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Le rubriche di Catanzaro Informa - Be Happy

I sei cappelli “pensanti”

Pensare non è una scusa per non agire: è un modo di agire per pensare meglio.

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    Pensare e decidere sono attività quotidiane che compiamo migliaia di volte al giorno. Che succederebbe se il tuo pensiero e le tue decisioni fossero migliori di oggi? Se riuscissi facilmente ad uscire dalla confusione del pensiero e prendessi decisioni qualitativamente migliori? Non avrebbe forse un impatto sulla tua qualità di vita?

    E’ quello che voglio aiutarti a fare introducendoti al tema di oggi: i sei cappelli per pensare.

    La maggiore difficoltà che si incontra nel pensare è la confusione. Per uscire dalla confusione occorre che impari a dirigere il tuo pensiero come fa un direttore d’orchestra.

    I sei cappelli per pensare servono per rafforzare l’intenzione di dirigere il pensiero efficacemente.

    Hai presente gli attori? Occorre imitarli. Sai che molti attori nella vita reale sono timidi? Quando recitano invece sembra non lo siano affatto. Hai mai provato a recitare una parte? Sappi che quanto reciti una parte, come fa l’attore, ti immergi così tanto da essere il ruolo che reciti. Con la tecnica dei sei cappelli per pensare fai proprio questo. Indossando un cappello di un dato colore reciti la parte di quel cappello. I ruoli sono sei.

    Non ti è chiaro? Passando alla pratica sarà semplice.

    Questa tecnica si applica sia a decisioni individuali che in gruppo.

    Ogni colore rappresenta una parte da recitare. Indossare il cappello aiuta te che hai una decisione da prendere e aiuta anche chi è coinvolto con te nel processo decisionale.

    Il colore di ciascun cappello è legato alla sua funzione

    • Il cappello bianco: il bianco è il colore della neutralità ed oggettività. Riguarda fatti e dati oggettivi.
    • Il cappello rosso: fornisce il punto di vista emotivo. Rosso è il colore delle emozioni.
    • Il cappello nero: il nero rappresenta le negatività, quindi gli aspetti contrari, gli svantaggi.
    • Il cappello giallo: il giallo rappresenta solarità e positività, quindi gli aspetti positivi, i vantaggi.
    • Il cappello verde: il verde rappresenta l’erba che cresce fertile e abbondante, quindi creatività e nuove idee.
    • Il cappello blu: rappresenta il colore del cielo che è sopra tutto. Quindi riguarda il controllo del processo, l’organizzazione e l’uso degli altri cappelli

     

    i sei cappelli

    Per entrare nella parte del cappello bianco, occorre:

    • Pensare come un computer
    • Riferire i fatti in modo neutro ed oggettivo
    • Parlare dei fatti. No alle interpretazioni

     

     

    Quindi, se si tratta di prendere una decisione in gruppo, si possono invitare i presenti a “indossare il cappello bianco” e riferire solo dati oggettivi.

    Se devi prendere una decisione individuale, con carta e penna alla mano, scriverai i dati oggettivi: fatti e cifre.

    A cosa fare attenzione quando indossi il cappello bianco? Chiediti se quelli che riferisci

    • sono fatti o ipotesi?
    • sono dati oggettivi o convinzioni personali/comuni?

    Col cappello bianco non sono ammesse opinioni personali. Ognuno porta un pezzetto di dati per costruire una mappa della situazione.

     

    Puoi essere tu a indossare il cappello bianco o chiederlo ai presenti coinvolti nella situazione da valutare e nella decisione da prendere.

     

     

    Cappello rosso

    E’ il contrario del bianco.

    Serve per far entrare le emozioni, i sentimenti, le intuizioni, ogni aspetto non razionale del pensiero. Questo è necessario, altrimenti rimangono nello sfondo ed esercitano un’influenza nascosta.

    Col cappello rosso si recita la parte del pensatore emotivo che parla in termini di emozioni, istinto, sensazioni, presentimenti, intuizioni, senza doverli giustificare.

