Le rubriche di Catanzaro Informa - Contrappunti

Il turismo insostenibile

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    Contrappunti estivi su una stagione mai veramente iniziata, e già finita.

    Rubo il titolo agli amici di “ereticamente”, pur non essendo stato presente al loro incontro su questo tema, qualche sera fa a Catanzaro Lido. Ne condivido, già dal titolo, il senso e la direzione, che facilmente intuisco, conoscendone i “moventi”.

    Ma sarebbe inutile riprendere il filo delle cose che, come sempre, non vanno, nel turismo calabrese. Troppo grande è ormai l’amarezza e la delusione, che alla fine lentamente discende verso quel fatalismo e quella rassegnazione che è il pane quotidiano di cui si alimenta il ristagno culturale ed economico della nostra terra.

    Eppure, i motivi per rendere davvero unica e allettante, a qualsiasi palato, l’offerta turistico-culturale calabrese, certo non sarebbero mancati! Ed è questo il motivo di maggior rammarico.

    Festival di altissimo livello culturale, con eventi di straordinario rilievo internazionale come Armonie d’arte al Parco di Scolacium, o Rumori mediterranei a Roccella Jonica, per citarne solo alcuni. O ancora i tanti festival di musica popolare che da quest’anno sembrano finalmente aver imboccato, con la creazione di Calabria Sona, la strada di fare rete: di costruire quel circuito ricchissimo di concerti, gastronomia, arti e mestieri, che fa ancora la grande, al momento incolmabile differenza, tra la Calabria e il Salento – solo per fare un esempio.

    Ancora: la straordinaria scoperta archeologica in corso d’opera, lungo le spiagge di Monasterace, ai piedi del faro di Punta Stilo. Il più grande mosaico della Magna Graecia, illustrato nel suo lento e graduale venire alla luce, dai volenterosi e appassionati archeologi al lavoro.

    Basterebbero, per modo di dire, queste poche indicazioni, per creare una tendenza, per intercettare un flusso turistico certamente in crisi, ma che ancora esiste; e che ha nei valori della cultura, della storia, dell’arte, della natura, i suoi punti cardinali. Un turismo diverso, fatto di lente scoperte, di passeggiate e di escursioni; ma anche dei piaceri della tavola e del corpo, dei colori di un mare ancora miracolosamente trasparente e avvolgente nella sua purezza. Un turismo diverso da quello che questa regione era ormai abituata a “subire”, attenta solo a poter trarre il massimo del guadagno nel minimo dell’offerta. Un turismo forse “in-sostenibile” per alcuni, ma che sarebbe ancora possibile, se solo lo si volesse, rendere “sostenibile” e fecondo per molti.

     

    Massimo Iiritano

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