Le rubriche di Catanzaro Informa - Be Happy

Se tu ti ascoltassi…

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    Non siete mai tanto essenzialmente, profondamente voi stessi come quando vi trovate nel silenzio

     

    Dove si dirige la vostra attenzione? Dentro o fuori di voi? Se rispondete a questa domanda considerando come trascorrono quotidianamente le giornate, la risposta quasi scontata sarà che dirigete la vostra attenzione fuori di voi.  Gli impegni quotidiani attirano l’ attenzione verso il lavoro, la famiglia, gli amici, la casa, i problemi da risolvere, i vicini che disturbano, il cane da portare a spasso o verso le cose che vi interessano, lo shopping, le vacanze da organizzare, le uscite con gli amici, le letture. E voi? Quando rivolgete l’attenzione a voi? E qui non mi riferisco all’aspetto esteriore, ma alla parte profonda, il vero sé, l’essenza, l’anima, lo  spirito.  Spesso non vi ascoltate per nulla e per questo a volte il vostro corpo con i suoi malesseri si trasforma in una trasmittente che lancia segnali, a volte urla la sofferenza dell’anima. E’ la vostra parte più profonda che invia messaggi per generare in voi un cambiamento evolutivo che possa portarvi ad un nuovo livello di consapevolezza di voi stessi.

    Mantenersi in salute significa mantenere le proprie energie libere di scorrere, anche utilizzando le risorse interiori. La vera cura è dunque l’ascolto di sè stessi e questo nasce dall’ascolto del corpo. Il modo migliore per ascoltarsi è fare il silenzio dentro e intorno a sé, che è proprio quello che fa in modo eccellente la meditazione, per esempio con il Sahaja Yoga, che ci rende silenziosi e fa tacere i pensieri.

    Dell’ascolto di sé e del proprio corpo possiamo fare un uso ancora più sottile, lasciando emergere una risorsa interiore stupefacente e sopita.

    L’ascolto interiore, infatti, sviluppa la sensitività, che è la capacità di discernere sensazioni e percezioni fisiche ed emozionali. Tale risorsa se allenata e intensificata può consentire di raccogliere informazioni non verbali tramite i sensi e variazioni pressoché impercettibili di espansione, contrazione, movimento del vostro corpo e vibrazioni.  

    Quindi allenatevi e provate a “sentire dentro” tutto ciò che notate e constatate la reazione del vostro corpo. Per esempio notate l’albero fuori dalla finestra, sentitelo, provate a espandervi e a sentire dentro di esso.  Qualsiasi cosa a cui dedichiate attenzione e tempo per sentire dentro rivela qualcosa di sé. Sentendo dentro il mondo attorno a voi, vi sentite più collegati a ogni cosa. E succede anche qualcosa di molto interessante. Il vostro corpo, infatti, è come un diapason e cambia facilmente la risonanza per adattarsi a quanto si trova nell’ambiente immediatamente circostante. Ad esempio quando vi trovate in presenza di una persona animata, potreste anche voi sentirvi infervorati, in quanto il vostro corpo si sintonizza sullo stato vibratorio dell’altro. Quando poi tornate a “centrarvi”, cioè porre l’attenzione sulle vostre vibrazioni interiori, il vostro corpo è in grado di confrontarle con lo stato animato di prima, decifrando di cosa si tratta: se l’agitazione di una persona che necessita di cure o una nuova grande idea di una persona ispirata.  

    Potreste ricevere informazioni vibrazionali senza rendervene conto.  Per esempio potreste sentirvi in ansia senza un motivo. Ricentrandovi vi accorgete che quest’ansia è nata quando in mattinata avete percorso il tragitto da casa a lavoro e la gente per strada era particolarmente agitata.  Dato che non vi riguarda potete lasciar andare questa informazione e scaricarla via. Quindi quando utilizzate la vostra sensitività consapevole è importante restare centrati e prendere l’abitudine di monitorare quello che accade ponendovi le seguenti domande: “cosa sto notando? Che cosa so già a questo proposito? Questa informazione che sto cogliendo è utile per me in questo momento?”

    Ciò a cui presterete attenzione vi fornirà una miriade di dati e saprete a cosa dire si o no a seconda di quanto vi sentite a vostro agio.  A quel punto potrete usare la mente per mettere in pratica le informazioni ricevute.  E se avete delle grosse decisioni da prendere che vi portano ansia, non balzate alle conclusioni. Fate un passo alla volta. Il primo passo verso una grande decisione è una piccola decisione. Esercitatevi a sentire se per uscire volete indossare i jeans o un pantalone casual, camicia o maglia. Osservate in che modo vi fa sentire ciascuna scelta e qual è la sensazione che meglio si armonizza con la vostra energia, quella che avvertite quando siete centrati.  All’inizio i vostri sforzi di attenzione sembreranno non dare risultati. Poi un giorno si accenderà una luce..

    Questa è per voi un’esperienza diretta, con cui si avverte e percepisce senza il commento della mente. Raccoglierete impressioni e sensazioni che possono sembrare semplicistiche ma che in realtà sono cariche di significato. Ad esempio, immaginate di sostenere tre colloqui di lavoro in tre aziende diverse. Il vostro corpo reagisce al primo colloquio sentendo freddo, al secondo sentendosi insonnolito, mentre durante il terzo sentite profumo di fiori e parlate con insolita fluidità. Inoltre, uscendo dall’edificio sentite un po’ di tristezza. Quale scelta è la migliore? Intuitivamente propendete per la terza perché per voi più naturale e in linea con voi. Potrebbero essere necessarie altre informazioni per scegliere bene, ma il vostro corpo vi ha già dato una dritta.

    Come talvolta si sente dire, la mente mente. Il vostro corpo, invece, reagisce e fornisce informazioni. Il vostro corpo non mente.  Inoltre quando la mente non parla, entra in azione il cuore, con la sua sensibilità e le sue infinite risorse.  Il cuore non pensa. Quindi quando siete nel cuore, non pensate.  Potreste capire, senza nessuna ragione apparente, di cosa ha bisogno qualcuno prima ancora che ne abbia bisogno, o che è il momento di cambiare abitudini alimentari o di impegnarsi in un’attività fisica o che un amico è triste e ha bisogno di compagnia. Imparando a fondervi consapevolmente con persone e cose allentate la presa del vostro Io, spesso ingombrante. Ampliate la vostra identità e cominciate a sentire la realtà delle cose, cioè che siamo tutt’uno. Non c’è nessuna separazione. La separatezza è parto della mente. Alla fine vi sentirete così connessi con la vita che comincerete ad avere sentore della coscienza collettiva e il senso di comunità, concetti che approfondiremo in un altro articolo.

    L’invito, pertanto, è ad allenarvi a “sentire dentro”. Buon allenamento.

     

     

    Quando si cominciano ad usare sensi che erano stati trascurati, il premio consiste nel vedere il mondo con occhi completamente nuovi.

    B.Sher

     

     


     

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