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La chimica per realizzare i sogni 

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    Ti senti insoddisfatto di quello che sei? Senti che ti manca qualcosa? Avverti che la realtà che ti circonda è artificiosa? Allora questo articolo è per te. Voglio stimolarti ad intraprendere il percorso che stavi cercando..

    Come realizzare i nostri sogni?  

    Ogni nostro sogno nasce e germoglia da un pensiero (pensiero seme). Affinché questo seme fiorisca nella nostra realtà ordinaria deve possedere delle qualità straordinarie e queste si possono riassumere in

    • assenza di dubbio
    • senso di gratitudine per il sogno che dentro di noi sappiamo si realizzerà

    Proprio come un seme va sotterrato nell’oscurità della terra, anche noi ci dobbiamo immergere nel buio. Infatti è importante praticare ad occhi chiusi, possibilmente una camera buia, cosi i neurotrasmettitori (sostanze chimiche prodotte dal sistema nervoso) nelle nostre sinapsi cerebrali mutano iniziando a crearsi i precursori di quelle che alcuni definiscono le molecole dell’illuminazione che aumentano il nostro stato di calma e focalizzazione. Ricordiamo, infatti, che il nostro cervello è un bio-computer.

    Se continuiamo la focalizzazione questi precursori chimici si trasformano in sostanze chimiche che abbassano la frequenza delle onde cerebrali e ne aumentano l’ampiezza cioè l’intensità dell’energia del pensiero e questo induce a potenziare la nostra capacità di modellamento della realtà che ha proprio inizio quando siamo completamente assorbiti nella contemplazione del nostro sogno\obiettivo e tutto il resto scompare. 

    Tale contemplazione dà origine ad un ologramma neurale (visualizzazione dell’immagine mentale) nel lobo frontale.

    Se vi è sufficiente persistenza temporale necessaria nella comunicazione tra i nostri 3 cervelli il nostro pensiero seme acquista sempre più forza in termini di flusso elettrico che si propaga dal lobo frontale. 

    Quindi dobbiamo stare in questo stato di quiete e rimanere focalizzati più tempo possibile.

    E’ qui che comincia la magia, che avviene se la mente addestrata riesce a tenere accesa la rete neurale nella contemplazione del sogno-obiettivo. Noi stessi diventiamo quell’immagine quell’obiettivo, diventiamo un tutt’uno con esso. Entriamo in completa armonia e sincronicità con quello che abbiamo dentro. Più teniamo la mente focalizzata sul nostro obiettivo senza pensare a nient’altro, più permanente diventa, vale a dire che diventa un programma inconscio attivo. 

    Dunque questa riprogrammazione neurale si trasforma in un’informazione neurochimicamente attiva inserita nell’inconscio, nel cervelletto e quando questa informazione viene stabilizzata permanentemente sotto forma di immagine mentale, ologramma, il cervelletto riverbera in onda magnetica tale pensiero che si propaga nell’ambiente.

    Già Platone diceva che le idee sono causa delle cose.

    Ciò che pensiamo determina ciò che siamo. 

    Lo sanno bene gli studiosi sociali che utilizzano gli strumenti come i mass media per manipolare il modo in cui le persone osservano la realtà, per condizionare lo stato di consapevolezza. Il risultato è il cosiddetto pensiero unico, in cui la massa percepisce una realtà preconfezionata e rimane in uno stato dormiente e inconsapevole, incantato.

    Così invece di avere un popolo di sognatori impossibili da controllare, hanno un popolo incantato in uno stato incosciente di sonno ipnotico senza senso critico rispetto alle informazioni che riceve per cui è manipolato per essere ubbidiente e questo conduce allo sfascio fisico, psichico e spirituale. Quindi siamo in uno stato di guerra informazionale, di plagio mentale.  Per cui è fondamentale avere le conoscenze tecniche che ci aiutano a proteggerci, a sognare in maniera efficace in questa realtà in cui siamo immersi.

    La buona notizia è che qui in occidente stanno emergendo gradualmente esperti, psicologi, medici, scienziati che stanno rendendo semplice questi concetti, li stanno diffondendo, stanno creando una forma mentis scientifica con cui spiegano il processo di modellamento delle realtà. Si veda per esempio la  legge di attrazione che semplifica questo concetto. Ci aiutano a sviluppare quegli strumenti che ci consentono di proteggerci dai burattinai, dalla tecnologia sempre più invasiva che mira a modificare la percezione della realtà 

    Un’altra buona notizie è che abbiamo a disposizione tante tecniche: 

    • La tecnica del cambiamento. Per esempio il fatto che una persona tende a essere molto routinaria, a fare sempre le stesse cose, é indicativo di quanto sia vittima della manipolazione, come un criceto che continua a girare nella ruota e poi torna nella gabbia. 
    • Auto osservazione. Necessarie ad aumentare la presenza mentale e renderci consapevoli che non siamo la nostra personalità ossia il programma mentale in cui ci hanno fatto credere ed identificare. È una tecnica buddista. Occorre osservarsi come se fossimo una terza persona, con occhi imparziali. La personalità è come un software, un programma che è stato installato da persone, esperienze, eventi.
    • Tecnica dell’ascoltatore. Occorre ascoltarsi, attivare registratore conscio, sentire quello che diciamo che in buona parte proviene dai software inconsci con cui ci hanno programmato. Se emettiamo  giudizi limitanti su noi  stessi e sugli altri (ad alta voce o nel dialogo interiore), questi si devono bloccare  e correggere portandoli nella direzione in cui vogliamo andare. Dobbiamo imparare a schermarci, usare senso critico, filtri che vadano nella giusta direzione, quella potenziante. Come quando abbiamo a che fare con persone che parlano sempre di cose negative e vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto. Queste sono pienamente nel programma stanno manifestando il programma inconscio automatico che è stato installato.

