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Le rubriche di Catanzaro Informa - Contrappunti

era una volta un gruppo di esperti

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    C’era una volta un gruppo di esperti, che volevano mettersi al servizio della città. In realtà si erano già messi al servizio della città. In una inaspettata “primavera catanzarese” si erano ritrovati insieme a progettare, pensare, immaginare un futuro possibile per la loro città. Eh sì, perché questi “esperti”, professionisti giovani e apprezzati, provenienti da più parti di Italia, e anche da Bruxelles, erano tutti comunque cittadini catanzaresi, che con dignità e orgoglio avevano deciso di tornare nella loro città.
     
    Ne vennero fuori proposte concrete, “visioni” realizzabili, cento punti di un programma possibile per la rinascita di una città, già allora decisamente sulla via di un lento ma inesorabile declino. Tutto partiva e ruotava intorno alla rinascita del centro storico, che intanto era stato finalmente e tenacemente pedonalizzato …
     
    Ma la città non rispose, come direbbe Erri De Luca. La città, nella sua maggioranza, si espresse decisamente contro quella visione di futuro, rimandò al mittente tanta voglia di mettere in campo competenze, energie, progettualità. La città, la sua maggioranza, scelse, ancora una volta, il passato.
     
    Passarono anni, amministrazioni, scandali, il ripetersi insomma di un antico clichè, quello che i cittadini catanzaresi avevano, più o meno consapevolmente, scelto; e di cui ora potevano, di nuovo, lamentarsi, rivendicare, piangendo la loro estraneità a una tale solita cattiva politica.
     
    Passarono anni, di fallimenti, decadenza, declino. E alla fine, qualcuno dovette per forza cominciare a fare i conti con la realtà. Alla fine qualcuno cominciò a pensare che, forse, un piano per rilanciare il centro storico non può che partire dalla sua, almeno parziale, pedonalizzazione; dalla creazione di eventi culturali, di occasioni di incontro. Dalla lotta contro quella incredibile “rimozione collettiva” che porta ad abbandonare il centro storico durante i mesi estivi, quando ancor più allettanti potrebbero essere le proposte per riviverlo, nelle fresche sere d’estate. Ed ecco tornare allora tanti di quei cento punti… e peccato che nessuno di quegli “esperti” di un tempo abbia ancora avuto la voglia di farlo notare. Infine, qualcuno capì che, forse, all’improvvisazione e al populismo doveva succedere qualcosa di più, di diverso, per poter invertire la rotta. Che c’era bisogno in un “esperto”….
     
    Uno? E chi mai dovrebbe essere questo <em>deus ex machina</em>? Magari estraneo alla vita della città? Alla sua storia, alle sue rimozioni?
     
    C’era una volta un gruppo di esperti: catanzaresi, giovani, competenti, volenterosi. La città però non rispose, e adesso siamo di nuovo in attesa, come sempre, dell’Esperto che, da fuori, possa tornare a venderci un po’ di fumo… per poi poter, di nuovo, lamentarci, rivendicare…

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