Le rubriche di Catanzaro Informa - Be Happy

I pensieri si trasformano in esperienza

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    Nel precedente articolo “L’abitudine di essere te” abbiamo citato i grandi della storia come Gandhi, Martin Luther King, Marie Curie. Come hanno potuto realizzare i loro sogni così lontani dalla realtà che vivevano? E’ possibile che le loro idee si siano sviluppate nelle fucine delle loro menti a tal punto che per il loro cervello fu come se fossero già diventate realtà?

    La neuroscienza (scienza che studia il cervello) ha dimostrato che possiamo cambiare il nostro cervello, e quindi i comportamenti, gli atteggiamenti e le convinzioni, semplicemente pensando in modo diverso. Attraverso prove che prevedono di immaginare ripetutamente un’azione, i circuiti del cervello si modificano, come se svolgessimo realmente quell’azione.  Questo avviene perché il cervello non riesce a distinguere bene ciò che è vividamente immaginato da ciò che è realmente vissuto.  Citiamo, a titolo di esempio, un esperimento in cui è stato chiesto ai partecipanti di svolgere esercizi mentali al pianoforte. Dovevano suonare per due ore al giorno muovendo una sola mano, senza mai però toccare i tasti del piano. Parallelamente un altro gruppo di partecipanti si allenava invece toccando i tasti. Tenete presente che ogni volta che apprendiamo nuove conoscenze o abilità, si creano nel cervello nuove connessioni cerebrali. Il risultato sorprendente, verificato con scansioni cerebrali, fu che nei due gruppi si erano attivati all’incirca lo stesso numero di circuiti cerebrali! Lo studio dimostra quindi che possiamo cambiare il cervello semplicemente con il pensiero.  Si è creata una realtà (nella mente) semplicemente immaginandola. E’ come se il cervello anticipasse il futuro, perché i soggetti sanno suonare il piano prima ancora di usarlo nell’esperienza fisica materiale. 

    Ecco quindi come le prove mentali diventano un importante strumento per cambiare l’abitudine di essere te stesso (per esempio l’abitudine di essere pessimista, o di fumare ecc.) Se pensiamo ripetutamente a qualcosa in modo concentrato e determinato, ci sarà un momento in cui il pensiero diventerà realtà (nella nostra mente).  Se applichiamo lo stesso procedimento delle prove mentali a qualsiasi altra cosa che vogliamo fare, possiamo cambiare il nostro cervello prima ancora che sia la realtà esterna a cambiarlo.  Se riesci a influenzare il cervello affinchè cambi prima di vivere l’evento desiderato futuro, crei i circuiti neurali adatti che ti permetteranno di comportarti in armonia con la tua intenzione prima che diventi realtà nella tua vita.  Provando e riprovando creerai i circuiti neurali necessari per prepararti fisicamente al nuovo evento, che è ciò che desideri.  Sarà come se si installasse un nuovo “programma”, che può essere un comportamento, un’abitudine  o uno stato emotivo, che inizierà a funzionare spontaneamente, in automatico.  Ti sei preparato a “gestire la sfida” del cambiamento.  Così, quando arriverà il momento in cui dovrai fronteggiare le circostanze ambientali avverse, potrai già essere pronto a pensare e ad agire mosso da convinzioni forti ed incrollabili, e sarà facile quindi mettere in atto un nuovo modi di essere o di fare.  Allora non cominci forse a credere in un futuro che non puoi ancora sperimentare con i sensi? Il tuo cervello è diventato una vera e propria mappa per il futuro e non un semplice registratore del passato.

    Questa tecnica delle prove mentali è usata, a titolo di esempio, per assimilare nuove abitudini come smettere di fumare, mangiare cibi sani, adottare uno stile di vita salutare. Provando e riprovando a creare l’immagine di noi che ci sentiamo nauseati dalle sigarette, arriverà il giorno in cui questo accadrà davvero. Stessa cosa avviene per l’alimentazione. Volete perdere peso e mangiare meglio? Allenatevi a vedervi più magri e desiderosi dei cibi che vi vanno sentire bene. E ricordate che ingredienti fondamentali sono la costanza, la determinazione e la concentrazione. Se le nostre immagini, inoltre, non sono davvero vivide e sentite, con tutto il corredo di emozioni positive collegate (soddisfazione, gioia, senso di benessere), allora non otterremo alcun risultato. Ciò vuol dire che, ad esempio che se visualizziamo noi stessi mentre ci alimentiamo di cose sane, dobbiamo sentire davvero tutte le emozioni suscitate da queste azioni, tra cui benessere, gioia, allegria. E’ come se dovessimo colorare la scena che immaginiamo con i colori delle emozioni, come se li vivessimo nella realtà fisica. E così le anticiperemo. Altrimenti la scena sarà come in bianco e nero e quindi non realistica e non coinvolgente. Anche se sarebbe certamente più facile, rapido e proficuo farsi aiutare da un esperto in materia, possiamo cimentarci da soli con piccoli “esperimenti personali”.

     Dunque chi si cimenta con la sfida?

     

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