Le rubriche di Catanzaro Informa - Contrappunti

Il vuoto, al posto della scala…

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    “Papa’ ma che stanno facendo alla scala?”

    “la stanno togliendo”

    “e perché? non si può e’ un monumento!”

    E no, cara bambina mia, devi capire che questa e’ la città dove tutto e’ lecito, anche abbattere un monumento…. e perché?

    “la città non rispose”, così s’intitolava uno dei primi bellissimi racconti di Erri De Luca.

    Proprio così: la città non rispose, non risponde… risponderà un giorno?

    E ora, al posto della scala, il nulla… una città che dimentica se stessa, la sua storia, il suo futuro. Che chiude ai pedoni e apre alle auto, padroni incontrastati del nulla e della solitudine. Provate a fare una passeggiata sul corso la domenica sera… presto vi coglierà lo sconforto e sarete costretti a rifugiarvi anche voi nella grigia solitudine di un’auto, diretti inesorabilmente verso il regno del nulla…. un centro commerciale.

    Eutanasia di una città, di un centro storico denudato di ogni possibile attrattiva, chiuso nella solitudine senza progetto e senza prospettive. La fine della scala, in Piazza Matteotti, è degno simbolo di tutto ciò.

    Simbolo di una cittadinanza che vuole solo liberarsi di se stessa, senza però avere il coraggio e la volontà di costruire nulla di nuovo, di diverso, di vitale. Così, ci ritroviamo all’indomani dell’ennesima avvilente tornata elettorale, che ha fatto ancora una volta registrare l’esito di sempre, al di là di vincitori e vinti. La vittoria dei soliti noti, delle clientele, del volo teleguidato, regimentato, imprigionato. Una città incapace di riscatto, di libertà. Incapace di quello scatto in avanti che i cittadini di Reggio Calabria qualche settimana fa hanno saputo segnare, rispetto ad un comune, avvilente passato. Eppure, le carte da giocare, le facce nuove da promuovere al governo della città e della Regione, ci sono state, c’erano ancora – seppur celate e mortificate nel marasma di liste costruite nella chiara volontà politica di dire no al rinnovamento!

    Eppur nulla si è mosso, nel profondo. Nulla ha potuto scalfire le mura inespugnabili del clientelismo di sempre. Scandali nazionali, regionali, locali; inchieste, condanne; inefficienza, inettitudine, ignoranza: nulla di tutto di ciò ha potuto davvero far scattare quella dose di indignazione necessaria a voltare pagina davvero.

    E così, ci rimane ancora e sempre il vuoto, al posto della scala…

     

     

    Massimo Iiritano

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