Le rubriche di Catanzaro Informa - Contrappunti

Le “visioni mediterranee” di Massimo Cacciari

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    Il percorso intrapreso nel suo ultimo libro, “Labirinto Filosofico” appena uscito per Adelphi, ci narra di “visioni” che fanno la storia della metafisica e della filosofia occidentali. Visioni senza tempo, che sorgono, da sempre, da quel Thauma originario che, come diceva Aristotele, è all’origine del filosofare. Una ricerca di verità visibili, sottomesse cioè al predominio di un vedere, di una theoria, che tenta disperatamente di fermare, nel logos e nel concetto, l’inarrestabile e indefinibile procedere dell’essere e della natura. Si tratta di visioni che, in origine, non potevano essere che “visioni mediterranee”, nate dallo stupore e dalla meraviglia di luoghi incantati come le colonie magno greche dell’Italia meridionale. E così, quasi a ricercare l’inizio di quell’appassionato percorso di pensiero, Massimo Cacciari è stato ospite, nei giorni scorsi, della Casa d’arte Visioni mediterranee di Montepaone, laddove ho avuto il piacere di  confrontarmi con lui sulle questioni filosofiche e teologiche che da più di dieci anni ci legano, sulla scia di un grande amico e maestro comune, che è stato il teologo Sergio Quinzio. Ed è proprio riprendendo il filo di questi pensieri che ho avuto la possibilità di dialogare con Massimo Cacciari dalla meravigliosa terrazza panoramica montepaonese, prima di accompagnarlo in una serie di incontri che hanno avuto luogo tra venerdì e sabato. A Scolacium, Cacciari ha potuto mettere al centro della discussione un altro recente libro, di straordinaria attualità, “Il potere che frena”, in cui viene messo in questione il ruolo della politica e della fede nella crisi radicale della coscienza politica contemporanea e della democrazia in particolare. Straordinario è stato poi il confronto con gli studenti del Progetto Gutenberg all’auditorium Casalinuovo di Catanzaro, alla presenza, tra gli altri, dell’Arcivescovo Vincenzo Bertolone. Inevitabile, in una certa misura l’assalto di curiosi e di giornalisti, alla ricerca di una dichiarazione scoop sui temi di scottante attualità riguardante il Mose di Venezia. Questioni alle quali Cacciari non si è per nulla sottratto, mostrando, come detto anche nel corso delle due conferenza, la necessità di dover ancora sperare nella possibilità di una politica alta, come Virtù dello spirito e non come strumento di potere e di arricchimento personale.

    Insomma una presenza davvero significativa per il nostro territorio, che è capace ancora, nonostante tutto, come ha dimostrato Visioni mediterranee, di offrire il meglio di sé e di porsi come luogo accogliente e ospitale, sulla scia di un’eredità culturale antica, per molti versi miseramente calpestata.

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