Le rubriche di Catanzaro Informa - Contrappunti

La città impensabile

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    Tra le città invisibili di Calvino, manca purtroppo un’immagine che sarebbe stata perfettamente adeguata al contesto: la città impensabile.

    C’era una volta una città che non riusciva in nessun modo ad essere “pensata”. Vi sembrerà strano, ma dalla sua configurazione, dalle forme discordanti e sempre imprevedibili delle sue costruzioni, delle sue strade, dei suoi edifici pubblici, era sempre forte l’impressione di una città veramente impensabile. Eppure, mi direte voi, qualcuno dovrà pure averla pensata, una volta, al tempo della sua fondazione. È vero, a quel tempo, nella lontana età del dominio bizantino, era stata decisamente pensata, voluta, configurata, immaginata. E si narra che fosse incantevole l’effetto agli occhi per il visitatore!

    Il problema è, che di quella forma originaria ben poco, quasi nulla era ormai rimasto di lei… Ahimè, i secoli dello splendore sembravano ormai del tutto invisibili, inimmaginabili… decenni di selvaggia speculazione edilizia, di abusivismo dilagante, di ostinata mancanza di una progettazione urbanistica coerente, erano riusciti infine a compiere questa inaudita opera di cancellazione del passato. Di annullamento di un’idea stessa di città, che pure una volta, si narra, aveva pur disegnato le forme affascinanti della terrazza sui tre colli.

    Dinanzi agli occhi del visitatore, nostro contemporaneo Marco Polo, scorreva ora dunque la meraviglia delle meraviglie: l’unica città veramente impensabile. L’unica che ostinatamente sembra impedire ogni possibile ri-pensamento, ogni possibile immaginazione di una nuova (o antica) idea di città che possa ridarle dignità e splendore. La città impensabile è diventata allora, nel vuoto perdurante di una tale “maledizione”, città laboratorio delle forme impossibili, delle idee più bizzarre. Città in cui le uniche forme architettoniche contemporanee che negli ultimi tempi erano pure state osate, quale laboratorio dell’impossibile, sono tutte destinate ad essere pian piano rigettate, ripudiate, addirittura demolite! Beh, direte voi, forse che si sta facendo prepotentemente avanti una nuova grande e coerente idea destinata a darle finalmente forma e pensiero … Ahimè, nulla di tutto ciò! Solo bizzarre proposte di copertura dei tratti più centrali del corso, che intanto è stato dato di nuovo, dopo qualche anno di strana tregua, in pasto alle vere dominatrici della scena urbana della città impensabile: le automobili!!

     

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