    Quando notiamo che i nostri pensieri vanno nella direzione di alimentare i nostri limiti, bisogna interrompere questo circolo vizioso. Dobbiamo spegnere la rete neurale coinvolta nella generazione dei pensieri negativi e accendere quella coinvolta nella creazione di pensieri positivi, dobbiamo uscire dalla programmazione neurolinguistica che subiamo continuamente e allontanarci dalle persone che sono plasmate da questa programmazione massiva che la società sta subendo.

    • Tecnica della camminata al buio e dei suoni bineurali. Tenere gli occhi chiusi e quindi il buio stimola la produzione di sostanze chimiche utili e i suoni binaurali stimolano la sincronizzazione bi-emisferica, a creare equilibrio tra l’emisfero destro e sinistro, cioè lavorano in parallelo, che è l’inizio dello stato di meditazione. In altre parole non sei in stato di meditazione fino a quando gli emisferi non sono sincronizzati. I suoni binaurali innescano la sincronizzazione dei due emisferi e stimolano l’induzione allo stato Alfa ,Theta e Delta.
    • Tecniche di visualizzazione e riprogrammazione per esempio per togliere ciò che non ci serve, rabbia, paura ecc. O tecniche di meditazione o per mantenere la focalizzazione. Utile la tecnica della candela, antichissima e proveniente dall’oriente. Osservare la fiamma acquieta la mente, focalizza l’attenzione e osservare la luminosità della fiamma crea una specifica neurochimica, specie se facciamo questo esercizio in penombra o buio. Infatti l’essere umano è molto sensibile alla luce e ai suoni. Gli occhi sono un prolungamento del cervello e della ghiandola pineale, che trasformano le stimolazioni visive in stimolazioni elettrochimiche funzionali a produrre le molecole che espandono la nostra mente. Nelle persone che meditano la produzione di questi neurotrasmettitori è più alta e ha effetti sulla salute e sulla nostra consapevolezza.

    Torniamo ora al processo di modellamento della nostra realtà. Come si procede? Ci sono dei passi da compiere.

    1. Il primo passo è non prendere mai troppo sul serio la realtà. Mai essere troppo coinvolti da persone, cose, eventi. Questo non significa che non dobbiamo vivere o che dobbiamo accontentarci di una vita tiepida, bensì che le basse emozioni non devono mai prendere il sopravvento, mai essere loro schiavi.

    Finché siamo legati alla risposta neurochimica delle basse emozioni saremo dei tossico-dipendenti anziché programmatori della realtà.

    Nello stato di serenità interiore, di amore incondizionato, siamo nello stato nativo, di libertà. Non a caso Siddharta nella via del Buddha insegnava il non attaccamento alle cose, che era il suo modo per aiutare le persone a disintossicarsi e riprogrammarle dai modelli sociali e i pattern emozionali che plasmano la realtà delle persone.

    Tutto ciò ci limita perché ci porta a dare più importanza a ciò che è fuori di noi piuttosto che ciò che è dentro di noi. Diamo a qualcosa di esterno il potere di condizionarci, di farci stare bene o male.  E dobbiamo abbandonare anche il nostro Ego, la nostra personalità e costruire la nostra individualità che era presente in stato embrionale quando eravamo bambini e che c’è stata tolta a seguito della programmazione mentale a cui siamo stati esposti in maniera sistematica.

    Se diamo troppa importanza alla realtà ogni piccolo fallimento può diventare un dramma esistenziale con cui non riusciamo a confrontarci se non con grave dispersione di energia, tempo, frustrazione, generando un’autostima debole quanto la nostra capacità di creare la realtà. Al contrario se non diamo troppa importanza alla realtà un errore viene considerato come una tappa del percorso che ci rende più saggi.  Serve maggiore distacco quando la vita non va a gonfie vele. I fallimenti o errori vanno considerati come appunti di viaggio per ricalibrare il nostro stato, anziché farci schiavizzare dalle emozioni che ci inducono alla commiserazione, disperazione o simili che depauperano le nostre riserve energetiche.