    Le emozioni possono influenzare il pensiero in due modi:

    1. mediante uno sfondo emotivo fatto di paura, rabbia, odio, sospetto, gelosia, amore ecc. che condiziona le percezioni. Scopo del cappello rosso è di renderlo visibile;
    2. mediante le emozioni create da una percezione o sensazione iniziale (per es. sentirsi offesi da una persona condiziona l’opinione che ne hai e il giudizio su ciò che fa o dice);

     

     

    Le emozioni possono essere modificate col pensiero. La diversa percezione di una cosa può trasformare le emozioni ad essa legate. Quindi se occorre si può intervenire in questo senso. Pensiamo ad esempio ad un’espressione del tipo “non vederla come una sconfitta, ma come un’esperienza che ti ha insegnato cosa cambiare per la prossima volta”.

    Può anche essere utile cambiare “sfondo emotivo” per vedere come cambia il modo di pensare. Per esempio con una frase di questo tipo “stiamo trattando in un clima di sospetto, proviamo invece a immaginare come cambierebbe il nostro modo di pensare se ci fidassimo gli uni degli altri”.

     

    Cappello nero

    E’ quello dell’avvocato del diavolo: la negatività regna sovrana.

    Con questo cappello devi fornire ragioni logiche per cui una cosa è destinata a fallire. L’accento è sui difetti, su ciò che non va. Il vantaggio del cappello nero è che limita la negatività, perché quando lo togli o inviti a toglierlo, devi uscire dal canale della negatività.

    Col cappello nero i fatti esposti col cappello bianco vengono messi alla prova. Le domande che pone sono: i fatti sono esatti? Sono rilevanti?

    Altro vantaggio del cappello nero è che le obiezioni trovano spazio tutte in una volta, invece di interrompere in più occasioni ragionamenti e discussioni.

    Chi indossa il cappello nero sta comunicando il seguente messaggio: la mia opinione è negativa. Sta a voi convincermi del contrario. In questo modo si continua a costruire la mappa che serve per prendere la decisione.

    Per fare buon uso del cappello nero occorre far tesoro di alcuni avvertimenti:

    • criticare in negativo è molto facile ed essere pessimisti è anche divertente, visto che dimostrare che qualcuno ha torto procura soddisfazione.
    • attaccare un’idea dà un senso di superiorità, mentre accettare un’idea ci fa sentire in un certo senso inferiori.

    Pertanto, il rischio che si corre è di indulgere nell’indossare il cappello nero.

    C’è anche una ragione evolutiva per cui siamo più propensi al pessimismo: ci protegge da errori, rischi e pericoli.

    Inoltre fai attenzione: sono molti i pensieri da cappello rosso che si mascherano da cappello nero.

    Ricorda che il cappello nero non serve per risolvere problemi, ma per metterli in luce. Per questo il modo migliore di usare questo cappello è verificare la realizzabilità di un’idea e in secondo luogo la migliorabilità.

     

    Cappello giallo

    Giallo sta per solarità, ottimismo, positività.

    E’ esattamente il contrario del cappello nero.

    L’ottimismo è il desiderio che le cose accadano, atteggiamento caratteristico delle persone di successo.

    Col cappello giallo porti l’attenzione sugli aspetti positivi di una situazione, sulla ricerca dei vantaggi.

    A volte la ricerca può essere infruttuosa. Riesce chi è convinto di riuscire.

    Prima il cappello giallo o prima il cappello nero? Iniziare col cappello nero tende a distruggere la spinta alla ricerca dei lati positivi. Quindi è  bene anteporre il cappello giallo.

    I suggerimenti ottimistici contribuiscono a comporre la mappa e vanno anch’essi valutati in base al grado di verosimiglianza. Ecco una semplice scala:

    • dimostrato
    • molto probabile
    • con buone probabilità
    • con il 50% di probabilità
    • possibile
    • con possibilità remote e incerte

     

    Per quanto incerto, un aspetto positivo va segnato nella mappa. Poi nel valutarlo si può sempre decidere di rifiutarlo, ma se non è nella mappa che disegni non puoi valutarlo.

    Un giudizio positivo può basarsi sull’esperienza, su informazioni disponibili, su indizi, tendenze, congetture. Un’impressione favorevole non è espressione del cappello giallo, bensì del cappello rosso, se è priva di ragioni motivanti. Per cui il cappello giallo deve darsi da fare per cercare quante più ragioni possibili a sostegno della sua dichiarazione di ottimismo.

    Quindi qual è il modo di procedere? Prima si trovano i vantaggi e poi si cercano le ragioni a sostegno.

    Il cappello giallo ha anche una funzione costruttiva, di creazione di proposte e poi, sempre col cappello giallo, si possono sviluppare e migliorare. Cerca opportunità.

