentale”.

     

    Come uscire dalla situazione in cui siete bloccati? Più vi esaurite per troppa negatività e conflitti, minore è l’energia che vi resta per voi stessi e per uscire dalla spirale negativa.

    Quando vi sentite bloccati ricordate che la vita è sempre in movimento, come un’onda. Le onde hanno alti e bassi. Forse il blocco non è che l’indicazione di una svolta imminente nella vostra vita. Niente si ferma mai davvero. Quindi, prima di tutto immaginate che la vostra mente sia un muscolo e rilassatelo.  Per uscire dalla negatività non serve la forza di volontà, ma si tratta di scegliere e le scelte possibili sono solo due:

    1. sentirsi positivi, amorevoli, fiduciosi e connessi alla vita;
    2. sentirsi contratti, spaventati, soli e isolati pensando di poter contare solo sulle vostre forze.

    Inoltre è importante riconoscere gli alti e bassi delle onde della vita. Questo vuol dire che, per esempio, una situazione apparentemente negativa è in realtà ciò di cui si ha bisogno. Talvolta la svolta arriva quando ci si  rende conto dei doni che vi sono stati dati e delle lezioni che avete potuto apprendere grazie alla situazione “negativa”. Quindi gratitudine e ottimismo sono preziosi alleati in questi momenti di blocco che aiutano a passare da una fase ad un’altra. A questo proposito torna utile la storia di Cristina che segue.

    Da lavoratrice indipendente una volta pensavo di essere sfortunata, con momenti alti e bassi in cui la vita mi puniva. Poi ho capito qual’era il senso da cogliere. Se ad esempio avevo molto da lavorare e incontravo clienti esigenti, e questo per me era un problema, la verità è che ero pronta a passare in una fase diversa, con più tempo per me, per riflettere, creare e concretizzare nuove idee. A quel punto il lavoro diminuiva e io avevo il tempo che mi serviva. Se cominciavo a lamentarmi questa parentesi di poco lavoro si allungava. Se ringraziavo per quel tempo utilizzabile in modo diverso ma fruttuoso, dopo poco si presentavano le opportunità di cui avevo bisogno.

    Quindi una situazione apparentemente negativa significa in realtà ricevere ciò di cui si ha bisogno. Pertanto occorre sentirsi grati. Ed è quest’ottica che consente di crescere e passare alla fase successiva.

    Anche elevare la frequenza vi libera dalle vibrazioni negative. Potete farlo anche soltanto sorridendo o immaginando una specie di termometro della vostra energia che sale di alcune tacche. Oppure potete immaginare o ricordare qualcosa di piacevole. Anche l’ossigeno innalza la frequenza del corpo. Inoltre l’energia si muove più lentamente tra i muscoli contratti. Per cui rilassare il corpo e concentrarsi sul respiro profondo è un ottimo modo per cominciare ad innalzare la propria vibrazione. Ancora meglio se il respiro non si limita solo al torace ma si estende all’addome.

    Questi, pertanto, gli strumenti di oggi per compiere un altro passo verso la realizzazione del nostro vero Sé.

    Il vostro passato non è il vostro potenziale. In qualsiasi momento potete decidere di liberare il futuro..Alla fin fine noi sappiamo, nel profondo, che l’altra faccia di ogni paura è la libertà.

    M. Ferguson

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