Le rubriche di Catanzaro Informa - Contrappunti

I 50 anni del Ponte, tra memoria e futuro

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    In un momento storico alquanto grigio della sua storia, Catanzaro riscopre immagini e visioni di quello che è, da 50 anni a questa parte, il suo simbolo indiscusso: il Ponte Morandi.

    A promuovere la riscoperta della straordinaria storia di questo colosso, segno di una inaudita capacità di visione e di progettazione urbanistica prima ancora che ingegneristica, non è un’istituzione, ma un “comitato spontaneo”: una sorta di crociata dei volenterosi, degli amanti appassionati della storia di questa città, che non si rassegnano a vederla inesorabilmente sfiorire nell’anonimato di una politica incapace di prospettive.

    Attraversare le immagini della mostra, allestita presso il MARCA, seguire le emozionanti interviste raccolte nel video di presentazione dell’evento, non può che dimostrarsi, per noi catanzaresi, un momento davvero particolarmente intenso, di nostalgia e di riappropriazione del proprio vissuto. Bisogna essere davvero grati a questi volenterosi, che sotto la regia di Nicola Chiriano e Davide Lamanna, hanno saputo costruire, con sacrificio e dedizione e senza alcun tornaconto (cosa davvero assai rara di questi tempi….) questa occasione essenziale per riscoprirsi cittadini di una città coraggiosa, visionaria, capace di grandi slanci nel vuoto… spesso anche dai tragici risvolti. Sarebbe importante e doveroso infatti, riappropriarsi della storia del Ponte, e della nostra città con esso, attraversando anche le tristi memorie di quanti, da quel viadotto mozzafiato hanno osato il tragico gesto dell’ultimo salto. Di quanti, in qualche modo, sono stati fermati e dissuasi, e di chi, purtroppo, è stato lasciato solo, fino alla fine.

    Ci aspettiamo quindi che molti altri, istituzioni, imprese, associazioni, colgano immediatamente l’opportunità offerta a tutti noi di contribuire a scrivere e riscrivere le pagine troppo spesso dimenticate di questa nostra storia. Ne verrebbe fuori un laboratorio di idee e di memorie, un libro aperto pieno di storie e di visioni, capace di rilanciare in avanti l’idea di una città.

    Sarebbe un modo per ritessere i fili dilaniati di un tessuto sociale e civile che potrebbe forse ancora, nonostante tutto, dimostrarsi capace di grandi opere, di audaci imprese: di tracciare ancora linee che attraversano distanze, costruiscono ponti, immaginando un altro futuro possibile.

     

     

     

    Massimo Iiritano

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