    1. Secondo passo.  Scegliere il proprio copione e diventare registi della nostra vita. Invece tendiamo a comportarci da attori. È tempo di riprendersi il potere in mano e non essere schiavi di giornali, esperti, influencer, guru e televisione.
    2. Terzo passo. Accumula energia mentale e gestiscila saggiamente. L’energia è la benzina con cui viaggia la nostra volontà.  Quindi è importante capire come crearla e accumularla. Si tratta per esempio di smettere di sprecare la nostra energia in pensieri futili, passatempi futili ecc. 
    3. Quarto passo. Perseverare nel sogno con passione. L’attitudine con cui lo facciamo è fondamentale. Stare più possibile in uno stato di entusiasmo e passione, questo è il segreto per vedere realizzati i propri obiettivi. Bruciare di passione per il sogno. È l’humus psichico-mentale su cui possiamo costruire qualcosa. Questo focus è importante sia quando siamo in meditazione che quando non lo siamo. Dobbiamo avere sempre accesa l’attenzione sull’obiettivo, senza perderci nei meandri della vita ordinaria e dobbiamo sentire di meritarci quello su cui ci siamo focalizzando, che ne siamo degni. 

    Qual è la giornata tipo di un buon programmatore?

    Ci sono momenti in cui è meglio lavorare per programmare, vale a dire quando siamo in uno stato Alfa, cioè in dormiveglia, quando stiamo per andare a dormire o quando ci siamo appena svegliati, vale a dire quando non ci sono ancora o sono cessati tutti quegli stimoli che creano caos e desincronizzazione. Quindi sfruttiamo questi momenti per visualizzare e focalizziamoci sul sogno. Consiglio di usare un piccolo film mentale o meglio ancora un simbolo che riassuma il sogno. Perché? perchè i simboli e le metafore sono una comunicazione diretta, scavalchiamo le parole e l’eventuale ambiguità delle parole.

    Per continuare spesso a lavorare sul pensiero seme, interrarlo nella terra del nostro inconscio e farlo fiorire, possiamo usare post-it, in questo modo facciamo una sorta di programmazione inconscia con un atto conscio che è quello di mettere il post-it sulla tv, sullo specchio in bagno, in auto, vicino al tavolo da pranzo. Così teniamo sempre accesa la rete neurale, più elettricità riceve il “pensiero seme” più diventano potenti, come l’acqua per le piante. Se c’è un continuo input che segnala, per esempio col simbolo, quanto ci teniamo al sogno, questa rete neurale viene alimentata e si struttura in maniera sempre più complessa e ramificata e quindi diventa più potente di altre che invece sono per noi dannose, per esempio la rete neurale della tristezza, della commiserazione o la rete neurale che deriva da ciò che ci hanno inculcato i nostri genitori, i nostri insegnanti, i nostri nonni che ci hanno fatto sentire come se non fossimo mai all’altezza di fare niente, incapaci, non meritevoli. Pertanto ogni momento è buono per innaffiare il pensiero seme. Più tempo passiamo a focalizzarci sul nostro sogno più alimentiamo queste nuove reti neurali. Più tempo passiamo a meditare più ci spostiamo verso le onde alfa che è lo stato neurologico legato ai nostri primi anni di vita. I bimbi sono quasi sempre in stato theta e Alfa. E allora torniamo bimbi a livello neuronale! Quando invece siamo in stato Beta siamo mossi da schemi-programmi che ci hanno inculcato. Non siamo noi, siamo come robot che agiscono programmi. Quanto più siano in stato Alfa tanto più sentiamo il bisogno di tornare in questo stato. Perché? Perché stimola la produzione di sostanze benefiche come la dopamina, la serotonina e il sistema immunitario diventa più potente. Le persone che meditano, e quindi vivono a lungo in stato Alfa, sono anche più capaci di resistere agli influssi di stimoli subliminali, sono più se stessi e quindi più forti, più nel loro potere personale. 

    Abbiamo suggerito un bel po’ di cose da fare. Dobbiamo farle tutte? L’importante è ricordare di farne almeno qualcuna più volte al giorno, la costanza premia. 

    E se interferiscono emozioni o pensieri disturbanti? Per prima cosa è utile diventare coscienti del processo neuro chimico che si sta generando. Il pensiero genera emozioni e le emozioni scatenano una produzione chimica e una rete neurale che si potenzia. Congeliamolo e risaliamo all’input ambientale che lo ha generato. Dopodiché spostiamoci di rete neurale. Riportate il pensiero sul sogno, il simbolo, il film (che dovrà essere molto essenziale). Occorre rimpiazzare il negativo con qualcosa di positivo.

    Per chi ha difficoltà a farlo, c’è la tecnica del Sorriso del Buddha. Siete tristi? Vi viene da piangere? Sorridete. Questa risposta motoria è neurologicamente collegata a quelle aree del cervello collegate a ricordi di eventi, cose, persone positivi che vi fan stare bene. Così vi spostate su queste altre reti neurali e un po’ alla volta le reti neurali che vi facevano sentire a disagio smettono di produrre quelle sostanze chimiche che a loro volta danno malessere e quindi è come se li privassimo degli alimenti.

    Se anche tu vuoi uscire dall’artificiosità della realtà che ti hanno costruito intorno intraprendi il percorso che stavi cercando per svelare ciò che sei veramente e segui i prossimi articoli. 

    Tiziana Cumbo

    Psicocoach dell’Armonia del Sé

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