    Tuttavia non è suo compito creare idee nuove. Potrebbe fare proposte con l’applicazione efficace di idee vecchie.

    Per es. col cappello giallo potresti dire “il bicchiere non è mezzo vuoto, è mezzo pieno”.

    Il pensiero col cappello giallo individua delle opportunità e lascia al pensiero col cappello verde il compito di trovare nuovi mezzi per tradurle in pratica.

     

    Cappello verde

    Verde è il colore della fertilità, della crescita, delle piante che si sviluppano.

    La sua funzione è quella di produrre nuove idee e nuovi modi di vedere le cose. Obiettivo è il cambiamento, il miglioramento.

    Il pensiero creativo può richiedere di formulare, anche provocatoriamente, idee illogiche. Si fa la parte del buffone o pagliaccio per stimolare la produzione di nuove idee che, come semi delicati, vanno protetti.

    Noterai che più adotti intenzionalmente il pensiero creativo, più la produzione di idee aumenta.

    Più tempo dedichi alla ricerca di alternative, più aumenta la probabilità di trovarle.

    Tieniti pronto, quando indossi il cappello verde, ad affrontare l’ignoto, i rischi. La creatività richiede “esperimenti mentali”. La volontà è importante e lo è anche il tempo dedicato a tentare.

    Obiettivo del cappello verde è creare movimento. Analogamente la bontà di un’idea è data dalla sua capacità di movimento. In questo senso la provocazione ha questa funzione, in quanto consente di fare un balzo fuori dagli schemi noti. Per esempio, chi indossa il cappello verde è autorizzato a formulare “idee folli” senza il giudizio negativo del cappello nero.

    A.A.A. A cosa fare attenzione quando indossi il cappello verde? Innanzitutto a non ricorrere a soluzioni/alternative ovvie. Tieni presente, inoltre, che la qualità di una decisione dipende in gran parte dalle alternative di cui dispone chi deve decidere.

    Cosa fare delle idee trovate? Il passo successivo è adattarle alle esigenze per cui sono nate. Poi sarebbe utile ricorrere al cappello giallo per la valutazione degli aspetti positivi e dei vantaggi. A seguire il cappello nero ed eventualmente quello bianco. La fase finale richiede di indossare il cappello rosso: l’idea ci piace abbastanza da spingerci a realizzarla? Senza entusiasmo è improbabile che un’idea possa avere successo.

     

    Il cappello blu

    Il blu è il simbolo del controllo, della supervisione, essendo il colore del cielo che tutto sovrasta.

    E’ il quadro di controllo. Col cappello blu si smette di pensare all’argomento in discussione. Questo cappello indica (a noi e agli altri) quale degli altri cinque cappelli va indossato. Stabilisce quando è il momento giusto per indossare ciascuno di essi.

    Questo cappello serve anche per la definizione corretta dell’obiettivo e a verificare che non ci si allontani da esso. Inoltre il cappello blu ha la funzione di valutare le priorità ed indicare eventuali vincoli.

    Il pensatore col cappello blu ha anche il compito di assicurare il rispetto delle regole e dirimere le controversie.

    Se l’argomento da trattare crea un particolare coinvolgimento emotivo la scelta migliore è cominciare col cappello rosso in modo da manifestare i sentimenti che emergono. Manifestandoli il pensatore se ne libera.

    Il cappello blu fa anche un quadro dei risultati emersi e si occupa delle conclusioni finali.

     

    Ecco che ora hai a disposizione 6 cappelli per pensare e chiarificare il pensiero, consentendoti di adottare un modo di pensare alla volta, invece di fare tutto insieme. In questo modo costruisci una mappa che ti permette di trovare il percorso adatto al tuo obiettivo decisionale. Se la mappa è fatta bene il percorso migliore sarà evidente. E’ il gioco del pensiero in cui ogni regola è un cappello colorato.

     

    Ora, ti è chiaro il ruolo prezioso di questo strumento dei sei cappelli? All’inizio potrà sembrarti artificioso, ma è proprio questo il suo ruolo: creare una strategia del pensiero a cui non sei abituato, perché nessuno ti ha insegnato che si può pensare efficacemente con i giusti strumenti. Ora hai l’occasione di distinguerti.

     

    Se vuoi fare la differenza seguimi e leggi i miei articoli in cui approfondiremo questo e altri strumenti.

     

    Tiziana Cumbo

    PsicoCoach dell’Armonia del sè

     

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